Home » Prodotti »Prodotti » Ecologia e moda. Dalla “guerra delle pellicce” alla riscossa di Asia e Africa:

Ecologia e moda. Dalla “guerra delle pellicce” alla riscossa di Asia e Africa

luglio 31, 2014 Prodotti, Prodotti

E’notizia dei giorni scorsi l’eredità milionaria che il dottor Vittorino Bellomo, morto senza eredi a Sclaunicco, in provincia di Udine, ha lasciato all’omonima Fondazione per il Bene degli Animali. Gli animali, si sa, insieme agli OGM e al nucleare, sono uno di quegli argomenti “ecologici” che scatenano gli animi e dividono nettamente il genere umano in fazioni, pro o contro. Prima l’uomo o prima l’animale? E’successo anche nel mondo della moda, a partire dalla “guerra delle pellicce” degli anni ’60- ’80 che, secondo molti, aprì per la prima volta il mondo del fashion al confronto con i temi etici e ambientali.

Una delle pioniere fu Vivienne Westwood. Da studentessa, in Inghilterra, la Westwood vende direttamente sulle bancarelle di Portobello Road, nella periferia di Londra, gioielli creati dalle sue stesse mani e da quella fantasia provocatrice che caratterizzerà la sua futura carriera di stilista. La relazione con Malcolm McLaren, manager dei Sex Pistol, la porterà ad aprire la bottega destinata a divenire famosa in tutto il mondo e simbolo della sua eccentricità, con la celebre insegna dell’orologio che gira al contrario. La Westwood contribuirà più di altri ad imporre lo stile punk negli anni ’70 con ispirazioni che provenivano dalla strada e da un certo “ribellismo” giovanile. Successivamente, creerà stravaganti articoli, rimodellando antichi elementi di sartoria femminile del Seicento e Settecento in chiave moderna. Il suo impegno sociale e politico passa dunque nelle sue creazioni di moda, compreso il rispetto per gli animali e la natura, che si trasforma spesso in “ecopellicce“, un termine destinato a imporsi nella moda dell’epoca. La “pelliccia ecologica” è infatti un tessuto che imita la pelliccia di animale, ricorrendo a fibre naturali (come il cotone), artificiali (la viscosa) e sintetiche (acrilico) e che viene colorato e stampato a somiglianza dei manti naturali.

In Italia è Marina Ripa di Meana, già stilista e scrittrice del best seller “I miei primi 40 anni” (1984) che, nel corso dei suoi “secondi 40 anni”, fa scalpore facendosi fotografare completamente nuda su manifesti promossi dall’International Fund for Animal Welfare, con la scritta provocatoria: L’unica pelliccia che non mi vergogno d’indossare. Da allora, le pellicce ecologiche – che dagli anni ’60 avevano iniziato a diffondersi nei canali di una parallela “moda alternativa“, per via della causa animalista, del minor impatto ambientale e, non ultimo, dei costi decisamente inferiori – entrarono a pieno titolo nel dibattito etico sull’opportunità o meno di sostituire quelle di provenienza animale. In un ambiente che tradizionalmente non mostrava particolare sensibilità ai temi etici, quale appunto quello dell’alta moda e del suo pubblico di riferimento, si insinua dunque il tarlo della filosofia animalista e ecologica.

La guerra delle pellicce esplode. Da una parte, le sostenitrici all’ultimo sangue dello spirito modaiolo tradizionale, incarnato da ermellini e visoni sacrificati in nome della bellezza, dall’altra l’affacciarsi prepotente di una nuova generazione di adepte del fashion in salsa sintetica. Uno scontro prevalentemente femminile e per certi versi paradossale: le prime a favore di un prodotto naturale ma crudele con gli animali, le seconde per un prodotto animal-friendly ma di origine sintetica (petrolifera).

Come riferimento di queste ultime si afferma anche Stella McCartney, figlia di Paul, la stilista britannica che all’uso di pelli e pellicce ha dichiarato la sua personale guerra fin dagli esordi nel mondo della moda. Ecco, quindi spuntare nuovi capispalla e accessori vari in pelo sintetico che vanno ad affiancarsi alle “pellicce ecologiche” vere e proprie.

Fra i nuovi seguaci scende poi in campo anche Re Giorgio. Non quello britannico, in questo caso. Nella sua linea di pellicce ecologiche Armani propone diversi capi giovani e trendy casual, quali i modelli corti beige, testa di moro e neri o i montoni blu notte e le giacche corte military greenRachel Zoe riproduce invece fedelmente un elegante cappotto di cammello in fibra rigorosamente di ecopelliccia. Miss Sixty ricalca lo status symbol dell’alta moda, proponendo cappotti ecologici su toni che vanno dal grigio al nero. Da Guess giungono pellicce candide, dal pelo ecologico e dai colori candidi del latte, oppure, in alternativa, riproduzioni fedeli di leopardi e giaguari. Non manca infine l’adesione raffinata di Liu Jo, che propone gilet con risvolti in eco-pelliccia striati marrone e verde.

E il mondo vegetale? La conquista della sensibilità per “l’altro regno della natura” arriva dopo e per questo è ancora in piena corsa. Marchi per il grande pubblico, a partire da H&M, si schierano progressivamente a favore dell’ecosostenibilità e del rispetto per il mondo animale e vegetale, senza rinunciare allo status symbol della moda trendy, ma iniziando a inserire il cotone organico, prodotto senza l’uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi.

Dopo la triste parentesi che portò l’impero britannico a distruggere l’economia dei piccoli artigiani della tessitura a mano dell’India, nel secolo XIX, oggi il commercio equo e solidale si impone anche nel mondo della moda, proprio a partire dall’Asia. One Green Elephant rappresenta oggi, in questo campo, uno dei casi studio più interessanti, per il tentativo di coniugare lo stile asiatico alle esigenze occidentali: un mix di tradizione, originalità, e rispetto per l’ambiente che tenta di sfondare in tutto il mondo. Il brand utilizza esclusivamente cotone biologico e ripercorre l’intera filiera per assicurarsi che nessun danno sia perpetrato all’ambiente dai propri fornitori.

One Mango Tree ha invece iniziato la sua attività in Uganda, nel cuore dell’Africa. Identifica gli artigiani e li inserisce nel proprio programma sartoriale, garantendo loro condizioni di vita altrimenti impensabili nel contesto di quella realtà. Anche Alternative Apparel è un marchio conosciuto per il suo impegno nella responsabilità sociale: utilizzare cotone biologico senza pesticidi e coloranti atossici, non gli impedisce di essere identificata come fashion brand, a riprova di un cambio di sensibilità del pubblico della moda internazionale. Sempre dall’Africa proviene la società di calzature Sole Rebels, fondata dall’etiope Bethleham Tilahun Alemu, che ha saputo imporsi come maggior brand di calzature africane, pagando i suoi dipendenti 4 volte più del salario minimo, assicurando la relativa copertura sanitaria ed utilizzando solo materiali ecologici. Una nuova alba anche per il continente nero?

Redazione Greenews.info

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

LaF TV: una speciale programmazione “green” per l’Earth Day 2018

aprile 19, 2018

LaF TV: una speciale programmazione “green” per l’Earth Day 2018

laF, il canale satellitare del gruppo editoriale Feltrinelli (Sky 139) dedica all’Earth Day di domenica 22 aprile una speciale rassegna a tema “green”, che accompagnerà l’intero daytime di programmazione. Alle 10.55 il documentario “Spira Mirabilis” di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, vincitore del Green Drop Award alla 73ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, esplora i concetti di immortalità e rigenerazione [...]

Global Energy Prize Summit: al Politecnico di Torino il confronto sul mix energetico del futuro

aprile 17, 2018

Global Energy Prize Summit: al Politecnico di Torino il confronto sul mix energetico del futuro

Al Politecnico di Torino arriva la settima edizione del Global Energy Prize Summit. Il 18 aprile scienziati di importanza mondiale, politici ed esperti del settore di otto nazioni si incontreranno all’Energy Center, dalle 9.30 alle 13.00, per discutere delle più urgenti questioni riguardanti energia e clima nella conferenza “Modelisation & simulation of energy mix in [...]

Le tre anime “green” di Vinitaly 2018: Bio, Vivit e Fivi

aprile 14, 2018

Le tre anime “green” di Vinitaly 2018: Bio, Vivit e Fivi

Vini biologici, biodinamici, artigianali, a Vinitaly 2018 – in programma dal 15 al 18 aprile – ogni espressione dell’enologia “ecologica” trova il suo spazio espositivo e commerciale. Anche quest’anno saranno due gli spazi speciali nel Padiglione 8 (quello più “green” del Salone Internazionale del Vino e dei Distillati): VinitalyBio e Vivit – Vite Vignoioli Terroir. A [...]

Green Mobility: il presente dell’elettrico nella visione di Legambiente

aprile 10, 2018

Green Mobility: il presente dell’elettrico nella visione di Legambiente

Una mobilità a emissioni zero, capace di garantire qualità dell’aria e salute, controllo del cambiamento climatico e in grado di innescare meccanismi virtuosi di green economy. Infrastrutture efficienti e mezzi sicuri per cittadini liberi di muoversi, tutti, più di oggi, anche se sempre meno “proprietari” del mezzo. Non è uno scenario futuribile, ma il domani alle [...]

Morini Rent: ecco i primi van elettrici per la logistica “zero emission” di PMI e privati

aprile 4, 2018

Morini Rent: ecco i primi van elettrici per la logistica “zero emission” di PMI e privati

Morini Rent – il gruppo italiano fondato a Torino, che opera dal 1949 nel settore del noleggio di auto, veicoli commerciali e isotermici – arricchisce da oggi la propria offerta allargando la flotta di 2.600 mezzi con i Van Ɛ-Morini Full Electric. Morini Rent metterà dunque a disposizione dei propri clienti i Van Citroën Berlingo [...]

ANIE Rinnovabili: nei primi mesi 2018 crescono fotovoltaico e idroelettrico

aprile 3, 2018

ANIE Rinnovabili: nei primi mesi 2018 crescono fotovoltaico e idroelettrico

Secondo i dati diffusi da ANIE Rinnovabili – l’associazione di Confindustria che raggruppa le imprese costruttrici di componenti e impianti e quelle fornitrici di servizi di gestione e di manutenzione nei settori del fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermoelettrico, idroelettrico e solare termodinamico – nei primi due mesi del 2018 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e [...]

Banca Etica e FS Italiane insieme per riqualificare le stazioni ferroviarie dismesse

marzo 27, 2018

Banca Etica e FS Italiane insieme per riqualificare le stazioni ferroviarie dismesse

Il finanziamento e l’attuazione di progetti per la riqualificazione e il riuso sociale, ambientale e culturale di circa 450 stazioni abbandonate e delle linee ferroviarie dismesse del network di Rete Ferroviaria Italiana. Questi i temi del Protocollo d’intesa firmato ieri a Milano da Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane e da [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende