Home » Eventi »Prodotti »Prodotti » Indica Sativa Trade: in fiera a Bologna le mille applicazioni della canapa:

Indica Sativa Trade: in fiera a Bologna le mille applicazioni della canapa

maggio 23, 2016 Eventi, Prodotti, Prodotti

Non chiamatela stupefacente. Le declinazioni della canapa industriale, riammessa alla coltivazione in Italia dal 1998, abbracciano i più svariati ambiti commerciali, dal tessile alla cosmesi passando per l’edilizia sostenibile, l’alimentazione e la medicina. A Indica Sativa Trade (Bologna, Unipol Arena, 20-22 maggio) le applicazioni della versatilissima pianta portate in fiera sono state moltissime.

La quarta edizione della fiera internazionale ha coinvolto più di 80 aziende, dal business molto differenziato, provenienti da tutta Europa con le più recenti novità su attrezzature e tecnologie per la coltivazione (biologica, convenzionale, idroponica), produzione di concimi organici e minerali, selezione e produzione di semi e prodotti alimentari, cosmetici, abbigliamento e mattoni per l’edilizia. Con la canapa, infatti, si realizza di tutto: con le fibre si confezionano abiti dall’ottima traspirabilità, mentre dai suoi semi si producono olio e cosmetici ad alta tollerabilità; con le foglie della pianta si realizzano pannelli isolanti e ignifughi per la casa. Per uso terapeutico ed alimentare, inoltre, ha ottime proprietà: elevato il valore nutritivo, di vitamine, minerali e Omega 3, 6 e 9. Lo scarto ottenuto dopo la spremitura del seme, pressato in bastoncini, diventa pellet o compound, ovvero biomassa, utile come combustibile.

In Italia nel 2015 risultava coltivata a canapa un’estensione di circa mille ettari di terreno, destinati a raddoppiare quest’anno, per un giro di affari complessivo stimato intorno ai 5 milioni di euro, secondo Ikhemp, azienda di ricerca sulla cannabis industriale e terapeutica. Dati lontani da quando, nel 1940, l’Italia era il secondo produttore mondiale dopo l’Unione Sovietica, con 90 mila ettari dedicati, ricorda Assocanapa.

Ma con la generale messa al bando della cannabis – negli Stati Uniti sin dagli anni Trenta – e con l’arrivo delle fibre sintetiche, la coltivazione era pressoché scomparsa anche da noi. Gli organizzatori della manifestazione parlano di “demonizzazione“, per i vincoli imposti alla coltivazione e i controlli in funzione di contrasto alle droghe. La normativa nazionale e quella europea prevedono tutt’ora particolari restrizioni. Per esempio, sono ammesse solo varietà di sementi certificate, garanzia di filiere controllate e di canapa dal basso quantitativo di tetraidrocannabinolo (THC), il principio attivo responsabile degli effetti stupefacenti. “Fino agli anni Sessanta la coltivazione era diffusa in Romagna e nella provincia di Lucca, poi fu abbandonata dopo l’inasprimento del divieto di coltivazione della canapa indiana e la stretta sulla canapa tessile – sostengono gli organizzatori di Indica. – Solo da pochi anni la produzione di canapa e’ stata riscoperta nel nostro Paese e il mercato e’ ora in rapida crescita. Per questo, quattro anni fa, abbiamo deciso di dare vita a una fiera dedicata”.

E mentre la politica nostrana è impantanata sul sostegno agli “scopi terapeutici” della cannabis – alla fine dello scorso anno la Camera ha approvato all’unanimità il disegno di legge sulla coltivazione della canapa industriale, ma il testo deve ora superare il vaglio del Senato – le aziende della canapa terapeutica come I khemp esportano al 90% negli Usa. “Cinque anni fa abbiamo iniziato recuperando la qualità di canapa detta Eletta Campana, molto adatta ai climi meridionali caldo-aridi – racconta Pier Paolo Crocetta, presidente della società barese – Questa qualità ha livelli molto elevati di cannabinolo, non psicotropo, molto efficace nelle terapie contro il dolore tumorale e in altre patologie, come gli spasmi. Perciò facciamo ricerca per estrarlo e trasformarlo nel modo migliore”. Ikhemp infatti ha una divisione agricola, oltre quella scientifica, per cui gestisce l’intera filiera a partire dalla sementiera, con 800 ettari di terreno coltivato, impiegando 30 ricercatori e con un indotto di un centinaio di persone circa.

Quello legato all’uso legale della canapa è un mercato in forte espansione. La cooperativa agricola Canapa campana, ad esempio, ha più che triplicato la coltivazione, dai 30 ettari dello scorso anno ai 98 ettari del 2016. L’attività è partita da una sperimentazione del 2009 dell’Università di Napoli, e oggi l’azienda ricava dalla canapa olio, birra, farina, pasta, tisane, miele e pesto. I più apprezzati? “L’ olio, perché è ottimo come alimento ma anche per alleviare la psoriasi – spiega Giuseppe D’Ambrosio, responsabile amministrativo – e poi la farina e i prodotti da forno”. Un pacco di pasta di canapa e kamut, o canapa e farina integrale, costa circa 3.50 euro. “Dietro c’è un lavoro artigianale che prevede trafilatura a bronzo, essiccazione di 48 ore, maestranze locali e materiali riciclabili nelle confezioni. Puntiamo alla qualità, e questa giustifica il prezzo” sottolinea. Canapa Campana si affaccia ora anche al canale della grande distribuzione, come la catena di supermercati Decò.

Bottega della Canapa, azienda nata nel 2003 e distributrice in Italia dello storico marchio tedesco “Pure” (la piantina verde in campo bianco), è invece votata al tessile, cosmesi e food rigorosamente di canapa biologica. Alla fiera presenta quest’anno il “pan di canapa”, una linea di pane e focacce che distribuirà nei suoi 4 negozi in franchising (Faenza, Cesena, Bologna e Ferrara) e attraverso l’e-commerce. “La crisi è stata relativa per i prodotti di nicchia, come i nostri, che fanno affidamento sulla condotta d’acquisto di un consumatore consapevole” spiega Massimiliano Spinelli, uno dei due titolari.

Convinti della scelta della canapa anche alla Zahre beer di Sauris (Udine). Da falegnami convertiti alla birra e alla canapa nel 2001, parlano di “successo esponenziale” per questo “nuovo stile di birra” che porta all’azienda friulana un fatturato da 1 milione di euro l’anno. Massimo Petris: “Siamo stati tra i primi in Italia a produrre birra alla canapa. Aggiungiamo ad una birra poco luppolata, stile lager, fiori, foglie e semi di canapa, in diverse fasi della lavorazione. Otteniamo così un tocco di sapore in più“. La materia prima però è anche importata, perché a 1.400 metri d’altitudine non tutte le annate sono ottimali.

Punta invece su una canapa 100% italiana e sull’esperienza locale in fatto di grani antichi ed autoctoni (Solina, Senatore Cappelli) la giovane Hemp Farm, azienda del teramano. A partire da un impianto da 40 mila euro e sotto la guida di un esperto agricoltore, è riuscita ad avviare una filiera corta di coltivazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti alimentari – olio, birra, tisane, farine, biscotti, pasta e piadine, tutti di canapa e quindi senza glutine.

La start up siciliana Kanèsis, invece, è nata con una notevole spinta innovativa: un team di giovani neolaureati o “masterizzandi” ha messo a punto, a partire dal compound di canapa, un filamento termoplastico che può essere usato nella stampa 3D. Una rivoluzione, in prospettiva, che potrebbe soppiantare le plastiche derivate dal petrolio. “A partire da qualunque scarto di campo, canapa, arance, carciofo, carrubo, ginestra – spiega il fondatore di Kanesis, Giovanni Milazzo – possiamo produrre materia prima di eccellente qualità per l’industria. I diversi materiali che possiamo ottenere da biomasse, uniti a una resina bio, saranno belli, naturalmente colorati, e con proprietà meccaniche eccezionali”. In prospettiva Kanesis punta a ricostruire una filiera delle arance in Sicilia, che riprenda gli studi sui polimeri di derivazione naturale come il polilimonene.

Cristina Gentile

 


Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Da Altromercato arriva la “Ri-capsula” per caffè, riutilizzabile 250 volte

novembre 20, 2017

Da Altromercato arriva la “Ri-capsula” per caffè, riutilizzabile 250 volte

Altromercato, la maggiore organizzazione del Commercio Equo e Solidale in Italia, lancia Ri-capsula, una capsula per caffè riutilizzabile, grazie ad una tecnologia innovativa, proposta in esclusiva da Altromercato sul mercato italiano, che accoppia alluminio e tappo in silicone alimentare. Ricaricabile fino a 250 volte e personalizzabile con il macinato Altromercato che si desidera, Ri-Capsula è compatibile con le macchine per [...]

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

novembre 17, 2017

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

Dalla naturale evoluzione del Forum Nazionale Rifiuti – promosso a livello italiano da Legambiente Onlus, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club – che negli ultimi tre anni è stato l’evento di riferimento sulla gestione sostenibile dei rifiuti in Italia, nasce l’”EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte”. L’EcoForum piemontese si svilupperà, il 22 novembre 2017, in occasione della Settimana Europea per [...]

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

novembre 16, 2017

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

Apre al pubblico nella mattinata di oggi, a Torino, la trentesima edizione di Restructura, uno dei punti di riferimento fieristici in Italia nel settore della riqualificazione, del recupero e della ristrutturazione in ambito edilizio. Un osservatorio privilegiato per professionisti e visitatori che dal 16 al 19 novembre 2017 all’Oval del Lingotto Fiere avranno l’opportunità di confrontarsi con i protagonisti del [...]

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

novembre 15, 2017

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

La fine di una triste era dell’energia in Italia ha bisogno anche di simboli. Sogin ha completato nei giorni scorsi lo smantellamento del camino della centrale nucleare del Garigliano (Caserta), una struttura tronco-conica in cemento armato alta 95 metri, con un diametro variabile dai 5 metri della base ai 2 metri della sommità. La struttura, [...]

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

novembre 15, 2017

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

“Dobbiamo diffondere le tecnologie rinnovabili e a basse emissioni” ha ribadito Kai Zosseder della Technical University of Munich, leader del progetto GRETA (near-surface Geothermal REsources in the Territory of the Alpine space), aprendo la mid-term conference del 7 novembre scorso, a Salisburgo. “Ma per ora – ha aggiunto – il potenziale della geotermia a bassa [...]

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

novembre 13, 2017

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

Si chiama DEMOSOFC il progetto europeo che sta per dare il via all’impianto con celle a combustibile alimentate a biogas più grande d’Europa. Si tratta di un impianto di energia co-generata recuperando i fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue di Torino, da cui, grazie alla digestione anaerobica e alle fuel cell, le [...]

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

novembre 10, 2017

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

Cotton fioc, frammenti, oggetti e imballaggi sanitari, tappi e cannucce sono i rifiuti più presenti sulle nostre spiagge. La causa è da attribuire principalmente ad abitudini errate da parte di consumatori e imprese. Quello che in molti però non sanno è che anche questo tipo di rifiuto potrebbe essere avviato a riciclo, con vantaggi sia [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende