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Detergenti e inquinamento indoor: la linea You alla prova della GDO

luglio 14, 2016 Prodotti, Prodotti

Monossido di carbonio, idrocarburi policiclici aromatici, tetracloroetilene, benzene, naftalene, formaldeide. Sostanze tossicheeppure spesso presenti nelle nostre case. Tanto chel’inquinamento indoor è al terzo posto, su scala mondiale, tra i fattori di rischio per la salute.

In “Aria da morire” (del 2013, ma è in preparazione una revisione aggiornata) il Prof. Pier Mannuccio Mannucci con la giornalista Margherita Fronte fa il punto sulle ricerche relative all’inquinamento domestico. Un inconsueto punto di vista, rispetto ai tanti dati disponibili sull’inquinamento ambientale, nato dai risultati di un importante studio epidemiologico condotto in tutto il mondo, il “Global burden of disease”. Lo studio, pubblicato su Lancet, indaga le cause di morte e i principali fattori di rischio negli oltre 180 Paesi campione. “Mi ha colpito molto – spiega il prof. Mannucci – che la terza causa di morte, dopo la pressione alta e il fumo, fosse l’inquinamento domestico. Causa addirittura prevalente sull’abuso di alcool, il basso consumo di frutta e l’inquinamento ambientale, che è solo al 9° posto”.

Cosa si nasconde nelle abitazioni da costituire un pericolo per la salute? Lo studio prende in considerazione anche Paesi in via di Sviluppo, in cui le condizioni delle abitazioni e la disponibilità di acqua e di servizi sanitari sono molto diverse da quelle occidentali ed europee. Per esempio, si cucina in case senza adeguata aerazione degli ambienti e con stufe di fortuna. “Ma anche nelle nostre case possono trovarsi livelli pericolosi di formaldeide, benzene e idrocarburi policiclici aromatici“. La formaldeide è infatti presente anche nei disinfettanti, considerata la sua forte proprietà battericida; il benzene, invece, soprattutto nelle sostanze candeggianti, altamente infiammabili. Ma si trova formaldeide anche nei mobili. E dalla combustione nei caminetti o nei barbecue” cita il professore.

Anche le ingannevoli profumazioni dei più comuni detersiviper cui sentendo il profumo percepiamo la stanza pulita e la crediamo sicura, sono in realtà date dai composti organici volatili (COV), classe di sostanze che maggiormente caratterizza l’inquinamento al chiuso. Benzene e formaldeide sono tra i COV più pericolosi: di natura cancerogena, si diffondono velocemente nell’aria e vengono assorbiti con facilità da bronchi e polmoni.

Si possono tuttavia prendere misure per rendere i nostri ambienti più sani: “Se l’inquinamento outdoor è più difficile da controllare, dentro casa possiamo fare senz’altro qualcosa. Non fumare e non far fumare vicino a noi – raccomanda Mannucci – controllare la composizione di mobili e apparecchiature comuni, come l’aerosol, verificare le etichette dei prodotti. Da evitare perché molto nocivi i fumi prodotti da camini a legna, i cibi anneriti cotti alla brace, i lavaggi a secco. Ma occorre far attenzione anche a non mischiare i diversi prodotti detergenti - continua il professore – verificare i livelli di umidità, che possono provocare muffe e far proliferare acari, responsabili di malattie come l’asma, in aumento presso la fascia di popolazione infantile”. Inoltre, determinate specie di piante contribuiscono a risanare gli ambienti: “Certe piante da appartamento come il ficus e l’aloe aiutano contro cloroetilene e benzene, lasanseveria elimina la formaldeide, dracena e gerbera sono utili contro la trielina e la formaldeide delle vernici, l’edera contro i componenti nocivi dei detersivi comuni” conclude Mannucci, ricordando che l’inquinamento colpisce di più i soggetti più deboli, ovvero bambini e adolescenti, donne in gravidanza, malati e anziani.

Ambiente sano vuol dire ambiente pulito. Ma anche sui composti dei detersivi per la casa occorre fare attenzione: taluni sono pericolosi o irritanti al punto da obbligare il produttore a inserire sull’etichetta il simbolo di pericolo (quadrato arancione con X nera, o rombo rosso con scritto “pericolo” o ancora indicazioni come “Grave irritazione cutanea”). E accade che se ingeriti per errore provochino conseguenze molto gravi nei soggetti interessati.

Promette di lasciare questi rischi alle spalle la nuova linea You di detergenti per la casa, presentata ieri a Milano da Mapa Spontex. “Si tratta di prodotti 100% biodegradabili e con ingredienti attivi di origine naturaleprovenienti da piante, frutta, fiori, oli essenziali e minerali da fonte rinnovabile. Totalmente assenti profumi sintetici, coloranti o sostanze petrolchimiche. Presto saranno in vendita in ipermercati e punti vendita specializzati della grande distribuzione”, anticipa Matteo Vaccari, direttore marketing di Newel Brands, gruppo Spontex. “Mentre le attuali normative permettono di etichettare come “naturali” anche prodotti che siano biodegradabili fino al 60%, e che hanno quindi nella formulazione componenti di sintesi, nei detergenti You non ci sono sostanze chimiche ma solo naturali, come succo di limone e acido lattico. Le nostre formule sono certificate da Ecocert”. Non la prima linea in assoluto (in passato abbiamo già parlato di BrillorDurga), ma la prima a finire sugli scaffali della GDO, aprendo così la strada, per tutti, ad un mercato più ampio.

La linea You nasce da una ricerca commissionata circa venti anni fa dal Ministero della Salute francese – racconta Vaccari – con lo scopo d’introdurre per la pulizia degli ospedali un prodotto efficace ma totalmente innocuo per la salute dei pazienti e quindi privo di sostanze irritanti o allergizzanti. I prodotti You, già diffusi in Francia, Inghilterra e Germania, puntano ora al mercato italiano dei prodotti per la pulizia della casa, un business da 13 milioni di euro per la grande distribuzione. Quattro i prodotti presto sugli scaffali, uno sgrassatore per la cucina, un igienizzante per la casa, uno per il bagno e l’ultimo per i vetri. Le catene dove saranno reperibili sono Acqua e Sapone, Tigotà, e gli ipermercati Bennet, Finiper, SMA (Gruppo Auchan), Conad, Coop, Panorama ed Esselunga online.

Prezzi per il consumatore tutto sommato contenuti, come consentono le economie di scala: 3 euro per un flacone da 500 ml e 2.49 euro per le ricariche, cilindri che diluiti generano 500 ml di prodotto. Il costo di un analogo detergente presso negozi specializzati in prodotti biologici è di oltre il doppio. Oltralpe i ricavi della You ammontano a 6,5 – 7 milioni di euro, ma il mercato francese degli ecodetersivi è più sviluppato di quello nostrano e i prodotti You si piazzano al 3° posto nei rispettivi segmenti di vendita, spiegano da Mapa Spontex.

Oltre all’aspetto green, la linea punta a sensibilizzare un target di famiglie con bambini piccoli e animali domestici sugli aspetti di salubrità della casa. “Sono prodotti che igienizzano ma sono assolutamente innocui per bambini, persone con allergie, gatti o altri animali che a volte leccano il pavimento e per primi respirano i fumi dei detergenti” garantisce Vaccari. Unico neo: la confezione non è biodegradabile,ma al contrario è di una plastica resistente, benché riciclata. C’è un motivo: l’azienda punta a incentivare l’acquisto di ricariche da versare nei flaconi vuoti, permettendone quindi il riutilizzo. “Si realizza con le ricariche una minore impronta ecologica, un minor peso per il consumatore quando fa la spesa, e buoni effetti sullo stoccaggio delle confezioni” sottolineano da You. Dati confermati dal gradimento dei consumatori francesi e inglesi, che acquistano le ricariche in misura doppia rispetto ai flaconi con spruzzatore.

Cristina Gentile


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