Home » Idee »Internazionali »Politiche » Risorse, merci, rifiuti: globalizzazione dell’inquinamento vs. rivoluzione culturale:

Risorse, merci, rifiuti: globalizzazione dell’inquinamento vs. rivoluzione culturale

giugno 20, 2012 Idee, Internazionali, Politiche

Tutto è connesso: risorse, beni di consumo, rifiuti e ambiente. Solitamente l’utilizzo dei primi tre elementi comporta delle implicazioni negative per l’ambiente e, per contro, un ambiente inquinato diventa anche privo di risorse per la produzione delle merci. E’ per l’importanza della questione che l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha pubblicato, a poca distanza uno dall’altro, due report relativi all’argomento, rispettivamente dal titolo “Material resources and waste” e “Consumption and the environment”. La parole chiave in entrambi i casi sono efficienza e sostenibilità, in chiave però anche culturale e sociale.

Partiamo dalle risorse e dalla loro esauribilità. La stessa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA, ha dichiarato che un utilizzo non sostenibile delle risorse è un problema globale, e la vorace domanda europea di materie prime è oramai diventata un problema per tutto il Pianeta. Con la crescente domanda mondiale di risorse limitate, continua la McGlade, è indispensabile che l’Europa faccia un uso efficiente sia delle materie prime che dei rifiuti che produce”.

Secondo il primo dei due report citati, la media annuale delle risorse materiali utilizzate per persona corrisponde a circa 15 tonnellate. Poiché l’Europa non possiede tutte le risorse indispensabili alle sue produzioni, è fortemente dipendente dalle importazioni di materie prime. Basti pensare che nel 2011 circa 1 milione e 600 mila tonnellate di materie prime sono state importate nell’area UE, che corrispondono a 3,2 tonnellate a persona. Inoltre, la situazione non migliora se veniamo alle aspettative europee del Sesto Programma d’Azione per l’Ambiente (6° PAA) adottato nel 2002: in base agli obiettivi stabiliti nel programma, l’UE si accingeva a rendere “l’economia più efficiente dal punto di vista dell’utilizzo delle risorse nel mondo” e a “ridurre sensibilmente la produzione di rifiuti”, ma questi obiettivi sono stati soddisfatti solo parzialmente. D’altronde se si considerano i numeri del solo comparto “rifiuti”, l’economia europea genera più di cinque tonnellate di rifiuti, compresi i rifiuti pericolosi, per abitante ogni anno, e ogni cittadino butta in media una mezza tonnellata di rifiuti domestici nell’immondizia. Anche se sono stati fatti dei progressi nel settore del riciclaggio (le percentuali dei rifiuti urbani sono più che raddoppiate nel territorio dell’UE, comprese Norvegia e Svizzera, passando dal 17% dei rifiuti urbani riciclati o compostati nel 1995 al 38% nel 2010), ci sarebbe ancora molto da fare, ad esempio, nell’ambito del riciclo di materiali come il rame, la plastica e il cemento. Infatti una “società che ricicla” sarebbe in grado di fornire una maggiore efficienza nelle risorse ma anche una migliore sicurezza dell’approvvigionamento.

Passando dalle risorse e dai rifiuti ai beni di consumo, la situazione non cambia. Sempre la MaGlade ha dichiarato che “un consumo non sostenibile conduce a gravi crisi ambientali: la società contemporanea ci impone dei modelli di consumo estremamente nocivi per l’ambiente, ed è per questo motivo che abbiamo bisogno di politiche basate su scelte sostenibili e su modelli economici caratterizzati da schemi di consumo eco-compatibili”.

Il minimo comune denominatore tra risorse, rifiuti e beni di consumo in Europa è proprio il fatto che anche gli ultimi sono sempre più prodotti e importati da Paesi terzi, e poiché il peso maggiore dell’impatto ambientale derivante dal consumo viene creato durante la fase di produzione delle merci, una quota considerevole delle pressioni ambientali è in realtà delocalizzata al di fuori dell’Europa. Si sta verificando quindi, insieme alla globalizzazione economica, anche una globalizzazione dell’inquinamento e dei danni ambientali. Si tratta, inoltre, di una dinamica destinata a crescere dal momento che l’aumento della popolazione provocherà anche un aumento della “classe di consumatori” in tutto il mondo che si prevede aumenterà a 1,2 miliardi di persone entro il 2030.

Se nel caso delle risorse e dei rifiuti, l’efficienza può essere una via d’uscita, secondo il report “Consumption and the environment”, nel caso dei consumi quella stessa efficienza potrebbe avere anche degli effetti negativi. Infatti, in passato un uso più efficiente delle risorse ha spesso portato all’“effetto rimbalzo”. Ciò significa che i risparmi finanziari provenienti da una maggiore efficienza sono stati utilizzati per il consumo aggiuntivo di beni e servizi, negando così, completamente, il beneficio ambientale. Dunque, nel caso di un utilizzo eccessivo dei beni di consumo, la soluzione, secondo l’AEA, risiederebbe in un cambiamento dell’economia di consumo. In base allo studio, in primo luogo, sarebbe necessario stabilire il prezzo delle merci anche in base al loro impatto ambientale (attualmente, molti beni sono relativamente poco costosi, anche se possono causare un danno grave per l’ambiente, gli ecosistemi e la salute umana). Bisognerebbe inoltre, attuare la riforma della fiscalità ambientale (ETR), in quanto è un settore che potrebbe migliorare il rapporto tra il consumo e l’ambiente. Le tasse potrebbero essere ridistribuite ad altri utenti utilizzando riduzioni delle imposte sul reddito, con uno spostamento della leva fiscale dal lavoro alle emissioni di CO2 e all’uso delle risorse. “Tuttavia – sostiene il rapporto - sarà impossibile ridurre in modo sostanziale l’impatto ambientale dei consumi senza un cambiamento di cultura. La maggior parte delle persone, in qualunque parte del mondo, di qualsiasi estrazione sociale, attualmente aspira a guidare una macchina o a possedere il più recente dispositivo elettronico”. Questo dimostra che per quanti miglioramenti tecnologici possiamo attuare per rendere eco-sostenibili le merci, la vera rivoluzione sarebbe quella culturale.

Donatella Scatamacchia

 

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Heritage & Sustainability”: a Ferrara tre giorni sulla riqualificazione del patrimonio architettonico

dicembre 11, 2018

“Heritage & Sustainability”: a Ferrara tre giorni sulla riqualificazione del patrimonio architettonico

GBC Italia con UNESCO e il Comune di Ferrara organizzano dall’11 al 13 dicembre 2018 “Heritage & Sustainability“, un workshop internazionale incentrato sugli strumenti energetico-ambientali per la governance sostenibile del patrimonio architettonico esistente. L’evento, in collaborazione con la fiera RemTech Expo, si svolgerà tra due dei più prestigiosi edifici storici della città di Ferrara, il Castello Estense e il Palazzo Ducale. [...]

Bando “Distruzione”. La Fondazione CRC aiuta a demolire le brutture

dicembre 7, 2018

Bando “Distruzione”. La Fondazione CRC aiuta a demolire le brutture

Dopo la positiva esperienza del 2017, anche nel 2018, la Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo) prosegue e rafforza il suo impegno a favore del contesto ambientale e paesaggistico della provincia di Cuneo promuovendo il “Bando Distruzione“, con il duplice obiettivo di distruggere le brutture e ripristinare la bellezza di un contesto paesaggistico e [...]

I muretti a secco Patrimonio UNESCO. Italia Nostra: “Una rivincita della pietra sul cemento. Tramandiamo questa tecnica”

dicembre 6, 2018

I muretti a secco Patrimonio UNESCO. Italia Nostra: “Una rivincita della pietra sul cemento. Tramandiamo questa tecnica”

I “muretti a secco” sono  stati inseriti, nei giorni scorsi, nel Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, confermando le motivazioni dei Paesi europei che congiuntamente ne avevano presentato la candidatura - Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera – facendo leva sulla “relazione armoniosa tra l’uomo e la natura”. L’arte dei muretti a secco, come si [...]

Ecoforum Piemonte: Legambiente fotografa gli sviluppi dell’economia circolare 4.0

dicembre 3, 2018

Ecoforum Piemonte: Legambiente fotografa gli sviluppi dell’economia circolare 4.0

Dopo il successo della prima edizione torna mercoledì 5 dicembre 2018, all’Environment Park di Torino, l’EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte, un momento di confronto e dibattito sulla gestione virtuosa dei rifiuti con i principali operatori locali del settore (aziende, pubblica amministrazione, consorzi), per concentrarsi sulle criticità del ciclo dei rifiuti e sulle soluzioni per minimizzare lo smaltimento [...]

MOTUS-E bacchetta il Governo sulla Finanziaria: “non contiene misure per la mobilità elettrica”

novembre 30, 2018

MOTUS-E bacchetta il Governo sulla Finanziaria: “non contiene misure per la mobilità elettrica”

MOTUS-E, l’associazione costituita da operatori industriali, mondo accademico e associazionismo ambientale e consumeristico con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia attraverso il dialogo con le Istituzioni, il coinvolgimento del pubblico e programmi di formazione e informazione, ha rilasciato un comunicato stampa in cui rileva che la manovra finanziaria arrivata in Parlamento [...]

Origine del cibo: Coldiretti chiede all’UE l’etichettatura obbligatoria e lancia la petizione

novembre 30, 2018

Origine del cibo: Coldiretti chiede all’UE l’etichettatura obbligatoria e lancia la petizione

Ieri a Bruxelles è stata ufficialmente lanciata l’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) EAToriginal, la campagna di Coldiretti e altre associazioni europee per chiedere alla Commissione Europea di introdurre un’etichettatura obbligatoria sull’origine del cibo. La contraffazione e l’adulterazione di prodotti alimentari rappresentano infatti un grave rischio per la salute dei consumatori, soprattutto quando vengono utilizzati ingredienti di bassa [...]

Dissalatori, soluzione alla carenza d’acqua? Ma serve una normativa sugli scarichi

novembre 28, 2018

Dissalatori, soluzione alla carenza d’acqua? Ma serve una normativa sugli scarichi

Con la siccità che, ogni anno, coinvolge anche il nostro Paese, a causa dei cambiamenti climatici, il mare potrebbe diventare la principale risorsa idrica disponibile. La dissalazione dell’acqua marina può dunque rappresentare una valida soluzione alla crisi idrica che quasi sicuramente ci troveremo ad affrontare. Serve però una normativa specifica sul funzionamento degli impianti e [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende