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A Bologna apre FIVE, la fabbrica di veicoli elettrici che “rilocalizza” la produzione in Italia

maggio 23, 2017 Aziende, Green Economy, Pratiche, Progetti

Il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ha inaugurato ieri a Bologna la nuova sede di FIVE – Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici, il nuovo braccio produttivo di Wayel, azienda di produzione di veicoli elettrici, nata nel 2007 per diffondere una “mobilità elettrica leggera e cittadina”. “Oggi qui si parla di futuro – ha sottolineato il ministro Galletti – le politiche ambientali sono un grande campo di business per l’imprenditoria. L’ambiente non è più visto come vincolo, ma come un driver di sviluppo”.

Dove un tempo la Magli realizzava calzature di lusso, ora lavorano infatti 25 persone in un edificio energeticamente autosufficiente, progettato secondo il criterio ZEB (Zero Energy Building), con un impianto fotovoltaico da 238.600 kilowattora all’anno e un sistema di verniciatura ad acqua che non utilizza solventi. Una visione dell’imprenditore bolognese Giorgio Giatti, patron del gruppo Termal (azienda leader a livello internazionale nella distribuzione di sistemi per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria), che annunciato che, a pieno regime, le persone impiegate saliranno a 50. Ma soprattutto che ha avuto il coraggio di investire 10 milioni di euro per riportare a Bologna produzioni che venivano precedentemente realizzate in Cina.

“Come azienda abbiamo sentito l’esigenza di poter avere un controllo qualitativo totale sulla produzione, garantire l’eccellenza del Made in Italy e tempi di produzione congrui alla stagionalità dei nostri marchi. Una produzione italiana 4.0 ha l’obiettivo di essere più competitiva anche dal punto di vista economico. Tutto questo ci ha portato ad andare in controtendenza e tornare in Italia, sviluppando opportunità e posti di lavoro nel nostro Paese e allo stesso tempo di farlo in maniera ecosostenibile”, ha spiegato Giatti all’agenzia di stampa DIRE.

L’Italia, del resto, come ha ricordato durante l’inaugurazione il direttore di ANCMA (l’associazione nazionale dei produttori di mezzi a due ruote) Francesco Caliari, è il principale produttore europeo di biciclette. “Vogliamo salvaguardare le aziende italiane dal dumping cinese, questo è un settore in crescitanel 2016 il mercato delle bici elettriche in Italia è cresciuto del 124%Ora serve un piano della mobilità a livello nazionale e di infrastrutture friendly per le due ruote”.

La storia della Wayel di Bologna – sempre in movimento – fa ben sperare. Nata nel 2007, già nel 2008 lancia sul mercato OneCity, la prima e-bike con una trasmissione cardanica al posto della tradizionale catena, che nel 2009, durante il G8 Ambiente di Siracusa, viene scelta come courtesy bike per gli spostamenti dei ministri e dei loro staff sull’isola di Ortigia, sede degli incontri del vertice. Nel 2010 Wayel lancia poi sul mercato il modello SUV (Shopping Utility Vehicle), la soluzione ideale per trasportare volumi e pesi rilevanti. Nel 2011 la gamma si estende a 3 nuovi modelli: E-Bit (e-bike in trolley, per affrontare il nodo dell’intermodalità), OneCity Long Ride ed Eco. Nel 2012 l’azienda affronta l’ambito “prestazionale” e introduce FUTURA, la bici che non teme la salita, mentre nel 2013 lancia Trilogia, la e-bike che “si fa in tre”. Sempre nel 2013 arriva Solingo (frutto di tre anni di ricerca con Rinnova, spin off dell’Università di Bologna) il primo scooter ad energia solare, con il quale Wayel si candida alla leadership italiana della mobilità elettrica a due ruote.

Redazione Greenews.info

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