Home » Internazionali »Politiche » IEA: le quattro azioni che potrebbero salvare il clima:

IEA: le quattro azioni che potrebbero salvare il clima

giugno 12, 2013 Internazionali, Politiche

Per tenere aperta la porta dei 2° C è necessario intraprendere un’azione forte prima del 2020.” Non è il documento di Greenpeace, né di un’altra organizzazione ambientalista: a scrivere nero su bianco l’urgenza di intraprendere un’azione decisa sul clima è l’International Energy Agency nel nuovo rapporto pubblicato lunedì, intitolato “Ridefinire il quadro energia-clima”.

L’incipit dell’Executive Summary del Report è inquietante: “Il mondo si sta allontanando dall’obiettivo concordato dai governi di limitare l’aumento della temperatura media globale nel lungo termine entro i 2 gradi Celsius.” Le emissioni di gas a effetto serra continuano infatti ad aumentare, tanto che la concentrazione di CO2 in atmosfera ha superato a maggio scorso la soglia di 400 parti per milione: l’Intergovernamental Panel on Climate Change stima che per avere un 50% di probabilità di contenere l’aumento di temperatura al di sotto dei 2°C, non dovremo superare 450 parti per milione.

“Considerando le politiche già implementate, o quelle attualmente perseguite, risulta più probabile che l’aumento della temperatura media mondiale nel lungo termine sia compreso tra i 3,6 °C e i 5,3 °C (rispetto ai livelli pre‐industriali) con gran parte di questo incremento concentrato nel secolo in corso.” Uno scenario catastrofico, che si sta lentamente trasformando in realtà a causa della lobby delle fonti di energia fossile e della non-azione dei governi: “dovremmo aspettarci il verificarsi di eventi climatici estremi (come tempeste, inondazioni e ondate di calore) con maggiore frequenza ed intensità, così come l’aumento delle temperature su scala globale e l’innalzamento del livello dei mari.”

Non tutto è perduto: nonostante l’azione intrapresa a livello globale sia ancora insufficiente a salvarci dai cambiamenti climatici, l’obiettivo dei 2° centigradi rimane “tuttora tecnicamente raggiungibile pur essendo estremamente difficile.” Come? Il contributo delle misure per ridurre le emissioni dalla produzione di energia da fonte fossile è fondamentale. Secondo l’International Energy Agency, questo è possibile con l’azione combinata di 4 politiche, che, se adottate, sarebbero in grado di realizzare lo Scenario 4‐per‐2 °C e di diminuire le emissioni di gas ad effetto serra di ben 3,1 Gt CO2‐eq nel 2020, ovvero l’80% della riduzione necessaria per muoversi il trend di contenimento delle emissioni entro i 2°C.

La prima consiste nell’adottare misure specifiche per l’efficienza energetica, da cui potrebbero derivare il 49% del risparmio di gas serra. Misure di efficienza energetica mirate consentirebbero di ridurre le emissioni mondiali legate all’energia di 1,5 Gt nel 2020, ovvero più o meno le emissioni attuali dell’intera Russia. Tra queste, ci sono l’introduzione di standard di prestazione energetica nei settori residenziale e terziario per illuminazione, nuovi dispositivi elettrici e nuovi impianti di riscaldamento e condizionamento; nell’industria per i motori elettrici; nei trasporti per i veicoli stradali. In alcuni Paesi, come nell’Unione Europea, in Giappone, negli Stati Uniti e in Cina, queste misure sono già state avviate, ma sono da rafforzare. Il costo stimato a livello mondiale è un investimento iniziale di 200 miliardi di dollari entro 2020, ma è un costo che verrebbe ammortizzato in fretta attraverso i risparmi sulla bolletta energetica.

La seconda politica consiste nel limitare la costruzione e l’uso delle centrali di generazione a carbone, che contribuirebbe per il 21% all’abbattimento di gas serra. Assicurare che non vengano costruiti nuovi impianti a carbone inefficienti e limitare l’uso di quelli meno efficienti già in funzione ridurrebbe le emissioni di 640 Mt nel 2020 e contribuirebbe anche a contenere l’inquinamento atmosferico a livello locale.

La terza azione è conosciuta solo da chi si occupa di estrazione di petrolio e gas, ma non meno importante: si tratta della riduzione delle emissioni di metano (CH4) durante la produzione di petrolio e gas naturale, con l’uso delle pratiche di gas venting e gas flaring, che potrebbe incidere per il 18% al taglio delle emissioni. Nel 2010, le operazioni di estrazione di petrolio e gas naturale hanno rilasciato 1,1 Gt CO2‐eq di metano, potente gas ad effetto serra. In alcuni Stati, queste pratiche sono illegali, ma alcune compagnie petrolifere continuano a praticarle.

Queste azioni sono state scelte con dei criteri precisi: possono generare significative riduzioni delle emissioni legate all’energia nel medio termine, ovvero entro il 2020, e quindi costituire un “ponte” per future azioni; si basano unicamente su tecnologie esistenti; sono già state adottate e provate in diversi paesi; una loro adozione diffusa non comprometterebbe la crescita economica in nessun paese o regione. Adottare queste politiche da subito significherebbe guadagnerebbe tempo prezioso mentre le negoziazioni internazionali sul clima proseguono alla Conferenza delle Parti di Varsavia nel 2013, in vista dell’importante Conferenza delle Parti che si terrà a Parigi nel 2015.

Rimandare al 2020 l’implementazione di una più incisiva azione climatica avrebbe un costo – conclude il report dell’International Energy Agency – si eviterebbe di investire 1.500 miliardi di dollari in tecnologie a basso contenuto di carbonio prima del 2020, ma successivamente sarebbero necessari investimenti aggiuntivi per 5.000 miliardi di dollari per ritornare lungo una traiettoria coerente con l’obiettivo dei 2° C. Pertanto, ritardare ulteriormente l’azione, anche alla fine del corrente decennio, comporterebbe costi addizionali significativi per il settore energetico e aumenterebbe il rischio che gli asset energetici vengano dismessi prima della fine della loro vita utile.”

Veronica Caciagli

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Ricerca UniBZ sul Gewürztraminer: l’uso del glifosato può alterare il mosto

giugno 26, 2017

Ricerca UniBZ sul Gewürztraminer: l’uso del glifosato può alterare il mosto

Cattive notizie per i viticoltori che usano glifosato. Il principio attivo, molto usato per il controllo delle malerbe sulle file, potrebbe alterare la qualità del mosto prodotto. È la conclusione a cui sono giunti ricercatori della Libera Università di Bolzano dopo uno studio sulla fermentabilità di uve di Gewürztraminer. La ricerca è stata effettuata dal gruppo [...]

Siccità e deserficazione: l’allarme dei Geologi sulla gestione delle risorse idriche

giugno 26, 2017

Siccità e deserficazione: l’allarme dei Geologi sulla gestione delle risorse idriche

“La perdurante scarsezza delle precipitazioni, nella primavera appena trascorsa, ha causato un abbassamento dei livelli d’acqua in fiumi, negli invasi e nelle falde sotterranee”. Lo afferma Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi. “A grande scala – continua Tortorici – stiamo assistendo a cambiamenti climatici che ci stanno portando verso [...]

Premio per lo Sviluppo Sostenibile: fino al 30 giugno per le candidature

giugno 19, 2017

Premio per lo Sviluppo Sostenibile: fino al 30 giugno per le candidature

La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con Ecomondo, organizza anche per il 2017 il “Premio per lo Sviluppo Sostenibile“, che ha avuto nelle otto edizioni precedenti l’adesione del Presidente della Repubblica, richiesta anche per quest’anno. Il Premio ha lo scopo di promuovere le buone pratiche e le migliori tecniche delle imprese italiane che [...]

Intesa Sanpaolo emette il primo “green bond” da 500 milioni di euro

giugno 19, 2017

Intesa Sanpaolo emette il primo “green bond” da 500 milioni di euro

Intesa Sanpaolo ha collocato con successo un green bond da 500 milioni di euro, titolo legato a progetti di sostenibilità ambientale e climatica, raccogliendo ordini per circa 2 miliardi di euro e acquisendo il primato, ad oggi, di unica banca italiana a debuttare quale emittente “green”. L’importo raccolto tramite il green bond verrà utilizzato per il [...]

Aruba apre il “Global Cloud Data Center”, il campus informatico ad altissima efficienza energetica

giugno 14, 2017

Aruba apre il “Global Cloud Data Center”, il campus informatico ad altissima efficienza energetica

Aruba S.p.A., leader nei servizi di web hosting e tra le prime aziende al mondo per la crescita dei servizi di data center e cloud, ha annunciato la pre-apertura del più grande data center campus d’Italia, a Ponte San Pietro (Bergamo). Il Global Cloud Data Center, è stato concepito per andare incontro alle esigenze di colocation [...]

Roadmap per la mobilità sostenibile. Il Ministero presenta il documento di analisi

giugno 5, 2017

Roadmap per la mobilità sostenibile. Il Ministero presenta il documento di analisi

E’ stato presentato il 30 maggio a Roma, in un evento alla presenza del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e del viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini, il documento “Elementi per una Road map della mobilità”, redatto con il supporto scientifico di RSE – Ricerca Sistema Energetico. Il testo è frutto dei contributi forniti dai partecipanti al [...]

Con il packaging “Attivo” di Bestack le fragole si conservano di più

giugno 5, 2017

Con il packaging “Attivo” di Bestack le fragole si conservano di più

Nell’aspetto sembra una cassetta qualunque, ma grazie a un innovativo brevetto, frutto di cinque anni di studi universitari, è uno strumento intelligente contro lo spreco alimentare: consente infatti di ridurlo in modo significativo. È il packaging “Attivo” che Bestack – il consorzio non profit dei produttori italiani di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta – ha messo [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende