Home » Internazionali »Politiche » Re Rebaudengo su Brexit: “Non vedo problemi per rinnovabili, ma il Regno Unito sarà più povero”:

Re Rebaudengo su Brexit: “Non vedo problemi per rinnovabili, ma il Regno Unito sarà più povero”

giugno 24, 2016 Internazionali, Politiche

Mentre il primo ministro David Cameron annunciava pubblicamente le sue dimissioni Greenews.info ha raggiunto telefonicamente, a Londra, Agostino Re Rebaudengo, presidente di Assorinnovabili e Asja, per avere le prime impressioni sull’impatto potenziale della Brexit sul mercato delle energie rinnovabili e della green economy italiana. Ecco l’intervista del direttore editoriale Andrea Gandiglio.

D) Dott. Re Rebaudengo, che aria si respira oggi a Londra?

R) Di grande stupore. Fino a ieri sera la maggioranza delle persone era ancora convinta che avrebbe vinto il Remain, la volontà di restare nell’Unione Europea. Le impressioni che ho potuto raccogliere stamattina sono sostanzialmente di stupore che si possa aver votato in questa direzione. Era vista come più probabile la separazione dalla Scozia che non la Brexit…

D) Sulle Borse mondiali è stato uno “tsunami” e anche il prezzo del petrolio è ulteriormente calato. Di solito questo non porta bene agli investimenti nelle rinnovabili, cosa prevede?

R) Se guardiamo al 2015, quando il petrolio ha raggiunto il prezzo più basso degli ultimi 7 anni, in realtà, il 90% degli investimenti in nuova generazione è stato fatto nelle rinnovabili. Direi quindi che chi investe oggi in progetti di generazione – che hanno un orizzonte temporale di una ventina d’anni – non crede che il prezzo del petrolio possa rimanere così basso. E in ogni caso pensa comunque che la riduzione delle’impronta di C02 sia un processo ineludibile e che sia meglio investire in energie rinnovabili. In questo stato della situazione non vedo quindi incidenze determinanti.

D) Ha già avuto la possibilità di parlare e confrontarsi con altri operatori italiani del settore presenti sul mercato britannico? Penso ad esempio a Falck Renewables, che ha una forte presenza…

R) Per il momento non ho ancora avuto occasione di parlare con nessuno di loro, ma non credo – in assoluto – che da questo punto di vista ci possano essere dei problemi. A parte la perdita di valore della sterlina, che però, al di là del momento emotivo, dipenderà in futuro da cosa saprà fare il Regno Unito in termini di competitività. Quindi, escluso il problema del cambio, credo che la Gran Bretagna, che ha già da tempo introdotto la carbon tax, non tornerà indietro sulle scelte riguardanti l’energia pulita. E penso anche che abbiano già avuto il tempo per pentirsi dell’investimento nella centrale nucleare di Bridgwater, nel Somerset, dove il costo di generazione del chilowattora si è dimostrato doppio rispetto alle rinnovabili…

D) Quindi più che problemi “tecnici” del mercato, dobbiamo aspettarci, come fa notare Moody’s, un periodo di forte incertezza?

R) Pare che ci siano ora due anni di tempo per l’iter di uscita dall’UE. Ho fiducia nel pragmatismo degli inglesi, che sapranno gestire bene la transizione. Anche se, a mio parere, loro ci rimetteranno – e ci rimetterà un po’ anche l’Europa. Sarebbe stato meglio averli “a bordo”, anche se con una partecipazione limitata. Il mio augurio è che questo spinga l’UE ad accelerare il processo di integrazione e rivedere la governance verso una maggiore efficienza, perché oggi è troppo macchinosa (e per certi versi anche troppo costosa).

D) Se volessimo vedere il bicchiere mezzo pieno si potrebbe dunque pensare alla Brexit come ad una lezione all’UE perché si possa riformare e migliorare in fretta, giusto?

R) Esatto, anche se, per certi versi, a questo processo mancherà un bilanciamento nei confronti della Germania… Ma, come dicevo, il mio augurio è che questo spinga ad una maggiore integrazione interna.

D) Come imprenditore in questo momento investirebbe nel Regno Unito o starebbe a vedere gli sviluppi?

R) Penso che UK continui a rimanere una nazione interessante per gli investitori, al di là dell’incertezza che potrebbe pesare maggiormente su alcuni settori, come quello bancario e finanziario. Credo anche che rimarrà un paese stabile, con una visione sul futuro… Certo è che la maggioranza che ha votato per l’uscita non otterrà quello per cui ha votato: l’Inghilterra di domani temo che sarà più povera e non certo più ricca…

D) Ieri, in un’intervista a Radio 24, il presidente della CBI (la Confindustria britanicca), ha detto che più dell’80% degli industriali era schierato a favore del remain. C’è stata dunque una contrapposizione tra la classe dirigente e produttiva e le classi sociali più povere, stremate dai problemi dell’0ccupazione,dell’immigrazione ecc.?

R) E’una lettura corretta. Il punto è che, paradossalmente, proprio le classi più deboli patiranno e perderanno di più! Non è così che si risolvono i problemi dell’occupazione, ma facendo ricerca e innovazione, non bloccando le frontiere, in un paese, per altro, che attrae, da sempre, un’immigrazione di alto livello, con cervelli di grande intelligenza e preparazione. Credo quindi che questa scelta danneggerà più le persone “deboli” di quelle “forti”… Se l’economia crescerà di meno, le prime aziende ad avere meno mercato saranno quelle che lavorano solo a livello nazionale. Non escludo che ci siano imprenditori che hanno votato per la Brexit, ma temo in maniera un po’miope. Vediamo ogni giorno che i Paesi che crescono sono quelli aperti, che accolgono la gente, in cui c’è la maggior libertà possibile di movimento: delle persone, dei capitali, delle idee e delle merci. Tutto quello che tende a “chiudere” è, secondo me, una scelta sbagliata…

D) Voi come Asja avete attività anche nel Regno Unito?

R) Sì, vendiamo i micro-cogeneratori Totem ed è un mercato anche importante. Da questo punto di vista dovremo vedere cosa succederà alle dogane…

D) Prevede che il deprezzamento della sterlina incida sull’attività commerciale?

R) Per loro costerà più caro comprare le nostre macchine. Il cambio rispecchia comunque abbastanza i “fondamentali”, per cui se UK riuscirà a tenere l’economia, fare esportazioni, attrarre investimenti e capitali, la sterlina tornerà dov’era. Se questo non avverrà proseguirà la svalutazione e il paese diventerà inevitabilmente più povero. Fare concorrenza con la svalutazione della moneta è infatti una finzione di breve periodo…

D) Lei vede la possibilità di un effetto domino su altri paesi UE? Poco fa la Le Pen ha invocato la Frexit in Francia…

R) In Italia direi di no. La Spagna in questo momento ha enormi problemi di governance è andrà al voto nei prossimi giorni, ma non credo che l’irrazionalità arriverà a tanto. Abbiamo però sfiorato l’uscita della Grecia nei mesi scorsi. Tutto però potrebbe succedere, speriamo…

Andrea Gandiglio

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Armadio Verde lancia il “recommerce” anche per l’abbigliamento maschile

giugno 14, 2019

Armadio Verde lancia il “recommerce” anche per l’abbigliamento maschile

Ad un anno dall’introduzione della collezione femminile, Armadio Verde, il primo recommerce italiano, che permette di ridare valore ai capi di abbigliamento usati facendo leva sull’economia circolare, presenta la linea uomo, che si aggiunge agli articoli donna e bambino (i primi ad andare online nel 2015). “Armadio Verde nasce con l’obiettivo di rimettere in circolo [...]

Micromobilità elettrica: firmato il decreto che apre la strada a hoverboard e monopattini elettrici in città

giugno 6, 2019

Micromobilità elettrica: firmato il decreto che apre la strada a hoverboard e monopattini elettrici in città

Parte nelle città italiane la sperimentazione della cosiddetta micromobilità elettrica, ovvero di hoverboard, segway, monopattini elettrici e monowheel. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha infatti firmato, il 4 giugno, il decreto ministeriale che attua la norma della Legge di Bilancio 2019 e specifica nel dettaglio sia le caratteristiche dei mezzi che delle [...]

CSR Manager Network: “la sostenibilità è ormai elemento ineluttabile per le imprese”

giugno 3, 2019

CSR Manager Network: “la sostenibilità è ormai elemento ineluttabile per le imprese”

“Le imprese italiane valutano la sostenibilità sempre più al centro nei sistemi di governance e delle strategie di business, arrivando a raggiungere il Regno Unito, da sempre all’avanguardia in questo campo”. È quanto emerge dallo studio “C.d.A. e politiche di sostenibilità – Rapporto 2018”, presentato nei giorni scorsi a Milano e condotto attraverso questionari e analisi [...]

“Notturni nelle Rocche”: 18 passeggiate tra natura e cultura nei boschi del Roero

maggio 29, 2019

“Notturni nelle Rocche”: 18 passeggiate tra natura e cultura nei boschi del Roero

E’ tutto pronto all’Ecomuseo delle Rocche del Roero, in Piemonte, per inaugurare la 12° edizione dei “Notturni”, la rassegna estiva di passeggiate notturne nei boschi e nei borghi delle suggestive rocche roerine, con animazioni teatrali nella natura e approfondimenti a tema botanico e faunistico. Quest’anno le passeggiate in programma saranno ben 18, coordinate dall’Ecomuseo ma realizzate [...]

“Oasi della biodiversità”: il progetto di Unifarco nelle Dolomiti bellunesi

maggio 27, 2019

“Oasi della biodiversità”: il progetto di Unifarco nelle Dolomiti bellunesi

Ai piedi delle Dolomiti bellunesi, Unifarco – azienda di prodotti cosmetici, nutraceutici, dermatologici e di make-up – ha dato avvio al progetto di creazione delle ‘oasi della biodiversità’ con l’obiettivo di proteggere e valorizzare la varietà biologica locale. Oggi più che mai avvalersi di ciò che la natura regala risulta di fondamentale importanza non solo per la [...]

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

maggio 21, 2019

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

“Made in Nature” è il progetto finanziato dall’Unione Europea con 1,5 milioni di euro per promuovere, nei prossimi tre anni (dal 1 febbraio 2019 al 31 gennaio 2022), i valori e la cultura della frutta e verdura biologica in Italia, Francia e Germania. Come indicato nel claim (“Scopri i valori del biologico europeo”), lo scopo [...]

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

maggio 13, 2019

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

Per la comunità scientifica italiana, in particolare quella che studia i Poli, si tratta di un grande risultato, che aprirà la strada a nuovi studi. L’OGS, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – grazie ad un finanziamento di 12 milioni di euro ricevuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – ha acquistato dalla norvegese Rieber [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende