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Tutti al verde!

ottobre 14, 2009 Idee, Non-Profit, Pratiche

DirectorUn motto che suona come una minaccia ma che vuole invece evidenziare le enormi potenzialità di una svolta green nel campo dell’economia e l’ampliamento di un settore finora di nicchia quale gli eco-lavori.

Sull’onda dell’insediamento alla Casa Bianca di Barack Obama e dell’attenzione che il presidente pone nei confronti dei problemi ambientali e della necessità di un’economia più ecologicamente orientata, Fast Company, rivista americana specializzata nel monitorare le tendenze economiche e sociali del mercato, ha stilato un elenco delle professioni che, per i prossimi dieci anni, avranno maggiori prospettive di sviluppo.

Il risultato è un decalogo totalmente green: giovani agricoltori, esperti in tecniche forestali, installatori di impianti solari, ingegneri e architetti esperti di pianificazione territoriale e urbana sostenibile, sviluppatori di sistemi sostenibili, esperti in riciclaggio, biologi della conservazione, tecnici esperti di efficienza energetica e di energia eolica. Questi i mestieri che potranno assicurare un futuro ai giovani americani.

Green Jobs: Towards decent work in a sustainable, low-carbon world” (“Mestieri verdi. Verso lavori dignitosi in un mondo sostenibile a basse emissioni di CO2″) è il dettagliatissimo rapporto, commissionato e finanziato dall’UNEP (United Nations Environment Programme) insieme a ILO (International Labour Organization), IOE (International Organization of Employers) e ITUC (International Trade Union Confederations) che dimostra che «gli sforzi per affrontare il cambiamento climatico potrebbero comportare la creazione di milioni di nuovi posti di lavoro “verdi” nei prossimi decenni. Il mutamento dei modelli di occupazione e gli investimenti derivanti dagli sforzi volti a ridurre il cambiamento climatico ed i suoi effetti stanno già generando nuovi posti di lavoro in molti settori ed economie, e potrebbero crearne milioni in più sia nei Paesi sviluppati che nei paesi in via di sviluppo»

Abbiamo rivolto al direttore dell’ILO, François Eyraud, alcune domande sui risultati di questa ricerca che, in tempi di crisi, sembrano mostrare nuovi e interessanti scenari per chi si avvicina al mondo del lavoro o deve indirizzare i propri studi.

D)    Il rapporto “Green Jobs” ci descrive una futura modalità di lavoro eco-orientato. Quali saranno i settori principalmente coinvolti e le figure più richieste?

R) I settori a più elevato potenziale includono le energie rinnovabili, il riciclaggio di rifiuti industriali, i trasporti pubblici, il settore delle costruzioni, l’agricoltura organica e il settore forestale. I profili e le competenze richieste sono diversi, a diversi livelli di specializzazione: eco-managers, certificatori, artigiani ed altri. Ciò che va notato è che gli investimenti di riqualificazione nei settori citati sono in crescita, cosi come la richiesta  di capacità  tecniche e di gestione da sviluppare – o adattare – attraverso programmi di formazione mirati. A questo riguardo il Centro Internazionale di Formazione dell’ILO di Torino propone diverse attività di formazione legate ai lavori “verdi”, dai corsi introduttivi a moduli più specifici su temi come l’adattamento ai cambiamenti climatici o il “green procurement”.

D) Quali sono attualmente i paesi maggiormente green oriented?

R) Non è semplice stilare una classifica in questo senso, tenendo presente che a livello internazionale vengono utilizzati diversi indicatori. I due sistemi più diffusi sono l’ Environmental Sustainability Index  (ESI) e il più recente Environmental Performance Index (EPI). L’indice EPI permette di misurare e classificare la performance dei governi nazionali in merito alle loro scelte di politica ambientale (http://epi.yale.edu/Home). Può essere interessante notare che, nel 2008, la lista dei dieci principali donatori del United Nations Environment Programme (UNEP) includeva (in ordine decrescente): Olanda, Italia, Gran Bretagna, Germania, Stai Uniti d’America, Spagna, Francia Finlandia, Svezia, Svizzera. In Italia, secondo alcuni recenti rapporti (Cnr, Eurispes, Greenpeace e altri), i lavori verdi sono aumentati nel corso dell’ultimo decennio e ci sono opportunità  per consolidare ed espandere questa tendenza. Questo sembra anche confortato dal fatto che le attuali indicazioni di politica economica intravedono, negli investimenti eco-compatibili, fattori di spinta per uscire dalla crisi economica e per la ripresa. Non si può parlare per il momento di una vera e propria riconversione del mercato del lavoro nella direzione dell’eco-lavoro, ma nel frattempo aumentano le esperienze, le possibilità  per specializzarsi ed anche i portali dedicati al lavoro verde, sia a livello nazionale che regionale.

L’ILO, in seguito al successo ottenuto con la prima edizione di  “Lavori verdi: collegare ambiente, cambiamenti climatici e mondo del lavoro”, ha deciso di replicare con un workshop, a Torino dal 19 al 23 ottobre 2009, in cui 30 decision makers da tutto il mondo saranno formati in materia di impiego e aspetti sociali del cambiamento climatico.

Se l’America  si muove rapidamente verso la green economy, Europa e Italia non stanno dunque a guardare. Nell’ultimo rapporto pubblicato da WWF International, “Low carbon jobs for Europe”, si afferma che in Europa le attività economiche “verdi” stanno superando di gran lunga le attività industriali inquinanti in termini di posti di lavoro: 3,4 milioni sono i posti di lavoro a livello UE direttamente legati alle energie rinnovabili, alla mobilità sostenibile e a beni e servizi per l’efficienza energetica, contro i 2,8 milioni generati invece da settori come quello dell’energia tradizionale, del gas, del cemento, dell’industria del ferro e dell’acciaio e delle attività estrattive. Al primo posto nella classifica delle professioni verdi, nel rapporto del WWF, ci sono Germania, Spagna e Danimarca per l’eolico e per l’energia solare. L’Italia purtroppo, in questo ambito, risulta ancora fanalino di coda dell’Europa con soltanto 1.700 posti di lavoro nel solare fotovoltaico – contro i 42mila della Germania e i 26.800 della Spagna – e 3.000 nel solare termico, contro i 17.400 della Germania. E pensare che siamo noti all’estero per “O sole mio”.

Elena Marcon

Info:

Newscientistjobs: Il sito della rivista “New Scientist” propone una sezione sulla ricerca del lavoro dei laureati. Contiene anche una banca dati con offerte di lavoro suddivisa per UK-Europe, Canada e Australasia.

Nature.com: Migliaia di offerte nella sezione “naturejobs”. Le posizioni vanno da Professor, Graduate e Tecnician fino a Postdoc e Manager. Tra le località di lavoro maggiormente rappresentate si trovano Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Londra e New York.

Aleo Solar AG: Società tedesca che produce impianti fotovoltaici. Sul sito (con pagine in italiano) pubblica offerte di lavoro in Germania, Francia, Spagna, Italia e altri Paesi.

Infojobs: ha realizzato insieme alla testata giornalistica TimeStars il progetto Green-job.it, portale dedicato alle offerte di lavoro nel settore della green economy.

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