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Bike Washing Machine & Co. L’avanzata dei prototipi per lavare facendo moto

febbraio 9, 2016 Idee, Progetti

Pedalare o camminare e lavarsi i panni, risparmiando sulla bolletta elettrica e sullo spazio a disposizione in casa. Oggi è possibile fare  il pieno di idee, progetti e prototipi – alcuni sponsorizzati da multinazionali come la Electrolux (come si vede nel loro sito dedicato al concorso per giovani creativi) altri nati dalla libera iniziativa di designers, che hanno pensato e sfornato queste macchine basate sull’energia cinetica umana. Strumenti utilissimi in contesti diversi: zone rurali carenti di fonti energetiche, metropoli e grandi città vittime di continui black out (come accade spesso in India).

Le lavatrici a “trazione umana” che possono far risparmiare sulla bolletta (per essere veramente eco spetta però all’utilizzatore finale usare detersivi a impatto zero) sono nate infatti nei paesi emergenti, non nel “comodo” mondo occidentale. A iniziare dalla Bike Washing Machine, la cyclette che grazie ai pedali produce l’energia necessaria  a lavare i panni, trasformata in prototipo  dallo studente cinese Li Huan e dai suoi colleghi designers  della Dalian Nationalities University. La tecnologia  è semplice: la ruota anteriore funziona da cestello, si caricano i vestiti e via con il lavaggio. In  20 minuti di pedalate il  ciclo  è terminato. Una soluzione economica che permette negli appartamenti sempre più micro delle grandi metropoli di guadagnare spazio e unire alla salutare attività fisica il lavaggio dei panni e, con il tempo, il risparmio sul costo energetico domestico. La pedalata non si limita, per altro, ad assicurare il lavaggio dei panni, ma permette di caricare una batteria e quindi fare scorta di energia.Non è la prima volta che si creano prototipi del genere, ma rispetto ai numerosi tentativi del passato con BWM (è casuale o fa il verso a BMW?) c’è un’evoluzione dal punto di vista tecnico e dell’estetica. Non si hanno ancora notizie di una sua commercializzazione su scala  industriale ma è possibile saperne di più visitando il sito di design Tuvie, dove è pubblicato il progetto.

Il mondo delle lavatrici a pedali non finisce qui. La ricercatrice slovacca Barbora Bobolova è  partita dalla cyclette per immaginare la prima bici con cestello da lavatrice incorporata, che ha preso il nome simile di BIWA (sempre dall’abbreviazione di bicycle  e washing). Il funzionamento è semplice: inseriti i panni sporchi nel cestello, con detersivo ed acqua, via alla pedalata. In questo prototipo che punta ad uno stile di mobilità urbana eco-friendly, dopo due miglia c’è però da cambiare l’acqua sporca con quella pulita e qui sorgono i dubbi sull’impatto zero della BIWA  perché non si può certo disperdere il detersivo nell’ambiente.

Anche  l’ India  ha partorito la sua lavatrice a pedali. Merito di una ragazza di appena 14 anni che con la sua creazione ha pensato di migliorare la qualità della sua vita visto che era destinata ad occuparsi dei panni di tutta la  famiglia  dopo la malattia della madre e del padre.  Ovvero di necessità si fa virtù – dell’originale lavatrice si parla qui -  e la piccola Jose ha ideato la macchina che poi  una piccola officina locale ha costruito trasformando così  in realtà il sogno dell’adolescente.

Cyclette, bici ma pure il  tapis roulant che  produce energia per lavare i panni. L’idea viene sempre da un paese emergente – seppure avanzato – come la Corea del Sud, dove il designer Si Hyeong Ryu ha ideato un sistema che ha partecipato al concorso design lab di Electrolux.  Si tratta un sistema che permette attraverso l’energia cinetica umana di far muovere il cestello e lavare i panni.  Il sistema è più complesso: si riduce la quantità di acqua da utilizzare e il pannello solare permette alla macchina di lavorare anche senza la presenza dell’uomo ed accumulare energia. Insomma una fonte di produzione di energia domestica che in futuro potrà azionare non solo la lavatrice ma pure altri elettrodomestici.

Non mancano quindi i “piani B per il futuro”e gli aggiustamenti artigianali nelle zone povere del pianeta, ma in commercio è già ora possibile comprare qualcosa: come la piccola Drumi che si basa sulla pressione del piede su una leva che aziona il cestello e garantisce il lavaggio della biancheria. La macchina è in vendita a 319 dollari.  In un modo o in un altro si sta aprendo una nuova era.

Gian Basilio Nieddu

 

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