Home » Aziende »Idee »Pratiche » Reina (Bocconi): “La crisi? Scenario ideale per la GreenWebEconomics”:

Reina (Bocconi): “La crisi? Scenario ideale per la GreenWebEconomics”

ottobre 15, 2013 Aziende, Idee, Pratiche

Davide Reina,  economista d’impresa e docente alla SDA Bocconi di Milano, studia il legame che c’è tra green economy e nuove tecnologie. Tema di cui si parlerà nei prossimi giorni, il 17 e 18 ottobre, al corso “New technologies in retail”, organizzato dall’ateneo milanese per approfondire il modo in cui gli strumenti digitali possono essere usati per vincere le sfide del mercato.

Ma come si declinano questi temi al mondo dell’economia verde? E come si sta evolvendo il marketing per la promozione di prodotti sostenibili? “Il web è la leva per far diventare la green economy, rapidamente, maggioranza dei comportamenti e, quindi, maggioranza dell’economia”, spiega Reina. Tuttavia, “il green marketing è ancora indietro”, anche perché presuppone un cambio di prospettiva: “Non si fonda sulla persuasione o sull’imbonimento a suon di pubblicità. Si basa invece su una spiegazione esaustiva e chiara delle ragioni per cui un certo prodotto o servizio è utile, oltre che per il cliente, anche per l’ambiente”, continua Reina, autore, con Silvia Vianello del saggio “GreenWebEconomics” (Egea).

D) Prof. Reina, nel corso “New technologies in retail”, si parlerà di come le tecnologie della comunicazione possono cambiare il business. Quali effetti positivi può produrre l’applicazione dell’Ict ai settori della green economy?

R) Le nuove tecnologie, e in particolare il web, giocano un ruolo fondamentale per la green economy, in particolare in tre direzioni. Primo: svolgono un ruolo formidabile in termini di enabler di comportamenti eco-responsabili da parte del cliente finale. Per fare un esempio concreto, l’applicazione gratuita che ti informa in tempo reale, e in funzione di dove sei, su dove si trovino le ricariche elettriche più vicine, permette al pur limitato network di ricariche per auto elettriche di essere comunque facilmente raggiungibile. Secondo: permetteranno la digitalizzazione del “mercato” della micro-produzione di energia. In pratica, consentendo a proprietari di case a “impatto positivo”, che consumano cioè meno energia di quanta ne auto-producano, di vendere alla rete l’energia in eccesso. In questo modo, ognuno di noi può diventare un produttore di energia, e un venditore della stessa. Terzo: permettono al lato “offerta”  di comunicare in modo capillare, preciso, esaustivo, i benefici per l’ambiente derivanti dalle proprie offerte di prodotto e servizi. In conclusione: il web è la leva per far diventare la green economy, rapidamente, maggioranza dei comportamenti e, quindi, maggioranza dell’economia.

D) Nel libro che ha scritto insieme a Silvia Vianello, analizza e racconta quella nuova economia che punta al green e si basa sulle nuove tecnologie. Potrebbe spiegare meglio questo concetto?

R) La GreenWebEconomics è un nuovo tipo di economia, risultante dalla convergenza tra le due grandi rivoluzioni del XXI° secolo, il green e il web. Questa unisce la straordinaria forza cooperativa derivante dal web allo straordinario miglioramento nell’efficacia dei prodotti, dei servizi e dei processi produttivi, propria della green economy. I campioni di questo nuovo tipo di economia, che si appresta a sostituire la vecchia economia “grigia”, sono le piccole imprese brain intensive e ad elevato grado di innovazione. Moderne “botteghe rinascimentali” che competono innovando e creando, per poi vendere il proprio valore aggiunto in tutto il mondo.

D) Come si sta evolvendo il marketing per promuovere i prodotti sostenibili dal punto di vista ambientale?

R) Il green marketing è ancora indietro, in termini di capacità di promuovere i prodotti sostenibili dal punto di vista ambientale. La ragione è il persistere di abitudini proprie del “vecchio marketing” dei prodotti grigi. Di conseguenza, ancora troppe imprese pensano al green come a una “moda”, mentre la green economy è una trasformazione irreversibile nel modo di produrre, vendere e, soprattutto, riutilizzare i prodotti. Questo errore di prospettiva conduce a un altro errore: quello di tentare di persuadere o “imbonire” il potenziale cliente. Ma il green marketing non si fonda sulla persuasione o sull’imbonimento a suon di pubblicità. Si basa invece su una spiegazione esaustiva e chiara delle ragioni per cui un certo prodotto o servizio è utile, oltre che per il cliente, anche per l’ambiente. Anche il pricing dei prodotti green è, nella maggior parte dei casi osservati, errato. Infatti, di solito le aziende cercano di fare premium price con i prodotti eco-responsabili, equiparandoli a una nicchia di consumo da sfruttare per aumentare il margine. Mentre il green è ormai maggioranza nella società, e richiederebbe quindi un’offerta più coraggiosa e capace di investire non sul margine di oggi, ma su quello di domani.

D) Quali sono gli strumenti di marketing più usati nel settore green economy?

R) Sono gli stessi che si impiegavano nella vecchia economia: prodotto, comunicazione, distribuzione, prezzo. Ciò che cambia profondamente non sono gli strumenti, ma il modo di impiegarli. Finché le aziende si limiteranno ad applicare il marketing-mix della vecchia economia, con una verniciata di verde, alla green economy, i prodotti eco-responsabili rimarranno una nicchia per aficionados. Ne è prova evidente il settore delle auto elettriche, che costano troppo, non sono garantite nel futuro valore dell’usato, e non hanno un network di ricariche sufficienti a renderne agevole l’utilizzo.

D) In alcuni Paesi europei si vedono i primi segnali di ripresa, mentre in Italia si è ancora in attesa di un qualche indizio positivo. Lei che consigli si sentirebbe di dare alle aziende della green economy? Cosa possono fare concretamente per uscire dalla crisi?

R) In realtà le aziende della green economy, anche in Italia, sono tra le poche a crescere. La ragione è che la crisi per il green è un vantaggio, dato che in crisi si cerca di fare il massimo utilizzando il minimo. E questo è esattamente il principio su cui si fonda l’eco-responsabilità: minimizzare l’utilizzo di energia, e dunque l’emissione di CO2, relativa alla produzione di qualcosa. Questo si traduce, in ultima analisi, in una minimizzazione dei costi operativi relativi a quel processo. La green economy è un’economia fondata sul togliere, non sull’aggiungere, sui risparmi emergenti, non sui ricavi emergenti. Dunque la crisi è il suo scenario ideale.

Veronica Ulivieri

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Grande successo della Formula E a Roma. Campionato elettrico in crescita

aprile 15, 2019

Grande successo della Formula E a Roma. Campionato elettrico in crescita

Il neozelandese Mitch Evans, del team Panasonic Jaguar, si è aggiudicato sabato 13 aprile il Gran Premio di Roma, settima tappa del campionato mondiale ABB FIA Formula E, “la formula 1 delle auto elettriche”. Al secondo posto Andrè Lotterer su DS Techeetah e al terzo Stoffel Vandoorne del team HWA Racelab. Secondo le stime degli organizzatori la gara è stata seguita [...]

ECOMED Green Expo: Catania apre la via della green economy al Mediterraneo

marzo 29, 2019

ECOMED Green Expo: Catania apre la via della green economy al Mediterraneo

Dall’11 al 13 aprile la città di Catania si prepara a ospitare ECOMED, la prima “green expo” siciliana dedicata ai temi della green economy e dell’economia circolare, riletti in prospettiva mediterranea (e non solo nazionale). Per tre giorni il più grande centro fieristico ai piedi dell’Etna – le suggestive “Ciminiere” – sarà la casa di [...]

Vendemmia 2099 in anticipo di 4 settimane. In Trentino uno studio indaga l’effetto dei cambiamenti climatici sulla viticoltura

marzo 15, 2019

Vendemmia 2099 in anticipo di 4 settimane. In Trentino uno studio indaga l’effetto dei cambiamenti climatici sulla viticoltura

Come sarà la viticoltura in Trentino nel 2099? A causa dei cambiamenti climatici tra 80 anni si vendemmierà con un anticipo fino alle 4 settimane. A calcolarlo è uno studio interdisciplinare condotto da Fondazione Edmund Mach e Centro C3A con l’Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler. Lo studio indaga l’impatto dei cambiamenti climatici sulle fasi [...]

L’appello di Dell: la sostenibilità come criterio di base per gli acquisti IT delle pubbliche amministrazioni

marzo 8, 2019

L’appello di Dell: la sostenibilità come criterio di base per gli acquisti IT delle pubbliche amministrazioni

Dell Technologies, tra i maggiori produttori mondiali di soluzioni tecnologiche, ha lanciato nei giorni scorsi un appello ai Governi europei e all’intero settore IT per stimolare un maggiore impegno congiunto verso la sostenibilità, con particolare attenzione all’ambito del public procurement dei servizi IT. Si calcola infatti che, nell’Unione Europea, la spesa pubblica si aggiri intorno a [...]

La plastica invade anche il “Regno di Nettuno”. Un convegno a Ischia per lanciare l’allarme

marzo 7, 2019

La plastica invade anche il “Regno di Nettuno”. Un convegno a Ischia per lanciare l’allarme

“L’Italia produce ogni anno oltre 4.720 miliardi di bottiglie di acqua minerale in PET e ne rilascia oltre 132.000 tonnellate nelle acque costiere, che in termini di CO2 prodotta corrispondono a 472.000 tonnellate emesse per la loro produzione e 925.000 tonnellate emesse per il loro trasporto, per un totale di 1.397.000 tonnellate di CO2 emesse!”. [...]

NOI Techpark, il polo d’innovazione di Bolzano che nasce sul vecchio stabilimento metallurgico

marzo 1, 2019

NOI Techpark, il polo d’innovazione di Bolzano che nasce sul vecchio stabilimento metallurgico

Da area industriale a enorme quartiere dell’innovazione: NOI Techpark è il nuovo polo culturale e tecnologico di Bolzano nato per ospitare aziende, start up, centri di ricerca e università.  Nature Of Innovation: è questo il significato dell’acronimo NOI Techpark. Un’opera di rigenerazione urbana che già nel nome rivela la sua natura inclusiva, destinata a trasformare [...]

Il “sustainable thinking” della moda al Museo Salvatore Ferragamo

marzo 1, 2019

Il “sustainable thinking” della moda al Museo Salvatore Ferragamo

Il prossimo 12 aprile 2019 a Firenze, il Museo Salvatore Ferragamo inaugura “Sustainable Thinking“, un percorso narrativo che si snoda tra le pionieristiche intuizioni del fondatore Salvatore Ferragamo nella ricerca sui materiali naturali, di riciclo e innovativi, e le più recenti sperimentazioni in ambito “ecofashion”. Il progetto espositivo, ideato da Stefania Ricci, Direttore del Museo [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende