Home » Eventi »Internazionali »Politiche »Pratiche »Pubblica Amministrazione » FORSU: a Torino il convegno internazionale di ISWA:

FORSU: a Torino il convegno internazionale di ISWA

Probabilmente la differenza sta nel pensare il rifiuto come una risorsa: non come qualcosa da occultare in una discarica senza futuro, ma la fine di un ciclo da cui ne inizia un altro . È stato questo il punto di partenza di un ampio ragionamento, a livello internazionale, dal titolo “Il trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani: sfide locali e globali”. Il workshop organizzato a Torino da Acea Pinerolese e Iswa (International Solid Waste Association) - l’associazione internazionale, indipendente e no-profit, che riunisce aziende, enti, istituti di ricerca e professionisti che operano nel settore – è stato una preziosa occasione per fornire una panoramica aggiornata sulle politiche e le tecnologie di gestione dei rifiuti organici.

A partire dal lavoro normativo dell’Unione Europea, che su questo tema è stato lungo e travagliato, ma ha portato a risultati importanti, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, nonostante la disomogeneità tra Stati membri. “In Europa, nel 2012, sono state trattate 35 milioni di tonnellate di rifiuti organici e l’obiettivo è quello di arrivare a 115 milioni di tonnellate entro il 2020 – dice Jane Gilbert del Chartered Institution of Waste Management inglese - e per farlo si punta al miglioramento del sistema di raccolta differenziata e di riciclo dei rifiuti”.

A dispetto del nome, infatti, la cosiddetta “frazione organica” è quella più problematica a livello ambientale, se non trattata opportunamente. Portata in discarica significa emissioni di metano in atmosfera e percolato che rischia di inquinare il terreno e le falde acquifere. Per questo la gestione dei rifiuti organici ha un ruolo determinante anche all’interno del più ampio problema del cambiamento climatico, come ribadito da Enzo Favoino, dellATIA ISWA Italia, con tanto di dati alla mano.

Utilizzare il compost in sostituzione dei fertilizzanti minerali o chimici comporta, inoltre, numerosi vantaggi anche per i terreni: oltre a ridurre l’emissione di ossido di azoto, si limita il rilascio di carbonio nell’atmosfera (azioni utili per mitigare l’effetto serra delle attività agricole), trattenendolo nel terreno, che torna così più ricco, più facilmente lavorabile e migliore dal punto di vista della ritenzione idrica. “Facendo un calcolo di massima – spiega Favoino - se il compost organico venisse utilizzato su tutta la superficie agricola europea, si raggiungerebbe una riduzione di emissioni di anidride carbonica pari a cinque volte i limiti richiesti dal Protocollo di Kyoto: per questo il trattamento e l’utilizzo dei rifiuti organici può essere chiave importante per la politica ambientale del nostro continente, anche in vista di grandi risultati”.

L’Europa se n’è accorta, tanto che già nel Rapporto Climsoil del 2009 ha sottolineato l’importanza di prodotti come il compost derivante da rifiuti organici. Ma l’aspettativa degli operatori del settore è che ora tutto venga inserito in un quadro normativo più chiaro. “Ad oggi i paesi europei vivono situazioni molto diverse, determinate dalla sensibilità di ciascuno, dall’esperienza e dalla normativa dei singoli stati – commenta Joseph Barth dell’agenzia tedesca Informa. È necessaria una presa di posizione politica ferma, che definisca un quadro normativo unitario a cui tutti gli stati dovranno attenersi e soprattutto il riconoscimento di un prodotto di qualità. Solo questo riconoscimento formale e ufficiale del prodotto ne agevolerà il mercato e lo renderà realmente vendibile e appetibile”.

In Italia sono dieci le regioni che hanno già iniziato a promuovere il compost nelle attività agricole, con Piemonte e Emilia Romagna in prima linea, e sono previsti contributi che vanno dai 200 agli 800 euro/ettaro. I più generosi quelli della regione Valle d’Aosta. “Grazie a iniziative per il potenziamento della raccolta differenziata e del trattamento dei rifiuti organici, oggi in Italia si contano 281 siti che lavorano 3 milioni 715 mila tonnellate di rifiuti. Numeri in crescita”, ha confermato Davide Mainero dell’ATIA ISWA Italia. Il passo successivo è il confronto tra i processi aerobici e quelli anaerobici: “possiamo dire che il compostaggio anaerobico ha bisogno di meno superficie – continua Mainero – aumenta la capacità del terreno, produce meno scarti verdi e meno odori ed è un processo che prevede produzione di energia”.

Il problema, riconosce Enrico Accotto, della Regione Piemonte, è spesso la miopia: “gli enti locali trattano poco questi macro-argomenti, cercano piuttosto di trovare soluzioni sul territorio, di dimensioni più limitate.” Non mancano tuttavia gli scatti in avanti. Per quanto riguarda proprio il Piemonte, infatti, un paio di anni fa è stato messo a punto un piano di raccolta che prevede alcuni punti specifici – anche per i rifiuti organici - che, in un certo senso, supera addirittura le attuali normative comunitarie. Nel piano, ad esempio, oltre al compostaggio domestico individuale e collettivo, sono previste raccolte di rifiuti verdi sui luoghi di produzione e di derrate non vendibili o non consumate, che in larga scala fanno numero e fanno la differenza.

Educazione e promozione di buone prassi possono fare il resto. Solo però se unite ad un forte sviluppo aziendale e tecnologico del settore, “perché a fronte di importanti azioni di raccolta – afferma l’Assessore all’Ambiente della Provincia di TorinoRoberto Ronco – la rete dei centri ecologici deve essere in grado di dare risposte efficaci e soddisfacenti”. Oggi in Provincia sono tre i centri di lavorazione dei rifiuti organici, l’Acea Pinerolese, l’Amiat di Borgaro e il Punto Ambiente di Druento; dei tre però solo il primo è in crescita, mentre il centro di Druento è in chiusura e quello Amiat sconta enormi problemi di rapporto con la popolazione locale, a causa di una tecnologia, ormai superata, che non consente di trattenere i cattivi odori della lavorazione. La conseguenza è che molto materiale non viene lavorato localmente, ma viene trasportato fuori provincia, o spesso fuori regione, aumentando così i costi di gestione e riducendo drasticamente il senso stesso dell’operazione e  la sostenibilità ambientale.

Alfonsa Sabatino

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Greening the Islands Net: il nuovo laboratorio online di buone pratiche per le isole del mondo

dicembre 5, 2016

Greening the Islands Net: il nuovo laboratorio online di buone pratiche per le isole del mondo

Il tempo è scaduto, le isole rischiano di sparire a causa degli effetti dei cambiamenti climatici. Le istituzioni a livello internazionale dovrebbero prenderne atto e agire velocemente per contrastare il fenomeno e supportare l’innovazione tecnologica nelle isole. È l’appello che arriva dalle istituzioni e popolazioni delle isole che oggi sono in prima linea ad affrontare, [...]

Giornata Mondiale del Suolo: People4Soil chiede principi e regole vincolanti

dicembre 5, 2016

Giornata Mondiale del Suolo: People4Soil chiede principi e regole vincolanti

Immaginate una nazione di medie dimensioni, come l’Ungheria, il Portogallo o la Repubblica Ceca. Ora immaginate l’intera area di quella nazione ricoperta da cemento e asfalto: è grossomodo la superficie di suoli agricoli che negli ultimi 50 anni è stata “consumata” da insediamenti e infrastrutture nei 28 paesi dell’Unione Europea. Il suolo continua ad essere [...]

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

novembre 29, 2016

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

Treedom, la piattaforma web nata nel 2010 a Firenze, che permette a persone e aziende di finanziare la piantumazione di alberi a livello globale, ha lanciato la campagna 2016 per un regalo di Natale insolito quanto utile: da oggi è on-line “We make it real”, un servizio che permetterà agli utenti di regalare a parenti e [...]

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

novembre 29, 2016

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

Lunedi 5 dicembre 2016 presso la Sede romana di Intesa Sanpaolo, in via Del Corso, verrà firmata la Convenzione tra Federparchi, FITS! (Fondazione per l’Innovazione del Terzo Settore) e Rinnovabili.it. I tre partner si faranno promotori di un nuovo progetto dedicato al supporto di iniziative di conservazione, sviluppo e tutela del patrimonio ambientale e territoriale. L’obiettivo della Convenzione [...]

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

novembre 28, 2016

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

In occasione della ricorrenza dei 30 anni dalla Carta di Ottawa, ISDE Italia, l’Associazione Medici per l’Ambiente, ASL Sud Est Toscana e Regione Toscana organizzano il 29 novembre, nel contesto del 11° Forum Risk Management alla Fortezza da Basso di Firenze, la 6° Conferenza Nazionale sulla Salute Globale, dal titolo “Costruire una politica pubblica per la [...]

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

novembre 25, 2016

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

“Il cerchio del compost: riciclare per la Terra”. Si terrà sabato 26 novembre dalle 9 alle 12 a Villa Argentina a Viareggio il convegno di approfondimento di RicicLAB, il ciclo di laboratori creativi sul riuso a ingresso libero realizzato da Sea Risorse e Sea Ambiente e organizzato dallo spazio smartCO2 COworking+Community insieme ad una rete di associazioni [...]

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

novembre 25, 2016

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

Una nuova ricerca pubblicata ieri da Greenpeace Germania, alla vigilia del “Black Friday”, la giornata che negli Stati Uniti segna l’inizio dello shopping natalizio e che sta diventando popolare anche in Italia – con sconti selvaggi e istigazione all’acquisto compulsivo – evidenzia le gravi conseguenze sull’ambiente dell’eccessivo consumo, in particolare di capi d’abbigliamento. “Difficile resistere [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende