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Consigli per eco-mamme, quarta puntata: prodotti per la pelle

Con la quarta puntata dei “consigli per eco-mamme“, si avvia verso la conclusione il viaggio della nostra corrispondente (e mamma) Cristina Gentile tra i prodotti e i servizi per l’infanzia. Il tema di oggi è: i prodotti per la pelle.

La differenza è che in questa crema c’è più pantenolo che in quest’altra?”. Sfoggiando una disinvoltura di facciata, mentre pensiamo “Che sarà mai il pantenolo?” resistiamo imperterrite davanti al farmacista prodigo di prodotti. Come orientarsi davanti a un orizzonte inesplorato? Il pannolino provoca arrossamenti fastidiosi anche al più lindo dei sederini, ma con quale criterio valutare creme e detergenti? La scelta è veramente ampia, ma alcuni punti fermi, in linea con uno stile di vita sostenibile, si possono ben individuare.

La normativa italiana sui prodotti cosmetici, aggiornata negli ultimi trent’anni sulla scorta della disciplina europea (come il recente Regolamento), individua sostanze vietate, recepisce limitazioni e obblighi di etichettatura ed informazione, con procedimenti di controllo in capo a organismi scientifici europei. Al bando conservanti e coloranti, anche se con centellinate eccezioni, come pure sono vietate le sostanze classificabili come cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione (Cmr) – per lo più di sostanze derivate dal petrolio.

L’esperienza insegna che un buon prodotto deve riportare “acqua” – di cui l’organismo è in gran parte formato – in cima o ai primi posti della sua lista ingredienti. Questi, infatti, sono in ordine decrescente, per cui i primi sono in percentuale maggiore nel composto rispetto ai successivi. E’ importante che non siano citati profumi, ed è preferibile che gli ingredienti naturali non siano semplici estratti, dal potere affievolito, ma compaiano come oli essenziali. Sono diversi i processi estrattivi dalla pianta, per cui gli oli, ottenuti per macerazione, restano più concentrati ed efficaci. In ogni caso, l’etichetta dovrebbe recare la percentuale di essenza naturale presente (una calendula al 10%, ad esempio) per cui si potrà preferire il prodotto che ne ottimizzi la quantità.

Nel packaging, purtroppo, non si riscontrano attenzioni particolari per l’ambiente: superflui imballaggi in cartone non mancano mai, salvo nelle creme autoprodotte di farmacia, e i tubetti  spesso non recano indicazioni per lo smaltimento differenziato, per cui non è agevole distinguere la destinazione giusta. Un tubetto in plastica dall’interno metallizzato, per esempio, va nella plastica, nell’alluminio o nella raccolta indifferenziata? In mancanza di indicazioni chiare da parte dell’azienda locale dei rifiuti, ci arrendiamo all’indifferenziato, non senza sensi di colpa.

Il prezzo del prodotto si rivela in certi casi un indicatore abbastanza attendibile delle sue qualità intrinseche e dell’eticità aziendale verso materie prime e ambiente. Ma non occorre spendere una fortuna per il bene del bebè e del pianeta: fermo restando una sensibilità soggettiva da valutare caso per caso, anche una crema di media fascia di prezzo si rivela idonea allo scopo e può essere eco-friendly. Alcuni esempi concreti: al cambio del pannolino, il Bepanthenol della Bayer di consistenza setosa – contiene anche lanolina – senza conservanti, si rivela più spalmabile di altre creme e risolutivo degli arrossamenti più critici laddove altre, pur valide, falliscono. Prezzo: sui 12 euro il tubo, a fronte di composti comparabili che variano dai 5 ai 10 euro, ottimi comunque per “l’ordinaria manutenzione” (creme Fissan, Fissan Alta Protezione, Triderm-Bionike).

Tra gli ingredienti più comuni nelle creme anti-arrossamenti si trovano ossido di zinco, calendula, aloe, lanolina e vitamina E. Per creme, naturali e no, e rimedi omeopatici ci siamo forniti presso farmacie, parafarmacie, erboristerie o supermercati, rilevando scarti di prezzo da un canale ad un altro.

Tra i rimedi naturali più consolidati, la classica calendula (Boiron, per citarne una), ultralenitiva e ottima su irritazioni, piccole piaghe e scottature, e l’arnica, per i traumi e le cadute. Di crema alla lanolina abbiamo sperimentato la Purelan di Medela, dalla consistenza grassa e potere lenitivo elevatissimo. E’ invece pura vitamina E al 100%, ottima anche per le neomamme impegnate con l’allattamento, il Vea Olio, prodotto dall’italiana Hulka srl di Rovigo, che vanta prodotti “senza profumi, senza conservanti e testati per il nichel e per il glutine”. Vea Olio merita davvero, ma 20 ml costano sui 13 euro.

Altro marchio consigliabile è quello del gruppo svizzero Weleda: i suoi oli per il massaggio neonatale, o il bagnodoccia alla calendula o le tisane, sono solo alcuni dei tanti prodotti del tutto naturali e non testati su animali. Inoltre Weleda si presenta come la prima azienda di cosmesi naturale italiana attenta alla responsabilità sociale, con certificazione SA8000.

Ma si trovano ottimi prodotti anche fra marchi meno noti: l’olio attivo alla vitamina E “Abbraccio” di BioDermica, distribuito dall’italiana Naturetica, oltre la certificazione bio per gli ingredienti, specifica in etichetta l’assenza di conservanti, profumi sintetici, paraffine e derivati dal petriolo,  quindi già in linea con le più avanzate normative. Il prodotto è inoltre nickel tested e non testato su animali. Identiche caratteristiche sono presenti nella linea Humana, in uso anche presso gli ospedali: in particolare, l’olio per rimuovere la crosta lattea è delicato e nutritivo.

Con l’estate, inoltre, i pediatri consigliano prudenza: mai esporre al sole la pelle delicatissima degli infanti senza protezione, anche in città o per brevi passeggiate. Raccomandate in farmacia e sanitarie le creme di protezione solare Avène, con una apposita linea baby di fattore 50, dal costo attorno ai 20-22 euro per i 100 ml. Accanto a queste, solitamente, a scaffale sono posti i prodotti Triderm – Bionike, di pari qualità e prezzo simile. Contro il prurito da punture di zanzare, Ledum Complex della Homeopharm è un prodotto omeopatico consigliato sia da pediatri che da farmacisti.

Per il bagno del bambino, infine, le buste di polvere Aveeno all’avena colloidale ed olii emollienti sono tra i prodotti più delicati e indicati, ma si rivelano  altrettanto validi i bagnidoccia Aveeno Dermo-Oil, senza parabeni, Chicco, il babywash Weleda e quello Euphidra all’olio di riso e lipidi. Caratteristica comune a molti detergenti: gli amidi, di riso o avena, e l’aloe. Anche per questo tipo di prodotti è sempre meglio evitare che contengano profumazioni: l’alcol secca la pelle e ne risulterebbe compromesso il potere idratante.

Capitolo parabeni, infine: esistono in natura, ma nella cosmesi sono di origine sintetica e sono usati come conservanti per le proprietà funghicide e battericide. Però recenti dibattuti e studi ne mettono in relazione la loro presenza con lo sviluppo di patologie cancerogene. Il dato non è pacifico, ma nel dubbio, in base al “principio di precauzione”, meglio orientarsi verso prodotti che ne sono privi. Se ne trovano ormai di tante linee.

Una preoccupazione che può non sfiorarci è il tempo di conservazione di creme e detergenti: sebbene solitamente sia indicato con il simbolo della scatola aperta e il numero di mesi entro cui il prodotto va consumato (generalmente 12), non temete, il piccino finirà tutto fin troppo presto!

Cristina Gentile

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