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Bici-plan a Torino: sicurezza dei ciclisti per centrare l’obiettivo ambientale

«La priorità, adesso, è la sicurezza dei ciclisti. E credo che una politica di sicurezza si faccia innanzitutto con operazioni mirate e concrete, decise insieme alla cittadinanza». Claudio Lubatti, Assessore a Viabilità e Trasporti della Città di Torino, si dichiara soddisfatto della prima sezione di interventi studiati per migliorare la mobilità ciclabile torinese e presentati ieri pomeriggio, insieme all’Assessore all’Ambiente Enzo Lavolta, in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile.

«Con i suoi 175 km di percorsi ciclabili, Torino è oggi una delle città italiane con il maggior numero di piste in rapporto all’estensione del territorio”, ha spiegato Lubatti. “Per il momento ci siamo perciò concentrati sul miglioramento di qualità e fruibilità della rete già esistente». In conferenza stampa, i due assessori hanno dunque anticipato alcuni punti dell’atteso Bici-plan, che dovrebbe arrivare in commissione in ottobre per essere approvato – assicura Lavolta – al più tardi i primi giorni di novembre.

Nel mirino ci sono i cosiddetti black point, gli incroci maledetti o i tratti di strada pericolosi e mal segnalati, troppo spesso teatro di incidenti che coinvolgono i ciclisti. Non occorre essere frequentatori assidui della pagina facebook di Salvaiciclisti, ormai diventata una sorta di Spoon River delle due ruote, per rendersi conto di come il già drammatico bollettino dei bikers italiani vittime della strada (oltre 2.550 negli ultimi dieci anni) non accenni ad arrestarsi, proprio mentre la loro presenza e crescita sarebbe sempre più urgente per migliorare la qualità dell’aria. Così, messi da parte (si spera solo momentaneamente) i più grandiosi progetti di ampliamento della rete ciclabile, l’amministrazione torinese ha chiesto la collaborazione di associazioni e coordinamenti cittadini per individuare i punti più critici per la sicurezza di chi si sposta in bicicletta. «Di questi – ha spiegato l’assessore Lubatti -  ne abbiamo scelti 15 su cui interverremo a breve con la messa a punto della segnaletica o il completamento di tratti di pista protetta, mentre i nodi dove non sono presenti piste e dove l’organizzazione viabile è complessa e va ridisegnata, saranno oggetto di approfondimento in una seconda fase. È importante sottolineare che questo non è un “pacchetto chiuso”: vogliamo innanzitutto concretizzare velocemente queste prime proposte, ma siamo aperti ad altri suggerimenti e indicazioni da parte delle associazioni».

Le planimetrie complete dei 15 interventi saranno esposte sabato 22 settembre nel quartiere di San Salvario, chiuso al traffico per la Giornata Europea “In città senza la mia auto”, e saranno poi consultabili sul sito del Comune di Torino. Il costo complessivo dell’operazione black point si aggira intorno ai 25mila euro: «È la dimostrazione – ha commentato l’assessore – che collaborando con i cittadini e investendo su specifiche azioni concrete, si può essere efficaci anche con un budget ridotto».

Giorgia Marino

 

 

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