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Eventi sostenibili e certificati. Un seminario racconta come fare

luglio 4, 2013 Agenda, Aziende, Pratiche, Servizi

Meeting, concerti, fiere, stand espositivi, festival, sagre, mostre. Ogni tipo di evento può diventare ecosostenibile e ottenere una certificazione. Un seminario gratuito, organizzato da Punto3 in collaborazione con Icea, insegnerà come farlo. L’iniziativa, che si terrà giovedì 4 luglio a Bologna – ma si potrà seguire anche via web -  si propone infatti di diffondere le competenze per realizzare in modo sostenibile un evento, ottenendo una certificazione dei risultati ambientali conseguiti.

La certificazione “Eventi Sostenibili® può essere applicata sia ad eventi aziendali (lanci di prodotto, open days, fiere, inaugurazioni) che eventi pubblici (conferenze, festival, manifestazioni sportive, concerti, mostre). Lorenzo Paluan di Icea spiega: “Icea è il braccio operativo del sistema di controllo. Fa valutazione e raccolta delle prove e delle evidenze della corretta gestione ambientale di un evento, perchè Eventi Sostenibili è a tutti gli effetti un disciplinare“. Gli elementi raccolti da Icea sono poi analizzati dal software di Punto3. “La validità di questo standard – sottolinea Paluan – consiste nel mettere in contatto i fornitori di aziende di prodotti sostenibili che vogliano organizzare anche eventi sostenibili a tutto tondo, dai gadget ad alimenti a km zero.” Per un catering di alimenti biologici in un agriturismo, ad esempio, si potranno scegliere aziende certificate sulla responsabilità sociale e optare per fontanelle e borracce anziché bottigliette di plastica.

Il modello proposto da Punto 3 punta a valorizzare l’immagine e l’identità di un’azienda attraverso scelte ed accorgimenti che consentono di ridurre in modo significativo l’impatto ambientale di una manifestazione. E’ una certificazione volontaria per quegli eventi che superino una soglia minima di sostenibilità, calcolata grazie al software Sustainable Event Screening® versione 5.0. Il SES® 5.0 è uno strumento che permette di analizzare la sostenibilità di tutte le fasi dell’evento, identificando aspetti critici, punti di forza e potenziali azioni di miglioramento. ”Il software analizza tutti gli aspetti del ciclo di vita di un evento: dalla segreteria organizzativa fino al corretto disallestimento – spiega Cesare Buffone di Punto 3 – Ogni aspetto è pesato secondo un articolato algoritmo, sviluppato in collaborazione con l’Università di Bologna, che tiene in considerazione da una parte gli impatti ambientali ed i benefici etico-sociali dall’altra la governabilità dell’organizzatore su quella determinata scelta“. Per esempio, se un espositore vuole realizzare uno stand sostenibile certificato, l’aspetto “invio in formato digitale degli inviti e del materiale promozionale” avrà un peso maggiore in quanto è una scelta che dipende direttamente dell’organizzatore, mentre “la scelta dell’ente fiera di installare pannelli solari termici” sulla struttura che ospita lo stand espositivo, avrà un peso minore in quanto il controllo su questa scelta non dipende dall’espositore.

Nel percorso proposto per ottenere la certificazione sono identificate le azioni di mitigazione degli aspetti ambientali più critici, ed anche i partecipanti vengono coinvolti per contribuire con il loro comportamento a migliorare la performance ambientale dell’evento. Sponsor e stakeholders sono informati dell’ottenuta certificazione. Per il Congresso regionale UISP Emilia Romagna dello scorso febbraio, tutto il materiale è stato fornito in formato elettronico e attraverso una pennetta USB, con una riduzione del 71% del consumo di carta e dei costi di stampa rispetto al precedente congresso. E con la promozione del car-pooling attraverso una bacheca on-line gratuita, 95 delegati, circa il 46% del totale, sono arrivati al congresso condividendo il viaggio.

Il seminario si svolgerà anche in diretta on-line utilizzando una specifica piattaforma internet. In questo modo si eviteranno costi e perdite di tempo per trasferimenti e si minimizzeranno gli impatti ambientali del seminari. Infatti in media un partecipante ad una conferenza produce in 3 giorni 27 kg di CO2 mentre ne produrrebbe solo 6, nello stesso lasso di tempo, rimanendo a casa, rendono noto gli organizzatori. Il partecipante ad una conferenza di 3 giorni produce indirettamente una quantità di gas serra equivalenti alle emissioni prodotte da un auto in un mese intero.

Ma quanto può costare a un’azienda o ad un ente avvalersi della certificazione di un evento? Un ventaglio di costi può andare dai circa 2.000 euro per una conferenza fino ai 5-6 mila euro per un grande evento come una fiera o un festival di più giorni. “Dipende da diversi fattori – precisa Buffone – tra cui il numero dei partecipanti, la durata dell’evento, i mq di allestimento se si tratta di uno stand, numero di fornitori e sub-fornitori. Tutti fattori che concorrono alla complessità della valutazione di sostenibilità da condurre per il rilascio della certificazione.”

Cristina Gentile

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