Home » Aziende »Pratiche » Report integrato: quanto costa alla collettività un capannone aziendale?:

Report integrato: quanto costa alla collettività un capannone aziendale?

gennaio 27, 2012 Aziende, Pratiche

Consumatori più esigenti, investitori più attenti, amministrazioni pubbliche più sensibili ai temi ambientali. Le figure che chiedono alle imprese più trasparenza sono tante, soprattutto quando si parla di pratiche di CSR, la Corporate Social Responsibility. Iniziative cioè improntate alla sostenibilità sul piano economico, sociale e ambientale. Per le aziende, quindi, non basta fare buone azioni, ma devono anche raccontarle bene, e soprattutto senza bluffare.

Lo strumento per farlo è il bilancio di sostenibilità, a cui si va gradualmente e lentamente affiancando il “report integrato”, un documento in cui bilancio economico-finanziario e rendiconto Csr confluiscono e diventano un tutt’uno. Il report integrato è stato uno dei temi al centro, quest’anno, del Forum Csr di Abi, che si è chiuso oggi a Roma. Nelle aziende a essere messo in campo è tutto un nuovo percorso di accountability. La Csr diventa il motore di una piccola rivoluzione e «la rendicontazione – spiega Marina Migliorato, responsabile Csr e Relazioni con gli stakeholder di Enel – è solo la fase finale di un processo enorme, in cui l’azienda cambia pelle».

In Italia, gruppi come Sorgenia e Enel lo hanno già adottato, altre si accingono a farlo. A livello internazionale se ne parla da più tempo (è stato creato anche un organismo internazionale ad hoc, l’International Integrated Reporting Committee) e in Sud Africa, per esempio, la rendicontazione integrata è diventata obbligatoria per le società quotate alla Borsa di Johannesburg.

«E’ il livello successivo rispetto ai bilanci che già conosciamo, non un loro superamento. In futuro, finanza e sostenibilità saranno integrate e non si potranno più separare», assicura Nelmara Arbex, Deputy Chief Executive della Global Reporting Initiative, associazione che ha indicato una serie di linee guida per questa nuova rendicontazione. 

Il Csr Manager Network, in collaborazione con l’Istat, ha elaborato un progetto che è stato presentato oggi al Forum Abi, per rendere effettivamente comparabili, e dunque più trasparenti, i bilanci Csr. Il rischio da evitare è infatti, dicono i responsabili del progetto, che questi documenti, «per la troppa diversità nell’applicazione degli standard e l’eccessiva libertà interpretativa, diventino un puro esercizio autoreferenziale». Saranno creati degli «indici di rilevazione, con validità statistica a livello nazionale, che tengano conto anche di criteri  ambientali, sociali e di governance». Tra gli indicatori di tipo ambientale che in futuro potrebbero essere chiesti alle imprese da Istat ci sono per esempio la riduzione dei consumi di energia, gli investimenti per la tutela ambientale, le multe per il mancato rispetto di regolamenti di settore.

Ne abbiamo parlato con Chiara Mio, professore ordinario all’Università Ca’ Foscari di Venezia, delegato del rettore alla sostenibilità, ed esperta di reporting integrato, che ci tiene subito a fare una premessa: «La Csr non può restare un tema da specialisti, ma deve entrare tra le competenze core di tutti i professionisti, dagli architetti ai chimici, altrimenti non cambierà niente».

D) Dott.ssa Mio, come potrà diffondersi tra le imprese lo strumento de report integrato?

R) E’ importante che venga reso obbligatorio. Dovrebbe esserci una norma che obblighi le imprese a dare informazioni  chiare e precise su due aspetti chiave: le politiche del lavoro e quelle ambientali.

D)  Le aziende sono pronte ad affrontare la sfida?

R) Si tratta prima di tutto di un cambiamento culturale. Negli anni Settanta i bilanci erano di dieci righe, oggi sono tomi. In quest’ottica, il reporting integrato va visto come un’evoluzione della rendicontazione. È in discussione il modello di impresa, perché mentre il bilancio economico-finanziario si occupa del momento attuale, il bilancio di sostenibilità guarda al prima e al dopo. Di un capannone o un centro commerciale, per esempio, non bisogna solo guardare il tempo di recupero dell’investimento, ma anche l’impatto che quella costruzione ha sull’ambiente, visto che durerà per sempre.

D) Anche le Pmi, che in Italia sono la maggioranza, potranno impegnarsi per adottare questo nuovo tipo di rendicontazione?

R) Assolutamente sì, è falso che le Pmi sono escluse dalla Csr. La responsabilità sociale, anzi, è più vicina ai principi del piccolo, che decide sempre pensando anche alle ricadute delle proprie scelte sul territorio. Dal 2008 a oggi, le piccole aziende hanno espulso meno manodopera delle grandi, perché, mentre nei grandi gruppi c’è maggiore spersonalizzazione e distanza tra i vertici e i dipendenti, un piccolo imprenditore ci pensa due volte prima di licenziare un lavoratore di cui si fida e che ha formato. La valorizzazione delle persone quindi, che nelle Pmi è più facile e immediata, è il primo passo verso la Csr. Se le piccole imprese rimarranno fuori dal reporting integrato non avremo una società migliore.

D) Ha sottolineato più volte il rischio di un’autocelebrazione da parte dell’azienda, che può rendicontare solo sugli aspetti positivi, ignorando quelli più critici. Quale può essere la via d’uscita?

R) Le verifiche esterne, fatte da soggetti indipendenti. Servirebbe un organismo esterno che controlli le imprese in relazione alla Csr. Il punto è di nuovo rendere queste verifiche obbligatorie.

D) Quale sarà il peso del fattore ambientale sui reporting integrati e le pratiche di Csr delle aziende?

R) Molto grande. Si tratta di aspetti a cui il consumatore, che non va mai sottostimato, è molto attento. Pensi che in Gran Bretagna la catena di supermercati Sainsbury’s ha iniziato a commercializzare merendine su cui indica la Carbon Footprint. Così, i consumatori inglesi possono scegliere le merendine in base al valore di emissioni di CO2.

Veronica Ulivieri

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

A Chieri il 2° Festival Internazionale dei Beni Comuni

giugno 20, 2018

A Chieri il 2° Festival Internazionale dei Beni Comuni

Come dare nuova vita agli spazi dismessi delle città? Come riempire i vuoti urbani non solo attraverso una riqualificazione fisica ma anche culturale, sociale e ambientale? Quale futuro collettivo immaginare per le aree abbandonate? Come creare rete tra istituzioni e associazioni cittadine per intervenire in modo partecipato nei processi di riattivazione degli immobili inutilizzati, come [...]

Ubeeqo e ICS: la rivoluzione del microcarsharing per aziende e condomini

giugno 20, 2018

Ubeeqo e ICS: la rivoluzione del microcarsharing per aziende e condomini

Ubeeqo, gestore di car sharing parte di Europcar Mobility Group, si è qualificato come operatore certificato di car sharing al bando indetto da ICS Iniziativa Car Sharing, una Convenzione di Comuni e altri Enti locali, sostenuto dal Ministero dell’Ambiente. Obiettivo di ICS è quello di promuovere e sostenere la diffusione del car sharing come strumento di [...]

Ad Affi l’impianto eolico diventa un investimento per i cittadini

giugno 19, 2018

Ad Affi l’impianto eolico diventa un investimento per i cittadini

Le imprese e le famiglie residenti ad Affi, in provincia di Verona, potranno partecipare al finanziamento dell’impianto eolico, della potenza complessiva di 4 MW, realizzato dalla multiutility locale AGSM nel 2017. L’operazione replica uno schema già adottato con successo per il vicino impianto eolico di Rivoli Veronese realizzato dalla stessa società nel 2013, e prevede un’emissione di obbligazioni (“Affi [...]

“Mutui verdi”: tassi d’interesse più bassi per i “green building”

giugno 15, 2018

“Mutui verdi”: tassi d’interesse più bassi per i “green building”

La rete europea del World Green Building Council (WorldGBC) e le principali banche europee hanno lanciato ieri un nuovo schema pilota di mutui per l’efficienza energetica. Un segnale importante da parte degli investitori, che dimostra come “l’edilizia sostenibile” stia diventando un mercato chiave per la crescita dell’Europa. Lo schema pilota è finalizzato alla sperimentazione di [...]

“Microinquinanti emergenti”: il lato oscuro delle sostanze chimiche quotidiane

giugno 14, 2018

“Microinquinanti emergenti”: il lato oscuro delle sostanze chimiche quotidiane

Si sono conclusi con una tavola rotonda al Politecnico di Milano i due giorni di convegno promossi da Lombardy Energy Cleantech Cluster (LE2C) sul tema “Microinquinanti emergenti”, che ha visto un’ampia partecipazione di rappresentanti delle imprese, degli enti pubblici e dell’università, attirati da un tema di grande importanza, ma ancora poco noto al pubblico e poco trattato [...]

Il roadshow sulle rinnovabili di Elettricità Futura parte da Pescara

giugno 14, 2018

Il roadshow sulle rinnovabili di Elettricità Futura parte da Pescara

E’ partita da Pescara la prima tappa del roadshow “Le opportunità di sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore elettrico – Incontri con il territorio” organizzato da Elettricità Futura. Un’occasione di confronto tra istituzioni e aziende del settore elettrico con un particolare focus sullo sviluppo delle rinnovabili e le opportunità di finanziamento. Questa prima tappa, organizzata in [...]

“The Milk System”: Legambiente premia il documentario sulle storture della produzione del latte

giugno 6, 2018

“The Milk System”: Legambiente premia il documentario sulle storture della produzione del latte

Si è conclusa ieri, nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, la XXI edizione di Cinemambiente, il Festival internazionale di cinema e cultura ambientale organizzato a Torino dall’omonima associazione, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Legambiente, che con i propri educatori ambientali supporta Cinemambiente Junior, la sezione del Festival dedicata ai ragazzi, e che ogni anno assegna un riconoscimento [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende