Home » Aziende »Eventi »Pratiche » CSR: il valore reputazionale come propulsore di nuovi contratti:

CSR: il valore reputazionale come propulsore di nuovi contratti

aprile 13, 2011 Aziende, Eventi, Pratiche

Non è solo questione d’immagine. Le imprese socialmente responsabili hanno un ritorno economico nel medio periodo: acquisiscono valore “reputazionale”, che è referenza preziosa per l’aggiudicazione di gare e contratti. E’ quanto emerge dall’incontro organizzato il 12 aprile a Bologna dal CSR Manager Network, organizzazione che riunisce i responsabili delle politiche ambientali e sociali delle maggiori imprese italiane.

“L’Italia è il Paese con il più alto numero di imprese con Certificazione Etica SA8000, ben 799 aziende, per quasi duecentomila addetti” esordisce nella sua relazione Valeria Fedeli, della Filctem – Cgil e presidente del sindacato europeo del tessile. Gli ultimi dati del Social Accountability Accreditation Services – ente che rilascia la certificazione SA8000 – scorrono sui monitor accolti da una platea soddisfatta. “Responsabilità sociale d’impresa” significa impresa con un’etica: lo standard SA8000 misura un modo di produrre che rispetta diritti umani, diritti dei lavoratori, salute e sicurezza negli ambienti di lavoro, contrattazione e partecipazione, rifiutando condizioni di sfruttamento e lavoro minorile. Sul rapporto tra responsabilità sociale e filiera sostenibile sono tutti concordi: “La più innovativa cultura d’impresa punta a costituire il massimo della convergenza tra gli stakeholders, quindi azienda, fornitori, territori, lavoratori” conclude Fedeli.

Le fa eco Stella Ravagli, responsabile CSR di Gucci: “Per i nostri clienti, oltre al prodotto, ha sempre più importanza come questo viene fatto”. Il marchio Gucci, che quest’anno compie 90 anni di attività, si fregia già della certificazione per la responsabilità sociale SA 8000, e concentra ora i suoi sforzi anche in direzione della sostenibilità ambientale. “Esistono diverse metodologie per controllare la filiera produttiva”, spiega Ravagli. “Per Gucci è importante l’analisi e l’ascolto di tutti gli stakeholders, quindi dei fornitori ma anche dei soggetti esterni all’azienda, come associazioni sindacali, ambientaliste, ong. Il nostro rapporto molto forte con i fornitori, che sono al 95 per cento piccole imprese italiane con cui per lo più si lavora da decenni, ha reso possibile un monitoraggio più semplificato rispetto ad aziende con strutture articolate e parti di produzione all’estero”. Gucci è infatti una realtà che non ha delocalizzato, lavora con fornitori che sono piccole imprese e maestranze artigiane toscane, venete, emiliane e in parte meridionali: 700 fornitori diretti, duemila sub-fornitori e 40mila addetti come indotto. Questi i destinatari dei programmi formativi su temi tecnico-gestionali e strategia d`impresa, responsabilità sociale e gestione dei collaboratori: tutti strumenti per fare “prodotti eticamente integri”. Gucci sta ora iniziando a lavorare anche sul fronte ambientale, introducendo un packaging in carta certificata FSC – quella da foreste correttamente gestite e controllate - interamente e facilmente riciclabile.

Ma come può operare concretamente l’azienda responsabile? Pasquale Di Rubbo, responsabile Csr di Techinip, spiega l’esperienza della sua società, un “main contractor”, capofila di altre imprese in appalti per la costruzione di impianti e raffinerie, settore Oil & Gas. “Ci troviamo a gestire contratti soprattutto all’estero, assoldando masse di diecimila addetti. Sarebbero i nuovi schiavi – racconta – se non chiedessimo ai nostri appaltatori e sub-appaltatori di aderire ai principi di SA8000. Introduciamo la responsabilità sociale d’impresa in modo graduale, chiedendo loro il rispetto dei diritti umani, e poi con clausole sempre più stringenti, sul rispetto delle leggi locali o in materia di buste paga”. Per ogni lavoro, Techinip esegue una mappatura dei fornitori coinvolti e avvia un processo di coinvolgimento attraverso clausole contrattuali che richiamano i principi della SA8000. I fornitori devono accettare la possibilità di un monitoraggio e controlli sull’organizzazione. L’azienda formata alla responsabilità verso il contesto territoriale e la community dei lavoratori si rivela, negli anni, più affidabile. Sono costi ulteriori, per l’azienda, ma “c’è un ritorno in termini di vantaggio competitivo – afferma Di Rubbo – perchè l’azienda virtuosa attrae talenti, soprattutto tra le nuove generazioni. E poi c’è l’effetto win-win: se il partner migliora, c’è un ritorno a cascata per chi fa parte del team. E’ come frequentare buone compagnie” scherza il manager.

Cristina Gentile

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Second Hand Effect: il secondo report di Subito sul valore ecologico del riuso

maggio 23, 2017

Second Hand Effect: il secondo report di Subito sul valore ecologico del riuso

Quanta CO2 è possibile risparmiare vendendo o acquistando beni usati? Ogni giorno milioni di persone in 8 Paesi in cui opera Schibsted Media Group comprano e vendono oggetti di seconda mano contribuendo al risparmio di ben 16,3 milioni di tonnellate di CO2, di cui 6,1 milioni di tonnellate solo in Italia (+77% in più rispetto [...]

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

maggio 23, 2017

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

Le città di Torino e Venaria insieme alla spagnola Calvià e all’austriaca Villach saranno i siti pilota dove si svilupperà il progetto STEVE (Smart-Taylored L-category Electric Vehicle demonstration in hEtherogeneous urbanuse-cases) finanziato dall’Unione Europea all’interno della programmazione di azioni innovative:  “Horizon 2020 – Green Vehicles 2016-2017”. Al centro del progetto l’utilizzo di un veicolo elettrico [...]

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

maggio 22, 2017

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

I prodotti ittici costituiscono la fonte di proteine per 3 miliardi di persone e il reddito di 800 milioni di persone si fonda sulla pesca e sull’industria ittica. Nel 2014 nei paesi europei sono stati spesi 34,57 miliardi per acquistare prodotti ittici. In totale nei paesi europei si consumano 7,5 milioni di tonnellate di pesce [...]

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

maggio 18, 2017

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

Conciliare la produzione di cibo e il rispetto per l’ambiente, per gli agricoltori, per la salute di produttori e consumatori. Un tema di grande attualità e di rilevanza globale, che è al centro, all’Università di Siena, del “Millennials Lab”, dal 10 al 21 maggio, e della riunione degli imprenditori che collaborano al programma internazionale PRIMA [...]

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

maggio 18, 2017

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

Gli oli vegetali esausti diventano biocarburanti. Eni e Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti e del Dirigente Generale Direzione Generale per la Sicurezza dell’Approvvigionamento e per le Infrastrutture Energetiche Ministero dello [...]

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

maggio 10, 2017

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

Green Island, progetto internazionale fondato da Claudia Zanfi 16 anni fa e dedicato alla biodiversità urbana attraverso iniziative culturali, progetti espositivi, educazione alla sostenibilità, porta a New York la sua visione innovativa degli Alveari Urbani: Urban Bee Hives , parte di un percorso focalizzato sulla salvaguardia delle api e sulla valorizzazione del territorio. “Un progetto” spiega Zanfi [...]

Commoventi storie ai tempi dei cambiamenti climatici. Il vincitore del 65° Trento Film Festival

maggio 8, 2017

Commoventi storie ai tempi dei cambiamenti climatici. Il vincitore del 65° Trento Film Festival

Samuel in the clouds (Belgio, 2016) del regista belga Pieter Van Eecke, una straordinaria e commovente storia ambientata in Bolivia e legata alle conseguenze dei cambiamenti climatici, è il film vincitore del 65° Trento Film Festival, conclusosi domenica 7 maggio 2017. La giuria internazionale composta da Timothy Allen (fotografo e regista) Gilles Chappaz (giornalista e [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende