Home » Internazionali »Politiche » Largo ai giovani: Bartolini nuovo presidente degli agricoltori europei under 35:

Largo ai giovani: Bartolini nuovo presidente degli agricoltori europei under 35

luglio 5, 2013 Internazionali, Politiche

Matteo Bartolini, già delegato CIA-Agia al Consiglio europeo dei giovani agricoltori (CEJA), che raccoglie 30 associazioni di categoria e rappresenta 2 milioni di produttori, ne è appena diventato il nuovo presidente. 36 anni, laureato in Economia, è titolare di un’azienda a Città di Castello, in Umbria, che unisce la produzione agricola alla ricerca, l’attività agrituristica alla didattica. Proprio sulla multifunzionalità, spiega Bartolini, dovrà puntare l’agricoltura nei prossimi anni per non soccombere: in questo percorso, “il ruolo dei giovani imprenditori, pieni di entusiasmo, inventiva e con una formazione maggiore rispetto alle generazioni precedenti, sarà fondamentale”. Un aiuto, aggiunge il neopresidente, in questi giorni impegnato tra audizioni in Parlamento e un incontro con il ministro dello Sviluppo Economico Zanonato, verrà dalla tanto discussa PAC: “Il pagamento aggiuntivo per gli under 35 reso obbligatorio in tutti i Paesi europei è un primo segnale dell’attenzione dell’Europa alle problematiche legate all’insediamento dei giovani agricoltori”.

D) Presidente, partiamo dalla sua esperienza personale che l’ha portata fino a qui. Quando e come è iniziata la sua attività agricola?

R) Dopo la laurea in Economia, ho lavorato nel settore turistico, prima in Olanda per Holiday Inn, e poi in Italia. Nel 2004, quando avevo 28 anni, ho saputo che c’era la possibilità di rilevare l’azienda. Non vengo da una famiglia di agricoltori: mi sono avvicinato al mondo della campagna a quell’età e mi ha conquistato. Ho pensato di collegare l’attività agricola alle mie competenze nel settore turistico, e così pian piano sono partito, avviando anche una serie di progetti innovativi e di ricerca. Faccio parte di un’associazione temporanea di imprese che ha costruito una filiera del lino, utile per preservare il benessere delle mucche e ottenere un latte naturalmente ricco di Omega 3. Collaboro con l’università di Perugia per un progetto di coltivazione del tartufo, e nel 2006 ho avviato la Scuola del Tartufo, che offre ai turisti un percorso formativo, enogastronomico e culturale alla scoperta di questi alimento. Proprio grazie a questo progetto, premiato nel 2008 dal Ministero dell’Agricoltura come attività innovativa, ho iniziato anche ad esportare tartufo negli Stati Uniti.

D) Quali sono le  principali questioni all’ordine del giorno nell’agenda dei giovani agricoltori per i prossimi due anni?

R) Prima di tutto, l’ultima fase della riforma della PAC e la stesura dei decreti attuativi. Per la prima volta volta si parla di PAC giovane e di aiuti diretti ai giovani agricoltori, che sono stati resi obbligatori per tutti gli stati membri, e non facoltativi come proponeva il Consiglio. In ogni Paese, dal 2014, ci saranno le stesse opportunità di sviluppo per i giovani agricoltori. A questo si aggiunge la questione del ricambio generazionale: in questo settore, gli under 35 sono solo il 6%, contro il 33% degli over 65%. L’Italia insieme al Portogallo e la Romania è tra i Paesi che hanno un’agricoltura più vecchia. I dati parlano di un aumento dei giovani, ma non bisogna farsi ingannare: è necessario considerare anche il numero delle aziende che hanno chiuso per la crisi. Sembra che l’aumento della presenza degli under 35 sia dovuta proprio alla scomparsa di molte imprese guidate da persone più anziane.

D) Torniamo alla PAC. Che cosa pensa dell’accordo raggiunto?

R) Come dicevo, sono soddisfatto, perché per la prima volta ci sono misure specifiche rivolte ai giovani. Da una parte il pagamento aggiuntivo obbligatorio, che può arrivare fino al 25% del contributo base, per i primi cinque anni dall’insediamento; dall’altra la possibilità per gli Stati, inserita nel secondo pilastro, di costruire sottoprogrammi rivolti ai giovani, che darà l’opportunità di inserire molte più misure rispetto al pacchetto giovani della PAC che si sta concludendo, anche legate direttamente all’innovazione. E’ con le imprese guidate da giovani che si possono fare esperienze innovative, legate alla ricerca, alla multifunzionalità, alle attività sociali.

D) Che impatto potrà avere il pagamento aggiuntivo del 25%?

R) Non è la soluzione – si tratterà penso di meno di 100 euro a ettaro – ma rappresenta un segnale importante di attenzione da parte dell’Europa, e un aiuto concreto per superare i primi cinque anni, in cui si presentano i veri problemi legati all’insediamento. Difficoltà che ho vissuto in prima persona: i miei genitori non facevano gli agricoltori, io non ho ereditato un’azienda, e ho sperimentato il problema dell’accesso alla terra e al credito. L’unica strada possibile è stata prendere in affitto l’azienda per 25 anni.

D) Dopo la sua elezione a presidente ha avuto modo di parlare con il commissario europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos?

R) Ciolos si è presentato al termine delle elezioni e nel suo discorso, riferendosi alle misure per i giovani, ha detto: “Io non ho fatto altro che aprire le porte con il vostro aiuto”. Penso che la mia elezione a presidente premi anche il lavoro fatto in questi anni con AGIA, visto che due delle sette proposte fatte dalla mia associazione sono state accolte da Ciolos e inserite nella PAC.

D) Quale potrà essere l’apporto dei giovani all’agricoltura europea?

R) Un giovane, rispetto a un senior meno istruito e più legato al concetto tradizionale di agricoltura, può accogliere con molto più entusiasmo tutte le attività del futuro del settore: non solo la produzione del bene primario, ma anche la sostenibilità e rispetto dell’ambiente, i servizi alla persona e multifunzionali, l’innovazione, la vendita diretta e l’ingresso nei mercati internazionali. I giovani sono in generale più flessibili, più pronti a cambiare strategia. Nel mio caso, non avere i genitori agricoltori è stato per certi versi un bene: di solito la famiglia fa da freno ai grandi cambiamenti delle aziende agricole, soprattutto se gli affari vanno bene.

D) Faceva riferimento alla sostenibilità ambientale: il greening è stato criticato da molte associazioni ambientaliste, le misure sono considerate annacquate. Che ne pensa?

R) Più in generale, molti elementi della proposta iniziale di Ciolos purtroppo sono stati annacquati. Quando si parla di politiche comuni a 27 e adesso addirittura 28 Paesi, non è facile trovare una soluzione condivisibile. Considerando che ci sono stati paesi come la Germania che hanno cercato fin da subito di affossare il greening, questo accordo mi sembra un buon compromesso, anche perché il budget è sostanzioso: il 30% del primo pilastro.

Veronica Ulivieri

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Valorizziamo l’esistente”. A Mombello di Torino torna la Biennale dello Sviluppo Durevole

maggio 28, 2017

“Valorizziamo l’esistente”. A Mombello di Torino torna la Biennale dello Sviluppo Durevole

La Biennale dello Sviluppo Durevole della riserva MAB UNESCO CollinaPo, organizzata dall’Associazione Culturale di Promozione Sociale CioChevale, torna a Mombello di Torino domenica 28 maggio 2017 con il patrocinio del Comune. Una Biennale (alla sua seconda edizione) sulle buone pratiche per lo sviluppo durevole del territorio con tante realtà locali, ma non solo, che si incontreranno in [...]

Second Hand Effect: il secondo report di Subito sul valore ecologico del riuso

maggio 23, 2017

Second Hand Effect: il secondo report di Subito sul valore ecologico del riuso

Quanta CO2 è possibile risparmiare vendendo o acquistando beni usati? Ogni giorno milioni di persone in 8 Paesi in cui opera Schibsted Media Group comprano e vendono oggetti di seconda mano contribuendo al risparmio di ben 16,3 milioni di tonnellate di CO2, di cui 6,1 milioni di tonnellate solo in Italia (+77% in più rispetto [...]

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

maggio 23, 2017

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

Le città di Torino e Venaria insieme alla spagnola Calvià e all’austriaca Villach saranno i siti pilota dove si svilupperà il progetto STEVE (Smart-Taylored L-category Electric Vehicle demonstration in hEtherogeneous urbanuse-cases) finanziato dall’Unione Europea all’interno della programmazione di azioni innovative:  “Horizon 2020 – Green Vehicles 2016-2017”. Al centro del progetto l’utilizzo di un veicolo elettrico [...]

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

maggio 22, 2017

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

I prodotti ittici costituiscono la fonte di proteine per 3 miliardi di persone e il reddito di 800 milioni di persone si fonda sulla pesca e sull’industria ittica. Nel 2014 nei paesi europei sono stati spesi 34,57 miliardi per acquistare prodotti ittici. In totale nei paesi europei si consumano 7,5 milioni di tonnellate di pesce [...]

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

maggio 18, 2017

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

Conciliare la produzione di cibo e il rispetto per l’ambiente, per gli agricoltori, per la salute di produttori e consumatori. Un tema di grande attualità e di rilevanza globale, che è al centro, all’Università di Siena, del “Millennials Lab”, dal 10 al 21 maggio, e della riunione degli imprenditori che collaborano al programma internazionale PRIMA [...]

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

maggio 18, 2017

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

Gli oli vegetali esausti diventano biocarburanti. Eni e Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti e del Dirigente Generale Direzione Generale per la Sicurezza dell’Approvvigionamento e per le Infrastrutture Energetiche Ministero dello [...]

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

maggio 10, 2017

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

Green Island, progetto internazionale fondato da Claudia Zanfi 16 anni fa e dedicato alla biodiversità urbana attraverso iniziative culturali, progetti espositivi, educazione alla sostenibilità, porta a New York la sua visione innovativa degli Alveari Urbani: Urban Bee Hives , parte di un percorso focalizzato sulla salvaguardia delle api e sulla valorizzazione del territorio. “Un progetto” spiega Zanfi [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende