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Rivoluzione a Roma: dal 3 agosto Fori Imperiali chiusi al traffico

Una rivoluzione copernicana per realizzare il più grande parco archeologico del mondo e liberare cittadini e turisti dal traffico soffocante che arriva fin sotto il Colosseo: dalle 5.30 del 3 agosto  l’area dei Fori Imperiali di Roma verrà pedonalizzata, così come aveva annunciato il nuovo sindaco di Roma, Ignazio Marino, in campagna elettorale.

Il cantiere in via Labicana – che con via di San Gregorio, via Cavour e via Merulana rappresenta la zona oggetto della rivoluzione – è partito il 13 luglio e porterà la chiusura totale del traffico privato (sono salvi mezzi pubblici e trasporto di emergenza) da largo Corrado Ricci a piazza del Colosseo. L’area, per diventare un parco archeologico, sarà soggetta poi a una riqualificazione.

La decisione, però, non ha mancato di alimentare polemiche su uno dei mali endemici della Capitale, ovvero il traffico. “A Roma si rischia più che nel resto d’Europa di ammalarsi e morire di cancro ai polmoni: la giunta Marino deve mettere subito in atto una nuova politica. Le ricette ci sono: nuove Ztl e pedonalizzazioni in tutta la città, a partire dai Fori imperiali estendendo il provvedimento a tutta la strada, nuova sosta tariffata progressiva e parcheggi di scambio, piano del trasporto pubblico e nuova rete tranviaria, spazi ciclabili e per bike sharing, car pooling e car sharing”. L’allarme, lanciato da Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, si basa sullo studio MEDparticles pubblicato da Lancet Oncology, per il quale a Roma il rischio di tumore ai polmoni è del 35% contro una media europea del 22%, a causa dei 10 microgrammi di PM10 in più ogni anno. Il lavoro dello studio MEDparticles  ha riguardato un totale di 9.105 tra uomini e donne, di età media 44 anni, seguite dai medici per un periodo di circa 6 anni, tra il 2003 e il 2010. Hanno sviluppato un cancro ai polmoni in 53. Le cause principali dell’innalzamento delle polveri sottili sono le emissioni dei motori a scoppio e gli impianti di riscaldamento. D’altronde, negli ultimi nove anni, un’analisi delle performance ambientali di Roma secondo gli ultimi Rapporti di Ecosistema Urbano, evidenzia che, per quanto riguarda le PM10, la situazione resta difficile nonostante i piccoli miglioramenti.

Legambiente, proprio in occasione della pedonalizzazione, ha messo in campo una squadra nazionale guidata da Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale. “L’area deve essere riconsegnata alla sostenibilità, alla pedonalizzazione perché tra le più importanti al mondo e solo da noi si è potuto trasformare il Colosseo in uno spartitraffico!”, commenta Gubbiotti. “L’area archeologica, unica al mondo, va riconsegnata alla dignità che gli spetta ma deve essere una pedonalizzazione vera e non una limitazione”.

Legambiente, con le associazioni dei ciclisti, presenterà una serie di indicazioni al sindaco Marino, che hanno già incontrato. “Va messa in campo una viabilità diversa per evitare che il traffico si concentri in altre zone della città, spostando, di fatto, il problema”. Insomma, ciò che chiede Legambiente è un piano di mobilità complessivo con il potenziamento dei mezzi pubblici per tutta la città, in base anche ai dati prodotti dallo studio MEDparticles: “A Roma un bambino su tre sotto i due anni soffre di malattie respiratorie e ha difficoltà nell’iniziare a parlare, sintomo che deriva dal troppo rumore in cui siamo immersi”.

Anche FIAB, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta chiede che il provvedimento della pedonalizzazione di Fori venga incrementato con altri interventi. “Avere un sindaco di una città come Roma che usa quotidianamente la bicicletta sia come mezzo di trasporto personale che per gli spostamenti ufficiali è qualcosa di importante – dice Marco Gemignani, vicepresidente nazionale Fiab – che apprezziamo molto. Ma forse proprio per questo, sul progetto di pedonalizzazione dei Fori Imperiali, i cui lavori stanno per iniziare, ci aspettavamo di più”. Gli amici della bici contestano il mancato coinvolgimento nello sviluppo del progetto, vale a dire “di coloro che ogni giorno usano la bicicletta per spostarsi a Roma da un capo all’altro e che in base alle loro competenze ed esperienze possono portare un apporto positivo”.

Anche dal punto di vista tecnico, però, per la Fiab qualcosa da ritoccare c’è. “Il progetto di chiusura al traffico di via dei Fori Imperiali prevede il senso unico su via Labicana verso via Merulana – spiega Gemignani – e l’introduzione del limite di velocità di 30 km/h. Va benissimo. Ma senza alcun elemento di moderazione del traffico, vale a dire di modifica della carreggiata tale da indurre gli automobilisti a rallentare la velocità e a guidare con più attenzione verso gli altri utenti non motorizzati l’uso promiscuo della strada non potrà avvenire in condizioni di sicurezza. Altrimenti è necessaria una pista ciclabile vera e propria”. Quindi, o si interviene per moderare la velocità degli automobilisti oppure si facciano delle piste ciclabili in entrambi i sensi di marcia: “Forse si è ancora in tempo per modificare il progetto? – si chiede Gemignani – Da un sindaco ciclista la Fiab si aspetta di sì”.

A chi proprio non va giù un provvedimento del genere sono commercianti e residenti, che si stanno organizzando per raccogliere firme: “Già è un caos così, figurarsi con la chiusura al traffico dei Fori Imperiali. Questa è un’arteria fondamentale per la città e non può essere soggetta a limitazioni di questo tipo”, commenta Umberto Nardinocchi, presidente del comitato di via Cavour e dei rioni Monti ed Esquilino. Sempre all’Esquilino l’associazione dei negozianti è sul piede di guerra: annunciano una causa nei confronti del Comune di Roma perché, sostengono, in due settimane di lavori hanno perso l’80% dei clienti. A loro risponde ancora Gubbiotti di Legambiente: “Fa fede quello che accadde con la pedonalizzazione di Piazza di Spagna: i commercianti fecero ricorso e dopo due anni vinsero. Chiesero però di lasciare l’area pedonalizzata: è chiaro che un provvedimento come questo aiuti il commercio”.

Marta Rossi

 

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