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Oscar del packaging: sul podio bottiglie e scatole che azzerano il polistirolo

maggio 16, 2013 Aziende, Pratiche, Prodotti, Prodotti

Sul podio otto packaging, premiati come involucri più green.  L’edizione 2013 dedicata all’ambiente dell’Oscar dell’imballaggio – organizzata dall’Istituto Italiano Imballaggio in collaborazione con il Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) – ha premiato chi ha risparmiato in materia prima e ottimizzato la logistica. Vincitori l’incarto richiudibile per affettati Big Paper Green,  la bottiglia da 5 litri dal peso di soli 60,4 grammi e il 50% di Pet riciclato realizzato da P.E.T. Engineering, il flacone per detersivo a marchio General di Henkel Italia dalla forma semplificata, che mantiene stabilità e handling per il consumatore, il delivery system che elimina le protezioni in polistirolo, a fronte di una riprogettazione dell’imballo in cartone, con appositi rinforzi laterali nato dalla collaborazione tra il fornitore Saica SpA e il produttore di cappe Elica SpA. Nella sezione speciale un sistema di confezionamento composto da due vaschette separate per pasta e sugo, monomateriale, e da un cartoncino esterno, firmato Barilla per il mercato estero; Goglio ha creato uno stand up interamente biodegradabile, per prodotti granulari come il caffè, Biopolimero, biovalvola e bioadesivi sono i componenti del pack. Sempre in questa sezione gamma di bottiglie fortemente sgrammate con inalterate prestazioni tecniche, realizzata da Verallia Saint Gobain e un progetto di compensazione della Co₂ prodotta dalla linea di produzione, chiaramente comunicata sulle etichette e il fardello da 6 bottiglie. Il progetto prevede anche l’utilizzo di PET riciclato su alcune tipologie di bottiglie.

La giuria, presieduta da Edo Ronchi, ha valutato gli imballaggi a concorso in base a precisi criteri, quali il risparmio di materia prima (diminuzione di grammatura, spessore e dimensioni di una o più componenti del sistema imballo), l’utilizzo di materiale riciclato, l’ottimizzazione della logistica, (azioni innovative che migliorino immagazzinamento ed esposizione, ottimizzino carichi sui pallet e sui mezzi di trasporto e perfezionino il rapporto tra imballaggio primario, secondario e terziario, riducendone, inoltre, l’impatto rispetto alle emissioni in atmosfera). E come ultimo criterio è stata considerata la facilitazione dell’attività di riciclo, che si esprime attraverso azioni come la realizzazione di imballaggi monomateriali, la semplificazione componentistica e l’eliminazione di sostanze non ecocompatibili. I packaging che hanno sommato il maggior numero di azioni sono stati eletti vincitori. Anche nell’attribuzione dei premi speciali Quality Design, Tecnologia e Comunicazione, la giuria ha ritenuto che i packaging prescelti dovessero essere stati progettati tenendo conto di  azioni di prevenzione.

I vincitori spaziano in diversi campi di applicazione, dal food e beverage, settori sempre preponderanti tra le nuove soluzioni presentate al concorso, alla detergenza, fino al trasporto e movimentazione. La massiccia presenza di imballaggi per prodotti alimentari e bevande si spiega facilmente, considerando che oltre il 70% del packaging prodotto in Italia viene utilizzato complessivamente in questi due settori. L’Italia, con un fatturato di circa 28,6 miliardi di Euro nel 2011, rappresenta il 6% della produzione mondiale, collocandosi tra i dieci paesi maggiori produttori di packaging.

“Verdi” i principi che hanno ispirato la progettazione della confezione per affettati Big Paper Green, costituita da carta 100% riciclata e film biodegradabile e compostabile. La confezione è richiudibile.
L’innovazione combinata della progettazione della preforma e del disegno della bottiglia 5LW permette un risparmio di 17,6 g di PET per ciascun contenitore, quasi il 22.5% rispetto alla media del peso dei contenitori cinque litri attualmente in commercio. 5WL è prodotto con il 50% di PET riciclato.

Il flacone per detersivo liquido Eco general è stato progettato all’insegna della semplificazione e del risparmio, sia in termini di costi che di materie prime utilizzate. Sono stati applicati i 4 requisiti previsti: minor quantità di materiale, uso del riciclato, ricadute sulla logistica e facilitazione delle attività di riciclo. Rispetto al flacone precedente -41% in peso. Un’adeguata progettazione della scatola in cartone ondulato Skin Pack, con particolari rinforzi laterali, ha permesso di eliminare le protezioni in polistirolo espanso, a favore di un semplice involucro protettivo. Meno materiale, materie prime seconde e ricadute positive in termini di logistica sono le conseguenze, con una riduzione del volume ingombro imballo del 32%  e una saturazione dei mezzi di trasporto maggiore del 36%. Il packaging della linea “Ready Meals” di Barilla esprime qualità di dettaglio e offre plus di servizio al consumatore. Il sistema di vaschette a incastro consente di mantenere separati la pasta e il sugo durante la vita di scaffale. Una volta aperta la confezione, è molto agevole condire la pietanza, separando le vaschette con un semplice gesto. La fascia di cartoncino esterno riporta con chiarezza le informazioni riferite al prodotto e le istruzioni per il suo consumo. Interessante è il packaging per caffè interamente costituito solo da materiali e componenti biodegradabili. Biolaminato, e valvola potranno essere gettati congiuntamente nel bidone dell’umido e si biodegraderanno nell’arco di circa 180 giorni.

La gamma di bottiglie Ecovà, è realizzata con l’85% di vetro riciclato e vanta una riduzione del peso dei contenitori dal 10 al 30%, con un risparmio di circa 20.000 tonnellate di materia prima all’anno. Mentre la linea “Eco Green” di Acqua Minerale San Benedetto è caratterizzata da una forte identità “verde”, che differenzia il prodotto e lo rende riconoscibile a scaffale e una comunicazione che contribuisce a sensibilizzare i consumatori verso le questioni ambientali.
I messaggi veicolati dal fardello e dal sistema di etichette valorizzano tutti gli interventi che l’azienda mette in campo per una maggiore sostenibilità degli imballaggi utilizzati, dalla compensazione del 100% delle emissioni di CO₂, all’utilizzo fino al 30% di RPET sul formato da litro.

Francesca Fradelloni

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