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Salute pubblica e infrastrutture, appello di ISDE al governo: “Oggi Asl e Arpa arrivano a scelte fatte”

maggio 15, 2014 Nazionali, Non-Profit, Politiche, Pratiche

E’ la cosa più preziosa che abbiamo, il bene che spesso i cittadini mettono al primo posto nella loro scala dei valori, il movente di molte mobilitazioni e battaglie ambientali. Troppo spesso la salute non viene considerata quando si parla di progetti pubblici, con il risultato, spiega Maria Grazia Petronio, vice presidente dell’Associazione dei Medici per l’Ambiente (ISDE), che “si finisce per fare come a Taranto, dove ormai non resta che valutare i danni”. L’idea è invece quella di considerare gli impatti sull’ambiente e, di conseguenza, sulla salute dei cittadini, di pari passo con la progettazione di un’infrastruttura o una grande opera, oppure nei processi di pianificazione urbana e territoriale. La proposta dell’ISDE sembra fin troppo logica, ma presuppone un cambio di approccio, perché finora quasi mai è stato così. Per questo domani, in un seminario organizzato in collaborazione con l’ENEA (“Salute, urbanistica e mobilità. Dai principi condivisi alle azioni“, presso la Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Piazza Cola di Rienzo 80/A, ore 10,15), l’associazione chiederà al governo di accogliere le loro proposte e iniziare a integrarle nelle prossime attività di pianificazione che abbiano ricadute sull’ambiente.

D) Dott.ssa Petronio, come nasce questo appello che farete ai ministri dell’Ambiente, della Salute e delle Infrastrutture e dei Trasporti?

R) ISDE ha promosso l’anno scorso la costituzione di una rete di più di 30 esperti provenienti da mondi diversi – università, enti pubblici e di ricerca, società scientifiche, associazioni – per redigere dei documenti tematici presentati ad ottobre alle Giornate Mediche dell’Ambiente 2013. I papers riguardano i temi dell’urbanistica e della mobilità sostenibile. La nostra idea, adesso, è andare al di là dei documenti e cercare di attuare concretamente i risultati delle nostre analisi. Partendo da una considerazione: la valutazione ambientale è importantissima nella progettazione e pianificazione pubblica e deve essere considerata fin dall’inizio.

D) Può spiegarci meglio cosa intende?

R) Spesso gli enti affidano a terzi la redazione della documentazione per le valutazioni strategiche e d’impatto ambientale relative alle attività di progettazione urbanistica o ai piani. Asl e Arpa sono coinvolte nella fase finale – così come pure la popolazione – quando le scelte sono già state fatte. Noi vorremmo invece redigere delle linee guida per la valutazione ambientale e sanitaria nelle procedure di valutazione strategica e ambientale, in modo che l’amministratore che si trovi ad avere a che fare con la realizzazione di un piano, di una pianificazione urbanistica o di un’opera si faccia da subito delle domande riguardo agli impatti sulla salute pubblica. Si dovrà chiedere per esempio come varierà l’esposizione all’inquinamento atmosferico, se ci saranno effetti in termini di inquinamento acustico, se il nuovo progetto permetterà alle persone di usare meno l’auto, etc. Si tratta cioè di fare delle valutazioni preventive, per non finire come a Taranto, dove ormai non resta che valutare i danni

D) Qual è il messaggio che lancerete domani al governo?

R) Abbiamo contattato i ministeri delle Infrastrutture, dell’Ambiente e della Salute, mettendo a disposizione gratuitamente le competenze dei professionisti che compongono la nostra rete. Domani saranno presenti i funzionari dei tre dicasteri che hanno già manifestato interesse ad ascoltare le nostre proposte. Si tratta anche di un discorso di coerenza e buon uso delle risorse: oggi per esempio si spendono molti soldi per le Pubblicità Progresso, ma come chiedere ai cittadini di camminare di più se poi non si interviene a livello urbanistico per rendere le città più vivibili per ciclisti e pedoni? Per cambiare gli stili di vita, e dunque incidere sulla salute pubblica, servono le politiche.

D) Prima faceva riferimento alle scarse possibilità per i cittadini di partecipare ai processi di pianificazione e progettazione pubblici. Eppure spesso c’è in ballo la salute, un tema su cui i cittadini sono sempre più sensibili. Cos’è che non va nel sistema attuale?

R) Penso che prima di tutto serva una semplificazione del linguaggio, in modo che tutti possano capire cosa c’è realmente dentro un piano urbanistico. Serve anche uno snellimento di questi documenti, che oggi sono lunghi centinaia di pagine, e quindi difficilmente leggibili per intero. Sono poi necessarie nuove procedure che favoriscano la collaborazione degli enti territoriali e la partecipazione dei cittadini fin dall’inizio, volendo anche attraverso un disegno di legge.

D) Perché siete partiti dai temi dell’urbanistica e della mobilità e quali sono le vostre principali proposte?

R) Pensiamo che la progettazione urbana sia un po’ alla base di tutto: le città continuano a svilupparsi senza criteri precisi, e il cosiddetto “vantaggio urbano”, derivante cioè dal vivere in città, in queste condizioni non è più garantito, come ci dice l’OMS. In tema di urbanistica, è centrale il principio di prevenzione. In questo ambito, ci sono molte esperienze positive come i regolamenti per l’edilizia sostenibile: da quello toscano in adozione in alcuni comuni delle province di Pisa e Firenze e nella provincia di Grosseto, a quello del Politecnico e dell’ASL di Milano. Vogliamo anche evidenziare l’importanza di un incremento del verde e della riduzione del consumo di suolo per combattere il fenomeno delle isole di calore – uno dei principali elementi di malessere e stress per le persone – e dei cambiamenti climatici. Inoltre, pensiamo sia necessario puntare sulla diffusione delle energie rinnovabili e sull’autosufficienza energetica delle città, sul modello di Friburgo. La città tedesca rappresenta un buon esempio anche dal punto di vista della mobilità: qui le strade sono ciclabili e pedonali, e sono le auto ad avere delle piste carrabili.

Di questi temi il presidente ISDE, Roberto Romizi e altri esperti parleranno, il 22 e 23 maggio 2014, a Torino, in occasione del 4° Workshop Nazionale IMAGE dedicato al tema “Medicina ambientale e salute: verso la smart heatlh”.

#worhshopimage2014

Veronica Ulivieri

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