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“Ambientalista dell’anno 2013″: premiata la voglia di riscatto e legalità che viene dal Sud

dicembre 19, 2013 Eventi, Idee, Non-Profit, Pratiche

Domenico Lestingi, operaio pugliese, fino allo scorso anno, lavorava presso la ditta che gestisce la discarica di Conversano (Bari). Durante la sua attività si rese conto che lo smaltimento dei rifiuti nell’impianto avveniva in maniera irregolare. Provò più volte a bloccare i camion carichi di rifiuti, mettendosi contro i suoi datori di lavoro ma senza successo. Nel marzo 2012 decise di prendere una ruspa, e cominciò a scavare nel terreno antistante un vigneto accanto alla discarica. Lestingi dissotterrò una quantità impressionante d’immondizia, dopodiché mostrò tutto ai carabinieri. A seguito di questa scoperta la magistratura ha sequestrato 70 ettari di terreno e ha aperto un’inchiesta per disastro ambientale nella quale sono coinvolte undici persone.

Questo comportamento esemplare è stato riconosciuto dal Premio Luisa Minazzi, promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia, che si svolge annualmente a Casale Monferrato, città natale di Luisa Minazzi, donna-simbolo della lotta all’amianto scomparsa nel 2010. Domenico Lestingi è stato infatti eletto “Ambientalista dell’anno 2013”. «Quando ho saputo di aver vinto il Premio Minazzi – ha affermato Lestingi – mi sono commosso, questo riconoscimento ha un valore unico per me. Rappresenta il momento di riscatto dopo un lungo periodo di difficoltà, legato per di più alla perdita di credibilità di fronte alla mia famiglia e alle persone che, in tempi non sospetti, non credevano a quello che dicevo loro. Per questo ho deciso di prendere una ruspa e scavare, volevo far luce sulla verità dimostrando che tutto ciò che avevo visto con i miei occhi era vero. Volevo farlo sapere a tutti affinché si mettesse la parola fine a comportamenti illeciti e rischiosi per la salute di tutti». Per l’operaio pugliese, per tutelare l’ambiente e gli interessi della collettività non serve il coraggio, ma «bisogna essere sinceri e leali, questo basta. Se tutti lo fossimo vivremmo meglio».

Tuttavia per Domenico Lestingi è stato un periodo difficile e «continua ad esserlo» ma «finalmente – ha ribadito il vincitore del premio – ho avuto la soddisfazione di non essere più preso per visionario. Perché in passato quando dicevo determinate cose, molti non mi credevano e qualcuno cominciò anche a deridermi pensando che fossi andato “fuori di senno”. Poi hanno cambiato idea. Tuttavia non è stato bello sentirsi dare del bugiardo».

Oltre all’incredulità delle persone che lo circondavano, Domenico Lestingi ha dovuto fare i conti anche con il “vuoto” da parte delle istituzioni: «Questa è la cosa che più mi ha colpito. Mi aspettavo che almeno che qualcuno mi desse una mano perché si trattava di una questione che poteva giovare anche a loro. Probabilmente così non è». Se dovesse tornare indietro? «Parlarei subito. Prima cerchi di esternare queste cose meglio è. Io ho dovuto tenere nello stomaco l’indecisione. Se l’avessi fatto anni prima, tutto questo forse sarebbe stato più limitato». Il gesto è infatti costato il posto di lavoro all’operaio pugliese che da allora è disoccupato. «Sono passati due anni e non ho ancora ricevuto la liquidazione. Vorrei solamente tornare a lavorare – è il desiderio di Domenico Lestingi – perché attualmente i lavori che riesco a trovare stranamente li perdo. Non so se si tratti di mancanza di lavoro oppure di pressioni da parte di qualcuno. Ma non ho mai avuto problemi a trovare lavoro essendo, quello delle escavazioni, un settore molto richiesto».

«Il suo coraggio –  ha dichiarato Marco Fratoddi, direttore de La Nuova Ecologia – la sua generosità e il senso del bene comune sono stati premiati da quasi mille persone che hanno votato per Lestingi riconoscendogli una dote importante, quella di credere nei propri ideali e di sapersi esporre in prima persona per affermarli. Una caratteristica che possiedono, seppure in forme diverse, anche gli altri candidati al premio».

La voglia di riscatto e legalità che viene dal Meridione anima infatti anche le altre storie portate alla ribalta dall’edizione 2013 del premio Luisa Minazzi. Secondo classificato è Ivan Stomeo, sindaco di Melpignano (Le), premiato per aver  promosso una cooperativa di comunità grazie alla quale sono stati installati 33 tetti fotovoltaici che forniscono energia ai cittadini lasciando guadagni in eccessi a opere di pubblica utilità. Al terzo e quarto posto altre due persone impegnate nella loro regione, la Campania, sul fronte dei rifiuti: Don Maurizio Patricello, il parroco di Caivano (Na) che si batte da tempo nella “Terra dei fuochi” contro gli sversamenti di rifiuti e i roghi tossici. Ed infine Giuseppe di Gennaro, che con la sua azienda, nella stessa zona, promuove il riciclaggio della carta ed educa alla raccolta differenziata.

Giuseppe Iasparra

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