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Il ruolo dell’informazione nella green economy secondo Fiper Top Contributors

marzo 15, 2010 Aziende, Pratiche, Top Contributors

Raccogliendo l’invito a “dar voce alle best practices del territorio” - azione che Greenews.info porta avanti quotidianamente - pubblichiamo la lettera aperta di Walter Righini, Presidente Fiper, a Riccardo Iacona, conduttore della trasmissione Rai PRESA DIRETTA, che domenica 7 marzo ha trattato il tema delle energie rinnovabili in Italia.

Walter Righini, Courtesy of FiperGentile dott. Iacona,

Le scrivo a nome della Federazione Italiana dei Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili- FIPER che rappresento in qualità di presidente. FIPER riunisce attualmente 68 impianti che producono energia termica, termica ed elettrica (in co-generazione), e biogas agricolo nelle aree montane e rurali di Piemonte, Val d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia. Detti impianti forniscono riscaldamento, acqua igienico -sanitaria ed elettricità a circa 250.000 abitanti. 260 MW è la potenza termica prodotta dagli impianti FIPER, di cui 530 MW installati pressi gli utenti finali. 17 MW elettrici prodotti dalla co-generazione e dagli impianti a biogas. Le emissioni di CO2 evitate nell’aria nel 2009 sono state pari a circa 200.000 Tonnellate.

Colgo l’occasione per complimentarmi nell’aver dedicato una puntata di PRESA DIRETTA al tema delle energie rinnovabili, illustrando esempi concreti di impianti che promuovono un modello di sviluppo territoriale basato sull’uso efficiente di sole, vento e alberi. Certamente la Germania è la locomotiva dell’Europa dei 27, soprattutto perché è riuscita a definire una legislazione chiara, precisa e rigorosa per promuovere ed accelerare il processo di riconversione verso la green economy.

Tuttavia mi preme sottolineare che anche il “bistrattato” Bel Paese sta facendo la sua parte nella produzione di energia termica e ed elettrica da fonti rinnovabili. Sole, vento ed alberi sono le principali fonti sulle quali si sta puntando per raggiungere il 17% di produzione di energia da fonti rinnovabili. In particolare, il potenziale massimo teorico di utilizzo delle fonti rinnovabili attribuisce 9,3 Mtep alla produzione di energia termica derivante dalle biomasse e 4,2 Mtep della produzione di biocarburanti, per un totale di oltre il 50%. E’ evidente che la produzione di energia da biomasse rappresenta l’asse strategico su cui il sistema Italia dovrà puntare nei prossimi anni per raggiungere gli obiettivi del Climate Package.

Lo sviluppo delle rinnovabili in Italia è a macchia di leopardo. Il panorama di produzione lorda è estremamente eterogeneo: il primato alla Lombardia con il 19,8%, seguita da Trentino Alto Adige al 14,3%, Toscana al 12,9%, Piemonte al 11,2%. La media delle altre Regioni si attesta intorno al 4%1.

L’informazione gioca un ruolo strategico per lo sviluppo e il consolidamento delle fonti rinnovabili. A titolo di esempio, l’avvio di diversi impianti in provincia autonoma di Bolzano sono stati risultato di una trasmissione televisiva, Superquark di Piero Angela, che aveva magistralmente documentato l’esempio della filiera legno-energia in Valtellina. Diversi imprenditori hanno contattato successivamente la società TCVVV per visitare l’impianto di teleriscaldamento a biomassa legnosa, il primo avviato in Regione Lombardia nel 2000 e per capire in che modo replicare l’esperienza.

L’invito quindi è di “dare la voce” anche alle best practices presenti sul nostro territorio, oggetto di visite quotidiane da operatori europei e d’oltreoceano; in questi giorni stiamo ospitando, a titolo di esempio, una delegazione di sindaci provenienti da 12 paesi europei, per illustrare il modello Fiper di Tirano.

Ritengo che una trasmissione televisiva di approfondimento quale PRESA DIRETTA, in onda sul servizio pubblico, abbia il compito di discernere i diversi scenari, ed evitare pericolose generalizzazioni che non valorizzano gli sforzi quotidiani di imprese e comuni che realizzano e consolidano un modello di sviluppo territoriale basato sull’efficienza energetica, sull’uso delle fonti rinnovabili locali e sulla sensibilizzazione al risparmio energetico, nonostante difficoltà e impedimenti di ogni specie. Non è rappresentativo della realtà italiana denunciare esclusivamente gli impianti che non funzionano, e non fare alcun accenno agli impianti pilota a livello europeo sul fronte della produzione di energia rinnovabile.

D’altro canto occorre rimarcare i limiti burocratici e le lungaggini degli iter autorizzativi che spesso rallentano il potenziale di sviluppo degli impianti a biogas, a biomassa e più in generale degli impianti a fonti rinnovabili. Tuttavia, anche in questo caso è fondamentale effettuare accorti distinguo: ci sono regioni in Italia dove è possibile avviare un impianto in 12 mesi! A titolo di esempio, Regione Lombardia ha predisposto il documento programmatico “Lombardia Sostenibile” per raggiungere il 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020. O la Provincia Autonoma di Bolzano, che ha previsto di fornirsi di energia rinnovabile al 100% entro il 2020.

Il principale ostacolo per lo sviluppo del comparto rinnovabili, a differenza di paesi come Germania, Francia, Spagna, Austria, è dato dall’assenza di regole chiare e stabili che permettano agli imprenditori di elaborare business plan realistici e di lungo periodo. Ma questo compete alla politica; come imprenditori il nostro compito è di spingere affinché il Governo emani un piano di azione entro giugno 2010 che definisca target precisi per ogni singola fonte e per competenza regionale (burden sharing).

Fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi della Direttiva 20 20 20, la messa in atto di una politica di incentivi di lungo periodo certa, affidabile che permetta di attirare investimenti esteri per la produzione di elettricità e di calore “verdi”.

Credo che ognuno di noi è chiamato a giocare la sua parte per vincere la partita europea!

Ai media, la responsabilità di illustrare che “un’altra Italia è possibile” ed è possibile oggi toccarla con mano. Gli Impianti di teleriscaldamento a biomassa legnosa e di biogas agricolo sono testimonianza del sano pragmatismo della cultura montana e contadina, che lontano dai riflettori, conserva la biodiversità e si impegna a raggiungere l’autonomia energetica.

A tal fine Fiper è a completa disposizione per illustrare gli impianti d’avanguardia di teleriscaldamento a biomassa legnosa e biogas agricolo.

Walter Righini

Presidente Fiper

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