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Dall’amianto al fotovoltaico, come risanare i tetti di Bologna

E’ un verdetto di morte, la parola amianto. Incentivarne la rimozione, con la contestuale diffusione del fotovoltaico, è il duplice obiettivo, di tutela della salute e di efficientamento energetico, alla base del protocollo sottoscritto da Comune di Bologna, Unindustria e CNA che prenderà avvio il mese prossimo. “I tetti di Bologna, dall’amianto al fotovoltaico” è il primo progetto esecutivo del locale Piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes) che prevede, in ottemperanza con gli impegni del Patto dei Sindaci, la realizzazione di azioni per favorire l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni climalteranti.

Già il sistema di incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili (DM 5 Luglio 2012, cosiddetto “V Conto Energia“), prevede una maggiorazione delle tariffe incentivanti per I’elettricità generata da impianti fotovoltaici, nel caso in cui gli impianti siano installati su edifici bonificati dall’amianto. Tale meccanismo di incentivazione, introdotto dal DM del 19 febbraio 2007, ha subìto però i ritocchi imposti dalla spending review. Ecco perchè il progetto bolognese si pone come “un meccanismo alternativo al sistema di incentivi statali - spiega Carlotta Ranieri, responsabile Ambiente ed Energia di CNA – che permette di scaricare i costi dello smaltimento sull’intera filiera degli operatori coinvolti”.
La proposta tecnico-economica del progetto, che vanta un illustre precedente nella campagna Eternit free di Legambiente e AzzeroCO2, si basa su un sistema di sconti praticati dalle imprese incaricate di smaltire le coperture in amianto e d’installare pannelli fotovoltaici, sconti proporzionali alle superfici trattate e alle tecnologie installate. In sostanza, chi volesse far rimuovere coperture in cemento-amianto troverebbe un “pacchetto” di procedure codificate e di imprese già selezionate, impegnatesi a rispettare un “listino prezzi” concordato dalle associazioni di categoria.
Quindi, oltre al beneficio economico derivante dal risparmio energetico e dall’energia autoprodotta, il privato otterrebbe uno smaltimento gratuito dei metri quadrati di amianto destinati ad essere ricoperti dai pannelli fotovoltaici. Un esempio: secondo le tabelle presentate a Bologna, per una copertura di 60 mq di amianto da sostituire con 30 mq di impianto fotovoltaico da 3 kWh di potenza, si otterrebbe uno sconto di 180 euro a fronte di 2.100 euro di spesa di rifacimento del tetto e circa 8.400 euro per la realizzazione dell’impianto. Lo sconto è cumulabile con i benefici fiscali statali e può arrivare fino a 15mila euro per bonificare superfici, come quelle di capannoni industriali, di 5mila metri quadri, da rivestire con impianti di oltre 220 kWh.
Oltre le positive implicazioni energetico-ambientali degli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio, da Unindustria evidenziano le possibili ricadute positive anche sull’economia del territorio, grazie alla logica di “filiera completa” in grado di aggregare imprese di servizi energetici ed ambientali, fornitrici di impianti fotovoltaici e di servizi per la rimozione e smaltimento di manufatti contenenti amianto. Secondo i promotori, il progetto, che debutterà con interventi sul patrimonio edilizio privato, vanterebbe una potenzialità massima d’installazione di circa 18.000 metri quadri di pannelli fotovoltaici, pari a un centinaio di capannoni industriali, arrivando a generare fino a 13 milioni di euro di investimenti privati.

L’Amministrazione comunale, oltre che nella semplificazione amministrativa, sarà impegnata nel monitoraggio del progetto, affidato ad una commissione tecnica cui prenderanno parte anche i partners Unindustria e CNA. Oltre questo “progetto di sviluppo delle fonti rinnovabili e di rimozione di un elemento fortemente inquinante come l’amianto”, l’Assessore all’Ambiente di Palazzo D’Accursio, Patrizia Gabellini, spiega che il Comune sta inoltre predisponendo un vademecum sugli obblighi in carico ai proprietari, tenuti dalla legge 257/1992 allo smaltimento dell’eternit. Si registrano infatti “presenze ancora significative di amianto – sottolinea Marco Farina, del Settore Ambiente del Comune – sia sui capannoni industriali che sulle superfici residenziali”.

Se la situazione bolognese non è rosea, come rilevato da un censimento commissionato dall’Amministrazione comunale, quella nazionale è allarmante. Secondo i dati dell’ultimo dossier Legambiente, “Liberi dall’amianto, del novembre scorso, l’eternit miete 2 mila vittime all’anno, con gli oltre 34 mila siti ancora da bonificare, pari a più di 32 milioni di tonnellate di amianto sparso in tutto il Paese con cave di materiali contenenti la pericolosa fibra.
“L’attuale sistema di incentivazione approvato con il V Conto Energia ha delle evidenti criticità, che hanno, di fatto, causato una drammatica battuta di arresto della realizzazione degli impianti e delle bonifiche” denuncia Giorgio Zambetti, di Legambiente – ” Si auspica che su questo il Governo e in particolare il Ministero dello Sviluppo Economico facciano un passo indietro per ridare un’accelerazione agli interventi di bonifica delle coperture in cemento amianto in Italia”. Alla campagna Eternit Free, nel solo primo anno, hanno aderito oltre 740 tra aziende e privati.
Cristina Gentile
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