Home » Aziende »Internazionali »Nazionali »Normative »Politiche »Pratiche »Pubblica Amministrazione » Programmi di Sviluppo Rurale: regioni poco coraggiose verso il biologico:

Programmi di Sviluppo Rurale: regioni poco coraggiose verso il biologico

Gli agricoltori biologici italiani sono in attesa dei bandi regionali dei nuovi PSR, i Programmi di Sviluppo Rurale, previsti dalla PAC, la Politica Agricola Comune, che indirizzeranno, per il prossimo quinquennio, la politica europea in materia di agricoltura. Se i programmi presentati dalle regioni italiane, attualmente ancora in fase di negoziazione con Bruxelles, venissero approvati, sarà il momento di predisporre e indire i bandi per l’accesso ai fondi comunitari attraverso l’erogazione ai produttori di “premi” o pagamenti. Il che significa, al netto dei tempi burocratici, che prima che i PSR diventino operativi bisognerà aspettare la primavera, per le regioni più virtuose che si sono affrettate a inviare i loro piani alla Commissione nell’estate dello scorso anno, o l’estate inoltrata, per le altre.

Le rappresentanze degli agricoltori biologici e biodinamici, escluse “per legge” dai cosiddetti tavoli verdi di concertazione con le regioni (dove invece siedono le associazioni di categoria generaliste, per così dire), temono che questa opportunità diventi un’occasione mancata. Tra le principali criticità evidenziate, la mancanza di una cabina di regia nazionale e la carenza di coraggio da parte degli amministratori locali, incapaci, a loro dire, di indirizzare la politica agricola regionale “senza se e senza ma” verso il biologico.

Andiamo per ordine. La nuova PAC 2014-2020 spinge verso il biologico per gli indubbi benefici ambientali che comporta, come la lotta ai cambiamenti climatici, la mitigazione delle sostanze inquinanti nei suoli e nelle acque, la difesa idrogeologica dei territori. Tutte azioni, queste, da sempre nel DNA dell’agricoltura biologica e biodinamica, che l’Europa cerca di introdurre anche in quella tradizionale, incentivando economicamente una generale sostenibilità ambientale del lavoro svolto nei campi. Ma c’è di più. Il biologico è ritenuto strumentale per tre obiettivi strategici: preservare in modo sostenibile la produttività dell’UE per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare a lungo termine, sostenere la grande varietà di derrate alimentari di qualità, preservare la vitalità delle comunità rurali per le quali l’agricoltura costituisce un’attività  economica in grado di creare occupazione locale.

In effetti, in uno scenario economico dove quasi tutti i settori annaspano, compresa l’agricoltura tradizionale, il biologico cresce e costantemente. In Europa, secondo quanto emerso in un convegno della CIA, la Confederazione Italiana Agricoltori, svoltosi a Bruxelles a dicembre scorso, le superfici agricole coltivate col metodo bio sono aumentate del 6% e il giro d’affari dell’agricoltura biologica è di circa 18 miliardi di euro l’anno. In Italia il mercato interno annuale è di 1,9 miliardi di euro l’anno e considerando anche l’export sale a 3,1 miliardi. E’inoltre cresciuta la superficie agricola coltivata nel nostro paese, che ora è di 1,3 milioni di ettari, circa il 10% del totale, così come in aumento sono gli operatori attivi, attualmente più di 52.000.

«Tutto questo è avvenuto senza che nelle scelte di politica agricola, nazionali e regionali, fosse definita una strategia per il biologico, stabiliti obbiettivi e, conseguentemente, attivati interventi e misure a sostegno», commenta Vincenzo Vizioli, presidente Aiab, l’associazione italiana agricoltura biologica che aveva presentato un decalogo per incentivare il biologico a Ministero e assessorati regionali mentre si accingevano a definire i nuovi PSR. «L’assenza di scelte strategiche per il biologico è confermata anche dall’analisi dei dati SINAB sull’andamento dell’agricoltura biologica italiana degli ultimi dieci anni, che evidenziano un andamento legato all’apertura dei bandi e non alle indicazioni del mercato. Non è un caso che l’eccezione sia rappresentata dalla superficie a vigneto, letteralmente esplosa in molte regioni, a seguito della possibilità di etichettare con chiarezza il prodotto, avvenuta a seguito dell’emanazione del disciplinare sul vino biologico».

Il pericolo, ribadisce Vizioli, è in altre parole la “corsa al premio” e non la scelta delle aziende di aderire a un diverso modo di produrre sostenibile. Tra le richieste di Aiab, garantire sufficienti risorse alle aziende biologiche, in particolare in fase di conversione, dove maggiori sono i costi e minori le rese, con un sostegno per ettaro maggiorato e un periodo di 5 anni; accompagnare le aziende con consulenza aziendale, formazione, semplificazione delle procedure burocratiche; la creazione dei “biodistretti” che coinvolgano progetti tra più aziende di uno stesso territorio. «Le nostre richieste erano chiare ma non sempre sono state accolte appieno nei PSR regionali – commenta Vizioli – Rimane ad esempio il problema della penalizzazione della zootecnia biologica certificata, che continua a essere figlia di un Dio minore, mentre il benessere animale è l’unico strumento di sostegno e indirizzo, e quello dell’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, ndr) che funziona male, ritarda i pagamenti e sta comportando costi enormi per le regioni che non hanno un proprio ente pagatore. In generale, le regioni hanno voluto accontentare tutti, perché di fatto i PSR finanziano il metabolismo basale dell’agricoltura e funzionano spesso come finanziamento pubblico alle associazioni di categoria».

«Perché continuare a fare assistenzialismo con i PSR?», rincara la dose Paolo Carnemolla, presidente di Federbio, la federazione italiana per l’agricoltura biologica e biodinamica. «Positive sono le misure sul biologico e la maggiore flessibilità in materia di cooperazione con i contratti di rete, strumenti più snelli e adatti alle aziende medio piccole, presenti soprattutto nel biologico – prosegue – Non possiamo che ringraziare Bruxelles che sta facendo pressione per incentivare il biologico, ma per il resto siamo alle solite. Non c’è una cabina di regia unitaria nazionale a livello politico, e tanto dipende dalle singole regioni, col risultato tutto italiano di una situazione a macchie di leopardo. Insomma manca la capacità di fare sistema e ad esempio la Rete Rurale Nazionale, che gestirà 250 milioni di euro, non specifica le azioni di rete sul biologico. Così, la nuova PAC rischia di essere l’ennesima occasione poco utilizzata nonostante le ingenti risorse economiche a disposizione, i consumatori favorevoli al bio, il mercato in espansione».

Secondo la federazione, molti dei programmi regionali in attesa del responso comunitario mancano di coraggio. Le regioni che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo sarebbero Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia che nel biologico prevedono più investimenti. Altre, come Emilia Romagna, Toscana e Marche, non hanno optato per scelte mirate, buone quelle della Sicilia che soffrono però di burocrazia. Certo, la prova del nove, a negoziazione ultimata con l’Europa, saranno i bandi regionali, dove verrà tradotto nero su bianco l’orientamento delle singole regioni. E dove si testerà in concreto l’appeal che le nuove misure avranno per le imprese agricole.

Al netto delle criticità della politica comunitaria per l’agricoltura, prime tra tutte quelle di ordine burocratico, come ad esempio il problema della sovracompensazione tra il “greening” previsto dalla PAC e la misura dell’agricoltura biologica prevista dal PSR, Francesco Torriani, presidente del Consorzio Marche Biologiche mette il dito nella piaga, commentando il dibattito sul nuovo regolamento comunitario per l’agricoltura biologica. «Occorre riprendere, con rinnovata responsabilità, gli obiettivi iniziali dei pionieri dell’agricoltura biologica, che non erano certo quelli di rimanere “incartati” sui tecnicismi legati alla certificazione, ma di proporre un nuovo modello di sviluppo, alternativo al modello industriale e convenzionale che negli ’70 andava per la maggiore – chiosa -. Ora nel contesto socio economico attuale, dove quel modello produttivo ed economico ha manifestato tutta la sua precarietà, impegnarci a costruire un modello agricolo ecologicamente sostenibile, che sappia fare rete e sistema con la comunità locale con l’obiettivo di produrre prodotti e servizi di qualità, sembra davvero la strada da percorrere con coraggio e determinazione».

Alessandra Sgarbossa

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Quale scegliere? Piccola guida alla lettura delle etichette energetiche degli elettrodomestici

aprile 28, 2017

Quale scegliere? Piccola guida alla lettura delle etichette energetiche degli elettrodomestici

Di recente il Parlamento Europeo ha annunciato di aver raggiunto un accordo su un nuovo tipo di etichetta energetica per gli elettrodomestici con l’obiettivo di creare un sistema che sia realmente “2.0″. L’intenzione è fare in modo che, grazie alla presenza di QR code e link, entro la fine del 2019 ogni etichetta rimandi ad [...]

“Fare i conti con l’ambiente” verso la decima edizione

aprile 27, 2017

“Fare i conti con l’ambiente” verso la decima edizione

“Fare i conti con l’ambiente” il festival formativo ravennate, che si terrà da mercoledì 17 a venerdì 19 maggio 2017, si appresta a tagliare il traguardo dei dieci anni con un programma ricco di iniziative. Grande spazio sarà previsto sulle tematiche connesse alla mobilità sostenibile con la presentazione di due progetti europei. Il primo, Low Carbon Transport [...]

SIMPLA: formazione gratuita per i Comuni su mobilità sostenibile ed efficienza energetica

aprile 27, 2017

SIMPLA: formazione gratuita per i Comuni su mobilità sostenibile ed efficienza energetica

Decongestionare il traffico, ottenere una maggiore efficienza energetica, ridurre le emissioni inquinanti: sono obiettivi sempre più stringenti che le amministrazioni locali devono perseguire per concorrere alla tutela ambientale e contrastare i cambiamenti climatici, in linea con le indicazioni dell’UE. Per questo il progetto europeo SIMPLA (Sustainable Integrated Multi-sector PLAnning) ha aperto un bando dedicato ai [...]

Per salvare il suolo bastano 54.000 firme in Italia. Legambiente al rush finale

aprile 26, 2017

Per salvare il suolo bastano 54.000 firme in Italia. Legambiente al rush finale

In occasione della Giornata della Terra del 22 aprile Legambiente si è mobilitata in tutta Italia per incrementare le adesioni alla petizione popolare europea People4Soil. Nelle piazze i volontari del cigno verde hanno raccolto le firme per chiedere all’Unione Europea di introdurre una legislazione specifica sul suolo, riconoscendolo e tutelandolo come patrimonio comune. Il traguardo da [...]

Da Città di Castello a Roma, parte la Discesa del Tevere in ricordo di Goethe

aprile 24, 2017

Da Città di Castello a Roma, parte la Discesa del Tevere in ricordo di Goethe

Domenica 23 aprile è partita da Città di Castello in Umbria la 38°Discesa Internazionale del Tevere, per arrivare il 1 maggio a Roma e attraversare la Città Eterna in canoa, in bici e a piedi. Lungo il percorso visite ad ecomusei e borghi, pasti con prodotti biologici locali e anche “la cena di Wolfgang Goethe“, per celebrare, in [...]

Adidas presenta le nuove running Parley realizzate con i rifiuti plastici degli Oceani

aprile 24, 2017

Adidas presenta le nuove running Parley realizzate con i rifiuti plastici degli Oceani

Adidas ha presentato in occasione dell’Earth Day 2017 le edizioni Parley delle iconiche scarpe running UltraBOOST, UltraBOOST X e UltraBOOST Uncaged, realizzate utilizzando i rifiuti plastici che inquinano gli oceani (simboleggiati dalle tonalità blu e azzurre dei nuovi modelli), disponibili nei negozi e online a partire dal 10 maggio. Ricavando uno speciale filato destinato ai dettagli [...]

Anche in Italia si marcia per la scienza nella Giornata della Terra

aprile 22, 2017

Anche in Italia si marcia per la scienza nella Giornata della Terra

Nel gennaio scorso un gruppo di ricercatori statunitensi ha promosso una March for Science da realizzarsi durante la Giornata della Terra per appoggiare la ricerca scientifica impegnata nella difesa della nostra salute, della sicurezza e dell’ambiente e denunciare le pressioni che la minacciano. L’obiettivo è di dare un forte segnale pubblico a favore della ricerca e di politiche [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende