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Klimahouse verso il decimo compleanno. Da Bolzano alla Toscana

marzo 31, 2014 Aziende, Eventi, Pratiche

Mentre si è appena chiusa Klimahouse Toscana e il format Klimahouse si avvia ufficialmente verso il decimo compleanno (anche se l’edizione numero zero si svolse già nel 2005) – si possono iniziare a fare i primi bilanci. Tirare le somme di un decennio in cui, vuoi per la crisi e l’aumento dei prezzi dell’energia, vuoi per la crescente sensibilità delle istituzioni, europee prima che nazionali,l’efficienza energetica è diventata un tema di grande attualità. Eppure, nel 2005, quanti cittadini ne avevano sentito parlare?

La storia di questa fiera, iniziata a Bolzano da un’intuizione, è proseguita prima con la crescita dell’evento altoatesino e poi con la creazione delle edizioni itineranti: Roma, Bastia Umbra, Bari e quest’anno anche a Firenze. Una storia che si mescola alla nascita, nel 2002, della certificazione Casa Clima: “Ha avuto un grande riscontro a livello scientifico e delle associazioni di categoria nel Nord Italia. Un polo fieristico deve guardarsi intorno, osservare il mercato: lì capimmo che sul tema dell’efficienza energetica c’era terreno fertile”, racconta oggi  il direttore di Fiera Bolzano Reinhold Marsoner. “Klimahouse è nata con l’idea di importare dal Nord Europa laconsapevolezza in edilizia”, aggiunge il vicepresidente Arrigo Simoni. In Austria e in Germania, infatti, dice Marsoner, “l’attenzione all’efficienza energetica era già diffusa dagli anni Ottanta”. Così, tra il 2003 e il 2004 si inizia a progettare una fiera sull’argomento, si fanno incontri con gli imprenditori e le associazioni, e nel 2005 Klimahouse si tiene per la prima volta nell’ambito di Bauschau, fiera generale per l’edilizia. “Andò così bene che decidemmo di chiudere la fiera sulle costruzioni e puntare su Klimahouse. Non fu una decisione semplice, perché allora il settore delle costruzioni tirava, ma capimmo che il futuro andava verso il risparmio energetico”.

La fiera cresce costantemente: “Se nel 2006 c’erano 250 espositori, oggi siamo arrivati a 430. Non potendo espandere la fiera più di così, abbiamo creato altri eventi espositivi intineranti. A Bolzano l’80% dei visitatori arriva da un raggio di 300 chilometri: il nostro obiettivo era quindi andare al di là di quest’area”.  La Toscana è stata una piacevole sorpresa: “Prima di definire una sede, incontriamo associazioni e istituzioni del settore per avere garanzia della loro partecipazione attiva. Qui hanno lavorato con noi 20 soggetti, segno che il messaggio Klimahouse era già arrivato. Abbiamo trovato le porte spalancate per quello che avevamo da dire”.

L’edizione fiorentina ha registrato infatti il tutto esaurito con 158 aziende e una lista d’attesa di altre 50. Espositori provenienti per il 31% dalla Toscana, il14% dall’estero, il 18% dal Trentino Alto Adige e il restante 37% da altre zone d’Italia. Proprio in questi giorni, del resto, la Regione ha lanciato una campagna per l’efficienza energetica, mettendo a disposizione un elenco di professionisti disponibili a offrire consulenze gratuite su come ridurre i consumi della propria abitazione.

“Klimahouse darà slancio all’efficienza energetica nel centro Italia. La Toscana è una delle regioni più attive nel campo dellabioedilizia”, riflette Simoni. Dunque, il prossimo anno è possibile che Klimahouse faccia di nuovo tappa a Firenze. Allo stesso tempo, continua Marsoner, “stiamo valutando altre nuove sedi”. Saranno probabilmente in città di media grandezza, considerate preferibili rispetto alla Capitale, in grado di attrarre in fiera anche cittadini comuni oltre a tecnici e aziende, in aree dove c’è una sensibilità verso il risparmio energetico. Un format che ha unito i prodotti e le aziende alla formazione, con convegni e visite guidate, in grado di rispondere alla domanda del mercato e dare impulso all’economia. “Alle nostre fiere si presentano sempre più spesso non solo tecnici, ma anche cittadini che vogliono costruire la propria casa insieme al progettista, per individuare le migliori soluzioni di risparmio energetico”, continua Simoni. Così, le aziende che si muovono nel settore dell’efficienza si promuovono, e cittadini e tecnici si aggiornano e imparano un  nuovo modo di guardare alla progettazione, con attenzione anche all’involucro. Il contesto ha fatto il resto: “Il costo di gas e petrolio è aumentato a dismisura, spingendo le persone a cercare delle alternative, tra le quali c’è anche l’efficienza. L’Unione europea con le sue prescrizioni, e anche le amministrazioni locali spingono perché si cambi rotta. Il contesto aiuta. Se poi hai un evento in cui riesci a condensare tutto questo, le persone vengono”.

Veronica Ulivieri

 

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