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Zone 30: una ricetta per città più sicure e meno inquinate? Il commento di Laqup

Pubblichiamo un breve intervento dell’Associazione LAQUP (Laboratorio Ambiente Qualità Urbana e Partecipazione) di Torino, che richiama l’attenzione sul tema delle “Zone 30“, riemerso, a livello nazionale, a seguito di un recente decreto del Ministero dell’Ambiente che invita a presentare, entro il 10 gennaio 2017, progetti di mobilità sostenibile nel quadro del “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”.  ”Il bando del Ministero – ci spiega Mario Bellinzona, di LAQUP – può essere l’occasione per riportare l’attenzione sul tema, anche se nel paragrafo Definizioni del bando la definizione di Zona 30 è molto lontana da quanto indicato dall’Osservatorio Città Sostenibili del Politecnico di Torino nelle linee guida regionali…”.

Zone 30. Non se ne sente più parlare (non che se ne sia parlato molto), una zona in città (a Torino, NdR) è stata anche realizzata, poi niente più.

Nel quartiere di San Salvario avevamo preso cinque anni fa una iniziativa (Laqup e Donne per la Difesa della Società Civile) per informare i cittadini sulle conseguenze delle Zone 30: forte diminuzione del rischio di incidentalità, ma anche meno rumore e meno inquinamento atmosferico, dovuto al minor passaggio di automobili, scoraggiate dal limite di velocità. Una Zona e non semplicemente una via in cui si è messo il limite di velocità dei 30km/h. Con tutte le caratteristiche fisiche che portano al rispetto “naturale” del limite della velocità.

Erano state raccolte più di 500 firme per rendere la parte del quartiere tra Corso Vittorio e Corso Dante, e tra via Nizza e Corso Massimo d’Azeglio una vera Zona 30, con le porte, magari i parcheggi disegnati in un altro modo così da realizzare una chicane: le strade dell’area si prestano facilmente  a far parte di una Zona 30, essendo a senso unico e quasi tutte senza diritto di precedenza, quindi abbastanza lente. Ma non se ne è fatto niente.

Praticamente in tutta l’Europa le Zone 30 si sono diffuse dal centro alla periferia, contribuendo all’immagine di una città più tranquilla e più gradevole. Da noi praticamente niente: fedeli al principio che se hai l’automobile vai veloce. Se no, che senso ha usarla? Appunto.

Adesso è uscito un bando ministeriale che invita a realizzare interventi a favore della mobilità sostenibile, fra i quali le Zone 30. Sarà la volta buona?

Associazione Laqup

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