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Turismo sostenibile: storia di un fenomeno da 10 miliardi

agosto 24, 2011 Aziende, Idee, Pratiche

Il turismo ambientale, anche detto turismo ecosostenibile, rappresenta una delle nuove tendenze italiane. Finalmente anche il popolo del Bel Paese sta scoprendo questa modalità più rispettosa di trascorrere le proprie vacanze ed insegue il trend già in atto, da alcuni anni, negli altri paesi europei, in particolare Germania e Austria, particolarmente sensibili alle problematiche ambientali.

La Coldiretti stima che questa tendenza “green” sia in crescita, nel 2011, del 3%, per un totale di turisti ecosostenibili pari a quasi il 12% dei vacanzieri, con un valore di 10 miliardi di euro annui.

La definizione di ecoturismo, coniata nel 2002 durante il Summit Mondiale dell’Ecoturismo tenutosi nel Quebec, in Canada, vede il superamento dell’originario concetto di viaggio dedicato alle aree naturali incontaminate al fine di studiarne fauna, flora e manifestazioni culturali, per allargarne il significato anche al riguardo della zona di destinazione ed al suo sviluppo economico rispettoso dell’ambiente.

In quest’ottica l’ecoturismo si pone come obiettivo lo sviluppo economico locale sostenibile, una gestione razionale delle risorse per minimizzare l’impatto ambientale e una valorizzazione biocentrica e non antropocentrica delle risorse naturali; per richiamare la definizione dell’Associazione Ecoturismo Italia esso è “un modo di viaggiare responsabile in aree naturali, conservando l’ambiente in cui la comunità locale ospitante è direttamente coinvolta nel suo sviluppo e nella sua gestione ed in cui la maggior parte dei suoi benefici restano ad essa”.

Questo impegno ambientalista e sociale viene riconosciuto a livello comunitario dai premi Eden - European Destination of Exellence, indetti dall’Unione Europea nel 2006, finalizzati a premiare le località turistiche che più si impegnano e si contraddistinguono nei termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

A livello istituzionale, anche in Italia si registra un crescente impegno a promuovere questa tipologia di vacanza attraverso iniziative come la Parchi card, una tessera gratuita distribuita dalle Regioni per agevolare servizi per i turisti che rivolgono la loro attenzione alle aree protette. Oppure la Guida ai Servizi, un progetto istituito nel 2006 dal Ministero della Solidarietà Sociale (oggi del Welfare) al fine di fornire informazioni sulle aree protette e sulle facilitazioni per i possessori della card.

Questa forma di turismo richiede infatti, sempre, una buona progettazione a monte: sia che si decida di rivolgersi ad un’agenzia specializzata, sia che si opti per il fai da te, il momento preliminare è dato dalla componente programmatica. Si può scegliere di affidarsi ad un’agenzia affiliata all’Associazione Italiana per il Turismo Responsabile oppure scegliere strutture che hanno conseguito l’Ecolabel, la certificazione dedicata alle strutture che sono in grado di soddisfare principi di ecosostenibilità. O ancora seguire le segnalazioni di Legambiente Turismo. Tutti questi criteri riguardano il contenimento delle varie tipologie di inquinamento, un corretto comportamento riguardo alla differenziazione dei rifiuti, una riduzione degli sprechi energetici, la proposta di alimenti sani di produzione biologica o locale e la salvaguardia della biodiversità delle aree limitrofe. Chi predilige la ricezione in una struttura alberghiera può scegliere la formula dell’albergo diffuso ovvero un vero e proprio hotel che distribuisca la sua struttura in componenti distinte già esistenti, in modo da limitare al massimo l’impatto ambientale recuperando l’esistente. Ma rientrano nella definizione di strutture ecosostenibili anche le fattorie didattiche e le oasi del WWf.

Un’interessante iniziativa vede la regione Sicilia in primo piano: alcune decine di volontari denominati rangers, a Bronte offrono il loro lavoro part time per garantire la sicurezza e la tutela dell’ambiente tramite la divulgazione dei concetti di salvaguardia ambientale e protezione degli animali, così da attuare una diffusa sensibilizzazione delle Istituzioni e dei cittadini. I rangers organizzano escursioni nel Parco dell’Etna con guide autorizzate e promuovono il lavoro in Sicilia tramite l’inserimento dei giovani in occupazioni riferite alla creazione di mercatini a chilometri zero di prodotti provenienti da coltivatori ed allevatori locali.

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