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Apoteca Natura: un’indagine sul rapporto tra ambiente e salute e la percezione del cittadino

ottobre 3, 2013 Aziende, Non-Profit, Pratiche, Progetti

Costruire percorsi di sensibilizzazione basati sulla consapevolezza dello stretto legame esistente tra salute e ambiente. E’ questo lo scopo del progetto “Ambiente & Salute”, frutto dell’impegno congiunto di Apoteca Natura – network di farmacie specializzate in salute  naturale, creato da Aboca – e ISDE (International Society of Doctors for the Environment), associazione nata per la promozione e la diffusione delle conoscenze scientifiche relative al rapporto ambiente-salute.

L’idea, spiega il responsabile scientifico di Apoteca Natura (500 farmacie aderenti in Italia, 120 in Spagna), Roberto Zizza, “è quella di guidare i pazienti in percorsi di salute che contemplano, dove è possibile, prodotti naturali, e nella gestione dei farmaci, consigliati sempre in collaborazione e dietro validazione dei medici di SIMG (con la Società Italiana di Medicina Generale, Apoteca ha infatti sviluppato veri e propri protocolli di “gestione del consiglio”, NdR), seguendo il modello complesso dell’omeostasi“. Un modello, quello omeostatico, che si fonda essenzialmente sulla ricerca di un equilibrio fisiologico dinamico del nostro organismo, creato anche sulla base di stimoli esterni a cui il nostro corpo reagisce e cerca di adattarsi.

Apoteca Natura e ISDE hanno strutturato un questionario online, da compilare direttamente nelle farmacie della rete oppure sul sito www.apotecanatura.it, per elaborare una mappa dei rischi ambientali, relativi a sette aree di interesse: inquinamento esterno, inquinamento interno, elettromagnetico, consumi, alimentazione, energia e rifiuti. È stato selezionato un campione di 428 persone, di cui 106 uomini e 322 donne, dall’età media di circa 44 anni (solo il 3,3% ha meno di 25 anni e il 4,9% ha oltre 65anni). Quanto alla distribuzione geografica, prevale di poco il Nord-Est rispetto alla popolazione nazionale. L’inquinamento esterno è un fattore di preoccupazione per il campione di intervistati, soprattutto con riguardo alla protezione dei bambini, se si è in gravidanza e quando si ha necessità di portare i bambini all’aperto: circa il 79% degli intervistati dichiara di evitare frequentemente o sempre zone trafficate in presenza di bambini. Tuttavia l’inquinamento è visto come una entità esterna e relativamente lontana, da cui occorre difendersi, ma su cui non si pensa di poter incidere tramite comportamenti virtuosi: solo il 17% delle persone che hanno risposto al questionario sceglie l’uso esclusivo di mezzi pubblici.

Al contrario, all’inquinamento interno si è molto più sensibili: il campione è più attento a ciò che può controllare quotidianamente e nel proprio ambiente domestico, dove è in grado di intervenire in modo attivo, come evitare di fumare in casa, evitare o limitare l’uso di insetticidi o agenti tossici, effettuare una corretta areazione degli ambienti ed un uso appropriato di riscaldamento o condizionamento. A tale proposito, una parte dei dati raccolti vede il Sud più arretrato rispetto al resto del Paese, soprattutto con riferimento alla manutenzione delle canne fumarie: il sub-campione Nord-Est ha un valore quasi doppio rispetto a quello meridionale. L’isolamento termico è un altro esempio.

L’inquinamento elettromagnetico viene percepito con difficoltà e solo in alcune circostanze: in particolare si ha una discreta sensibilità nella protezione dei bambini evitandone o limitandone l’uso del cellulare (il 42,3% dichiara di non far mai utilizzare cellulare ai bambini). Mentre c’è meno attenzione all’uso degli auricolari (solo il 15,4% lo usa sempre), nell’allontanare il cellulare dal corpo e nella ricerca di un buon segnale. Anche la lunghezza delle conversazioni al cellulare non sembra suscitare preoccupazione.

Rispetto all’area dei consumi, l’attenzione del campione coinvolto ai consumi “sostenibili” è limitata: più che al tipo di imballaggio, le persone hanno risposto di essere attente a consumare meno prodotti usa-e-getta e detersivi. Naturalmente, alcuni comportamenti virtuosi vanno spiegati con una maggiore attenzione generale a stili di vita più parsimoniosi incoraggiati dalla crisi economica. Quanto agli acquisti di prodotti alimentari, è molto diffusa l’idea che lega i prodotti “freschi” alla loro genuinità, come se le due caratteristiche coincidessero: il prodotto biologico o certificato viene scelto sempre solo dal 15% del campione.

Sembra che ci sia una maggiore consapevolezza del campione riguardo al risparmio energetico. La scelta di elettrodomestici a basso consumo pare essere entrata nella cultura del consumatore medio (il 56,1% li sceglie sempre), così come l’utilizzo della lavatrici con cicli a basse temperature e del frigorifero al più basso livello di consumo (41,4%). Elevata anche la percentuale di chi dichiara “sempre” di scegliere una illuminazione a basso impatto ambientale: il 58,6%. I riduttori di pressione dell’acqua non sembrano godere di grande appeal, così come l’isolamento termico delle case (probabilmente questo ultimo dato è influenzato dall’ingente budget che un intervento del genere comporterebbe, nonostante le agevolazioni fiscali esistenti, su cui c’è una scarsa informazione).

Il campione, infine, si mostra sensibile al ri-uso dei sacchetti di plastica e alla raccolta differenziata, con il 70% circa di persone che dichiara di assumere sempre questo comportamento virtuoso. Anche in questo ambito, purtroppo, alcuni dati vedono il Sud indietro rispetto al nord: il 58% dei cittadini meridionali ha dichiarato di fare sempre la raccolta differenziata rispetto al 70-80% del nord (maggiore al Nord-Est).

Tra tutti, tirando le somme, l’ambito che incontra, mediamente, minore consapevolezza da parte dei cittadini è l’inquinamento elettromagnetico: l’uso di cellulari è talmente diffuso che non se ne percepisce il livello di pericolo nel suo uso distorto o privo di precauzioni. Anche l’inquinamento esterno non suscita forti mobilitazioni. Emerge invece una sensibilità maggiore alla vita domestica: al controllo dell’inquinamento domestico (riscaldamento, canne fumarie, fumo, ecc), al consumo di energia, al riciclo di rifiuti, e all’alimentazione in generale.

Ai temi della medicina ambientale e della salute, ai rimedi naturali e alla smart health sarà dedicato il Workshop Image 2014, organizzato da Greenews.info.

Ilaria Donatio

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