Home » Nazionali »Politiche »Rassegna Stampa » Quanto fanno ancora male le bombe del passato:

Quanto fanno ancora male le bombe del passato

febbraio 23, 2012 Nazionali, Politiche, Rassegna Stampa

“È una pesante eredità del passato che non può continuare a gravare sulle generazioni future” ha commentato Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, davanti ai dati rivelati dal dossier “Armi chimiche: un’eredità ancora pericolosa”, presentato ieri a Roma.

Una sfilza straziante di cimiteri nascosti, che intossicano e devastano l’intero stivale: lo studio condotto da Legambiente in collaborazione con il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche, per la prima volta, cerca di mappare una realtà da sempre denunciata dall’associazione ambientalista, che più di una volta ha richiesto la bonifica di intere zone d’Italia.

Si, perché sono oltre 30mila gli ordigni ancora inabissati nel sud del mare Adriatico, di cui 10mila solo nel porto di Molfetta e di fronte a Torre Gavetone, a nord di Bari; 13mila i proiettili e 438 i barili contenenti sostanze tossiche inabissati nel golfo di Napoli; 4.300 le bombe all’iprite e 84 tonnellate di testate all’arsenico nel mare davanti a Pesaro. E poi la Chemical City in provincia di Viterbo, il centro di ricerca e produzione di armi chimiche voluto da Mussolini, rimasto attivo fino agli anni ’70 e lasciato intatto dormiente e avvelenante fino al 1996, quando l’intossicazione di un ciclista ha risvegliato il terrore e scosso l’opinione e la consapevolezza pubblica. Ma gli elenchi continuano con l’industria bellica nella Valle del Sacco a Colleferro e le migliaia di ‘bomblets’ (derivati dall’apertura delle bombe a grappolo) sganciati dagli aerei Nato sui fondali marini del basso Adriatico durante la guerra del Kosovo.

Sono, di fatto, guerre “non finite” che continuano a mietere vittime, silenziosamente e liberamente. Chi si deve occupare di ripulire queste zone da sostanze tossiche come arsenico, iprite, lewsite, fosgene e difosgene, acido cloro solfonico e cloropicerina, che da più di 80 anni violentano l’ecosistema e avvelenano le popolazioni locali?

La risposta non è facile, per questioni di competenze amministrative. “La denuncia che arriva oggi da Legambiente va presa molto seriamente perché riguarda vaste aree del paese contaminate da un’enorme quantità di ordigni bellici dispersi in mare e sul territorio, la cui presenza è tutt’ora coperta dal segreto militare e che tuttavia continuano a rilasciare sostanze molto pericolose per la salute delle persone e dell’ambiente – ha continuato il presidente Realacci. Chiediamo al Ministro dell’Ambiente e al Ministro della Difesa di intervenire con urgenza, con tutte le risorse e i mezzi necessari per verificare la situazione denunciata e a predisporre le necessarie bonifiche”.

Ma il punto è che al Ministero della Difesa spetta solo la competenza per le aree considerate “militari” al momento della bonifica. In questo caso, quando viene rinvenuto un ordigno chimico, questo viene trasportato a Civitavecchia nel centro tecnico logistico interforze Nbc dove viene demilitarizzato e distrutto. Solo per questi, nel 2011 gli interventi di bonifica sul territorio nazionale sono stati 49. Ma fuori dalle aree militari chi dovrebbe intervenire?

“Il Coordinamento, ha detto Alessandro Lelli, presidente Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche (C.N.B.A.C.), riunisce associazioni e comitati locali di alcune delle zone più interessate dall’inquinamento causato dalla presenza di armi chimiche. L’obiettivo è di rafforzare la richiesta di un attento monitoraggio e successiva bonifica dei siti, costituendo un interlocutore nazionale che rappresenti le singole realtà locali”.

Alfonsa Sabatino


Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Armadio Verde lancia il “recommerce” anche per l’abbigliamento maschile

giugno 14, 2019

Armadio Verde lancia il “recommerce” anche per l’abbigliamento maschile

Ad un anno dall’introduzione della collezione femminile, Armadio Verde, il primo recommerce italiano, che permette di ridare valore ai capi di abbigliamento usati facendo leva sull’economia circolare, presenta la linea uomo, che si aggiunge agli articoli donna e bambino (i primi ad andare online nel 2015). “Armadio Verde nasce con l’obiettivo di rimettere in circolo [...]

Micromobilità elettrica: firmato il decreto che apre la strada a hoverboard e monopattini elettrici in città

giugno 6, 2019

Micromobilità elettrica: firmato il decreto che apre la strada a hoverboard e monopattini elettrici in città

Parte nelle città italiane la sperimentazione della cosiddetta micromobilità elettrica, ovvero di hoverboard, segway, monopattini elettrici e monowheel. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha infatti firmato, il 4 giugno, il decreto ministeriale che attua la norma della Legge di Bilancio 2019 e specifica nel dettaglio sia le caratteristiche dei mezzi che delle [...]

CSR Manager Network: “la sostenibilità è ormai elemento ineluttabile per le imprese”

giugno 3, 2019

CSR Manager Network: “la sostenibilità è ormai elemento ineluttabile per le imprese”

“Le imprese italiane valutano la sostenibilità sempre più al centro nei sistemi di governance e delle strategie di business, arrivando a raggiungere il Regno Unito, da sempre all’avanguardia in questo campo”. È quanto emerge dallo studio “C.d.A. e politiche di sostenibilità – Rapporto 2018”, presentato nei giorni scorsi a Milano e condotto attraverso questionari e analisi [...]

“Notturni nelle Rocche”: 18 passeggiate tra natura e cultura nei boschi del Roero

maggio 29, 2019

“Notturni nelle Rocche”: 18 passeggiate tra natura e cultura nei boschi del Roero

E’ tutto pronto all’Ecomuseo delle Rocche del Roero, in Piemonte, per inaugurare la 12° edizione dei “Notturni”, la rassegna estiva di passeggiate notturne nei boschi e nei borghi delle suggestive rocche roerine, con animazioni teatrali nella natura e approfondimenti a tema botanico e faunistico. Quest’anno le passeggiate in programma saranno ben 18, coordinate dall’Ecomuseo ma realizzate [...]

“Oasi della biodiversità”: il progetto di Unifarco nelle Dolomiti bellunesi

maggio 27, 2019

“Oasi della biodiversità”: il progetto di Unifarco nelle Dolomiti bellunesi

Ai piedi delle Dolomiti bellunesi, Unifarco – azienda di prodotti cosmetici, nutraceutici, dermatologici e di make-up – ha dato avvio al progetto di creazione delle ‘oasi della biodiversità’ con l’obiettivo di proteggere e valorizzare la varietà biologica locale. Oggi più che mai avvalersi di ciò che la natura regala risulta di fondamentale importanza non solo per la [...]

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

maggio 21, 2019

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

“Made in Nature” è il progetto finanziato dall’Unione Europea con 1,5 milioni di euro per promuovere, nei prossimi tre anni (dal 1 febbraio 2019 al 31 gennaio 2022), i valori e la cultura della frutta e verdura biologica in Italia, Francia e Germania. Come indicato nel claim (“Scopri i valori del biologico europeo”), lo scopo [...]

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

maggio 13, 2019

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

Per la comunità scientifica italiana, in particolare quella che studia i Poli, si tratta di un grande risultato, che aprirà la strada a nuovi studi. L’OGS, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – grazie ad un finanziamento di 12 milioni di euro ricevuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – ha acquistato dalla norvegese Rieber [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende