Home » Aziende »Non-Profit »Pratiche » Aga Khan Award 2013: un “green hospital” tutto italiano in Sudan:

Aga Khan Award 2013: un “green hospital” tutto italiano in Sudan

ottobre 10, 2013 Aziende, Non-Profit, Pratiche

L’eccellenza progettuale italiana e la sua migliore applicazione etica sono state, ancora una volta, riconosciute e premiate a livello internazionale. E’ stato assegnato poche settimane fa allo studio di progettazione italiano Tamassociati il prestigioso Premio Internazionale di Architettura Aga Khan 2013, un riconoscimento ambito in tutto il mondo da chi si occupa di architettura e del suo impatto sulla qualità della vita. Il premio, conteso in questa edizione da oltre 400 candidature, ha riconosciuto l’ideazione, la costruzione e l’impatto eco-sociale del centro cardiochirurgico Salam a Khartoum (Sudan), commissionato dalla Ong Emergency.

Tamassociati è un precursore, a livello internazionale, dei principi della progettazione etica, sociale e sostenibile. Il centro ospedaliero Salam è un intervento progettuale di altissimo profilo tecnico e tecnologico, frutto del confronto continuo con collettività e comunità locali sui grandi temi dell’uso migliore e sostenibile delle risorse, della gestione degli spazi, del futuro del territorio e delle persone che dovranno vivere quel luogo, considerate sempre al centro della progettazione. Greenews.info – che nel 2014 dedicherà il 4° Workshop IMAGE al tema “Medicina ambientale e salute: verso la smart health” – ha intervistato l’architetto Raul Pantaleo, che si è occupato direttamente dell’intervento.

D) Arch. Pantaleo, alla base del vostro impegno come architetti c’è l’idea concreta di coniugare impegno civile e professione: il centro medico a Salam ne è un buon esempio…

R) I riconoscimenti a livello internazionale che hanno avuto i nostri recenti progetti, in particolare il progetto Salam con l’Aga Khan Award 2013, sono la testimonianza di un crescente desiderio di iniziare a ragionare su un futuro diverso: condiviso e condivisibile (qualche anno fa si diceva “possibile”). Forse s’inizia a comprendere che i diritti non sono una conquista ‒ una volta per tutte ‒ e gli anni recenti lo dimostrano; vanno coltivati, ricercati, rivendicati ogni giorno. In questo, forse, sta la novità di un ritrovato interesse nei temi etici di cui ci sentiamo partecipi. Un ospedale è un luogo fisico, ma anche un importante luogo simbolico; nel modo di viverlo, percepirlo, modificarlo, si realizza infatti quella comune identità e quell’idea di condivisione che caratterizza una collettività e ne garantisce la coesione. A partire da questa premessa il progetto di un ospedale, introducendo una trasformazione dello spazio fisico, costituisce anche un’occasione collettiva per riflettere su ruoli e valori condivisi e fondanti di una comunità, un’opportunità per affrontare domande centrali e strategiche come l’uso delle risorse, il futuro del territorio, la gestione degli spazi, il rapporto tra sud e nord del mondo.In quest’ottica l’architettura può essere considerata pienamente un “bene comune”.

D) Parlare di committenza nel caso del centro Salam allude ad un processo molto articolato rispetto ai consueti rapporti committente-progettista-impresa esecutrice. La coincidenza di visione sulle finalità ideali e pratiche ha generato un processo corale e partecipativo nella progettazione come nella realizzazione: come avete fatto a coordinare l’apporto degli “attori” attivi di Emergency in una situazione così particolare?

R) La nostra idea di partecipazione nasce dalla volontà di perseguire principi di giustizia ed equità sociale, partendo dalla convinzione che il coinvolgimento e la mobilitazione degli utenti nelle scelte che riguardano il proprio ambiente possano portare al miglioramento delle scelte stesse; questo perché gli utilizzatori sono portatori di conoscenze, percezioni e opinioni utili sia in fase di programmazione, sia in fase di progettazione, sia nella fase d’uso. Nella nostra esperienza di progettazione partecipata, non esiste né una tecnica prestabilita né una formula magica: si tratta in primo luogo di sviluppare una sostanziale capacità di ascolto, una capacità di entrare in risonanza con il luogo e le persone che ci circondano; in secondo luogo si tratta di condividere i propri strumenti tecnici così da permettere a tutti i soggetti coinvolti di comprendere, interagire, proporre. I progettisti devono sapere ascoltare e sintetizzare tutte le istanze che emergono, in modo da creare una sorta di “minimo comune denominatore” da cui fare derivare le conseguenti scelte progettuali. La qualità del progetto dipenderà dalla capacità di rispondere in modo creativo alla diversità dei punti di vista.

D) Quanto è stato difficile per il vostro Studio il confronto continuo con collettività e comunità locali?

R) Che si operi nel “primo” o nel “quarto” mondo, la differenza nell’approccio al progetto, inteso come luogo della condivisione e dei diritti, sta nel calibrare i mezzi e le risorse a nostra disposizione…

D) Come si può rendere un progetto di altissimo livello tecnico e tecnologico allo stesso tempo concorde con la gestione degli spazi, del futuro del territorio e delle persone che vivranno quel luogo?

R) Progettare strutture sanitarie d’eccellenza nel continente Africano ha significato in primo luogo immaginare la semplicità come una sintesi tra tecnologie moderne e tradizionali, capace di privilegiare buon senso, durevolezza e misura, in una strategia generale di riduzione del progetto ma senza perdere di vista l’idea di benessere. È stato un modo, anch’esso “semplice”, per rispondere a quelle esigenze di responsabilità ambientale, di socialità e di qualità. La sfida dei nostri progetti è stata quella di individuare un mix di tecnologie e soluzioni che permettessero il risparmio energetico non soltanto con l’applicazione di sistemi attivi e passivi, ma anche attraverso un utilizzo consapevole dell’edificio e l’adozione di comportamenti virtuosi. La semplicità come strategia è stata un modo per affrontare ogni decisione di natura tecnologica e impiantistica, che si riverberava in maniera sensibile sui costi finali dell’intervento e sugli oneri di manutenzione. Comportamenti volti al risparmio, sommati a una buona efficienza dell’edificio e a scelte energetiche appropriate, hanno permesso di raggiungere performance di eccellenza.

D) Quali sono i vostri prossimi impegni, dopo aver ricevuto un premio così prestigioso?

R) L’Africa, nelle sue mille contraddizioni, ha mostrato il valore del limite semplicemente riconoscendolo, distillando l’utile dall’inutile. Gli edifici che abbiamo progettato in questi anni sono tracce di un diverso orizzonte culturale; imperfetti, imprecisi, indefiniti; sono l’espressione di un’inesplorata modernità in costante equilibrio tra tradizione ed innovazione, tra nord e sud del mondo. La speranza è che il prossimo decennio sia il momento della maturità per l’architettura e per le genti che la abiteranno.

Valentina Burgassi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

settembre 27, 2016

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

La metà della popolazione dell’Unione Europea, circa 264 milioni di persone, potrebbe produrre la propria elettricità autonomamente e da fonti rinnovabili entro il 2050, soddisfacendo così il 45% della domanda comunitaria di energia. È quanto dimostra il report scientifico “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft [...]

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

settembre 15, 2016

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

Mai provata un’auto a emissioni zero? Come ha scritto il direttore editoriale di Greenews.info, Andrea Gandiglio, al rientro dalla 7° ECOdolomites, “è un’esperienza assolutamente da provare e suggerire a chiunque”. Il giorno del Battesimo Elettrico, per molti milanesi, potrebbe essere Sabato 17 settembre all’appuntamento che Share’ngo ha organizzato dalle 9.30 alle 13.00  presso l’Isola Digitale [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende