Home » Aziende »Normative »Pratiche »Prodotti » Barilla: lavoriamo per una sostenibilità di massa:

Barilla: lavoriamo per una sostenibilità di massa

novembre 29, 2012 Aziende, Normative, Pratiche, Prodotti

Libero, pulito, sostenibile. Il cibo è, spesso, tutto questo, quando potrebbe semplicemente essere biologico. Ma perché il bio, ancora sul nascere della sua corsa e crescita, inizia a patire il “fuoco amico”? E’ perché suscita invidie e “sindrome della volpe e l’uva”, o perché il disciplinare è migliorabile e troppo burocratico, la certificazione troppo costosa, gli imprenditori italiani troppo insofferenti alle regole, le rese troppo basse? Ce lo siamo chiesti ripetutamente, nelle ultime settimane, da quando Greenews.info ha iniziato un’inchiesta e avviato un dibattito, tra gli operatori del settore, su “biologico e dintorni”, in cui abbiamo registrato, ad oggi, le posizioni di Federbio, Slow Food, AIAB, CCPB, Città del Bio e del “convitato di pietra”, il patron di Eataly, Oscar Farinetti, citato (e temuto, amato o odiato) da tutti per la sua “potenza di fuoco” economica, ma di cui non ci è stata ancora data la possibilità di raccogliere la testimonianza diretta. Al centro il fenomeno che abbiamo definito dell’“inquinamento verbale” entro gli stessi confini della green economy, che genera, a nostro avviso, una certa confusione nel consumatore, con termini che non significano nulla di chiaro né verificabile.

A riflettere su questi temi abbiamo chiamato, questa volta, Luca Fernando Ruini, Responsabile Sicurezza, Ambiente, Energia di Barilla, intervistato ieri a Milano, in occasione del quarto forum internazionale del BCFN, il Barilla Center for Food and Nutrition. “Ho cominciato nel 1995 a occuparmi di ambiente in azienda, ma l’industria agroalimentare e agroindustriale si è occupata di sostenibilità tardi, se pensiamo che la prima Giornata Europea dedicata alla sostenibilità legata al mondo agroalimentare è stata organizzata nel 1999. Prima di allora non si parlava affatto di questi temi. Paradossale, se si riflette come oggi le scelte alimentari combattano e influenzino i cambiamenti climatici. Il fatto che io possa decidere di mangiare di più o di meno alcuni alimenti incide e riduce anche di un terzo l’impatto ambientale”, afferma Ruini.

“Parlerei comunque di agricoltura sostenibile – insiste il managar Barilla – Abbiamo iniziato a parlare di agricoltura sostenibile quando abbiamo iniziato a ragionare in termini di ciclo di vita del prodotto. Ma abbiamo iniziato a parlare di sostenibilità anche quando abbiamo scelto di farci affiancare da esperti agronomi. Così oggi la ricerca trova applicazione concreta in tutti i passaggi della filiera: dalle materie prime alla produzione, dal confezionamento alla distribuzione. Il raggiungimento di un’agricoltura più sostenibile avviene grazie alla graduale adozione di modelli agricoli in grado di: produrre cibo sano e di buona qualità; essere ‘in equilibrio’ rispetto all’ambiente naturale; sostenere l’impatto dei cambiamenti climatici; evolversi in armonia con i contesti sociali dei quali devono contribuire a sostenere lo sviluppo. Insomma oggi l’obiettivo è ottenere colture corrette, con meno fertilizzanti e più nutrimento. In questo modo si riducono i costi e l’impatto ambientale del 30%.”

“E’ partito così, valutando i parametri economici, produttivi, agronomici, ambientali e di sicurezza alimentare – prosegue Ruini – il nostro progetto multidisciplinare, che vuole identificare, per il frumento duro, i sistemi agricoli sostenibili nelle singole aree, con l’obiettivo di innalzare sia la qualità che la quantità della materia prima; ma che vuole anche validare, sul campo, i vari sistemi colturali individuati nei diversi territori di produzione nazionali”.

Il punto, facciamo però presente, è che, secondo la normativa europea e italiana, l’agricoltura biologica è l’unica forma certa (e certificata) di agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale. “No, non la penso assolutamente così”, replica Ruini. “Esistono tante tipologie di agricoltura: biologica, appunto, industriale, OGM. In mezzo c’è l’agricoltura che cerca di ridurre la chimica per poter ottimizzare i risultati e adattarsi al territorio. Perché, bisogna dirlo, l’agricoltura biologica ha rese basse. Noi dobbiamo puntare ad una agricoltura sana per tutti, fatta da chi ha competenze vere. Nulla c’entra il mal sopportare il fatto di assoggettarsi alle procedure di controllo, né ci spaventano i test e le garanzie per i consumatori. Noi agiamo per rendere la sostenibilità di massa”.

Il forum Barilla ha tirato in causa, a questo riguardo, anche la competizione con i biocarburanti “di prima generazione”. Oltre il 6% dei cereali prodotti nel mondo – secondo i dati OECD/FAO del 2011 – diventa infatti biocarburante. E nel 2020 le derrate alimentari destinate a produzione agroenergetica saranno oltre il 7%. ”Un paradosso del nostro tempo che non possiamo piu’ permetterci se 868 milioni di persone non hanno cibo”, ha detto Riccardo Valentini, membro del panel intergovernativo sul cambiamento climatico IPCC e oggi advisor del Barilla Center for Food and Nutrition. ”La produzione di biofuel - ha aggiunto - e’ un’idea vecchia, con un beneficio reale molto inferiore rispetto alle attese. Oggi sappiamo che l’efficienza energetica e’ del 10%, quando va bene arriva al 20%. L’idea quindi di risolvere la questione dell’autosufficienza energetica negli Stati Uniti e in Europa attraverso le agroenergie non esiste più.. Proporre questo modello di sviluppo oggi all’Africa sarebbe come vender loro una automobile scassata”. “Interessante, piuttosto, e’ il riciclo dei rifiuti, un modo intelligente per non sprecare quanto già sprecato”, conclude Valentini.

Francesca Fradelloni

Chi volesse intervenire in rete nel dibattito su “biologico e dintorni” sollevato da Greenews.info può farlo nella nostra pagina Facebook o su Twitter, con l’hashtag #bioedintorni.

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Come diventare eco-istruttori di windsurf. Il nuovo corso AICS

maggio 21, 2018

Come diventare eco-istruttori di windsurf. Il nuovo corso AICS

Si chiamano eco-istruttori di sport da tavola e rappresentano l’ultima frontiera dell’unione tra sport professionale, ambiente e alimentazione. Nella pratica, i corsi di formazione oltre a prevedere temi rigorosamente didattici per lo svolgimento dell’insegnamento sportivo, includeranno elementi di cultura ambientale ed alimentare. Sono quindi riservati a chi vuole fare del brevetto di istruttore di surf [...]

Il MAcA di Torino inaugura il nuovo “guscio” per le mostre sui temi ambientali

maggio 18, 2018

Il MAcA di Torino inaugura il nuovo “guscio” per le mostre sui temi ambientali

Il Museo A come Ambiente – MAcA di Torino ha inaugurato, il 16 maggio, il Padiglione Guscio, la nuova area del Museo destinata ad accogliere le mostre temporanee e le iniziative pensate per il grande pubblico. Progettato dall’architetto Agostino Magnaghi, il “Guscio” è una struttura a quarto di cilindro che occupa un’area di 245 mq [...]

“Aree interne”: come contrastare spopolamento e carenza di servizi?

maggio 16, 2018

“Aree interne”: come contrastare spopolamento e carenza di servizi?

La comunità delle “aree interne”, di cui fanno parte più di mille Comuni in tutta Italia, ha scelto quest’anno la Val Maira per il proprio incontro annuale. Ad Acceglio (CN), il 17 e 18 maggio, sono infatti attese circa duecento persone, per discutere insieme l’avanzamento nell’attuazione della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), che la [...]

“Green Apple Days”: GBC Italia entra nelle scuole per parlare di sostenibilità ambientale

maggio 15, 2018

“Green Apple Days”: GBC Italia entra nelle scuole per parlare di sostenibilità ambientale

Anche quest’anno GBC Italia, il Green Building Council di Rovereto, ritorna nelle scuola italiane con Green Apple Days of Service, un’iniziativa lanciata, in origine, negli USA da USGBC per approfondire i temi della sostenibilità, con attività e workshop volti ad educare bambini e ragazzi al rispetto della natura e al risparmio delle risorse naturali. Con più di 700 milioni [...]

Kloters lancia RepAir, la t-shirt che cattura l’inquinamento

maggio 14, 2018

Kloters lancia RepAir, la t-shirt che cattura l’inquinamento

Ogni anno nel mondo si vendono miliardi di t-shirt. Cosa succederebbe se tra queste ne esistesse una in grado di pulire l’aria? Se lo è chiesto Kloters, start up di moda maschile, 100% made in Italy. La risposta è RepAir, una maglia genderless in cotone, prodotta interamente in Italia, che pulisce l’aria utilizzando un inserto [...]

ADSI: accordo a quattro per la tutela dei beni artistici e architettonici italiani

maggio 14, 2018

ADSI: accordo a quattro per la tutela dei beni artistici e architettonici italiani

ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane ha annunciato oggi di aver siglato accordi di partnership con tre importanti aziende italiane, a diverso titolo impegnate nella salvaguardia del patrimonio culturale del nostro Paese: Mapei, Repower e Urban Vision. Obiettivo delle partnership è promuovere iniziative comuni che contribuiscano a diffondere la consapevolezza e le competenze necessarie a proteggere e tutelare i beni [...]

“I Venti Buoni”: al mercato Testaccio di Roma api e scoperte scientifiche

maggio 7, 2018

“I Venti Buoni”: al mercato Testaccio di Roma api e scoperte scientifiche

Inaugurata al mercato Testaccio di Roma l’istallazione fotografica “I Venti Buoni” che vede come protagoniste 20 arnie scelte per rappresentare alcuni dei più importanti scienziati della storia. Dal padre del metodo scientifico Galileo Galilei fino al recentemente scomparso Stephen Hawking, passando dalle pionieristiche scoperte di Marie Curie (unica donna ad aver vinto due premi Nobel) [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende