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Carbon Disclosure Project: pagella verde per le città europee

Dopo la deludente conclusione della Conferenza di Rio+20, in cui i governi del mondo non hanno preso impegni precisi, appare evidente come un futuro sostenibile e low carbon sarà possibile solo con una spinta “dal basso”, che coinvolga cittadini, aziende ed enti locali. In questo comune sforzo per il cambiamento, un ruolo di assoluto rilievo viene svolto dalle città: metà della popolazione mondiale abita nelle città, dove viene consumato circa il 60-80% dell’energia. Il Carbon Disclosure Project ha chiesto alle città europee di rispondere a un questionario sulle strategie riguardanti la riduzione delle emissioni di CO2, i rischi e le opportunità legate ai cambiamenti climatici: in Europa hanno risposto 22 città, tra cui tre italiane – Roma, Milano e Oristano.

I risultati delle risposte sono stati analizzati nel nuovo report “Seven Climate Change Lessons from the Cities of Europe”, presentato oggi dal Carbon Disclosure Project (CDP) e da Accenture presso lo Spazio Europa della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. La pagella europea si può definire, con piacere, molto buona, dato che tutte le città che hanno risposto hanno un obiettivo preciso di taglio della CO2: dal -20% di Roma al 2020, a Londra che punta al -80% entro il 2050. Copenhagen poi sta addirittura  lavorando all’abbattimento totale del 100% della CO2 entro il 2025. “Le città europee detengono la leadership in questo ambito e applicano best practice nella gestione del cambiamento climatico a livello locale” sottolinea Conor Riffle, responsabile del Programma per le Città del CDP.

Non si tratta solo di dichiarazioni politiche di intenti, ma di piani declinati nel breve e lungo termine e facilmente verificabile nel tempo. “E’ un grande patrimonio di conoscenza che si sta creando e che potrà portare nuova consapevolezza”, ha dichiarato Danilo Troncarelli di Accenture. Le azioni intraprese per la riduzione della CO2 sono infatti identificate e ben programmate nel tempo. Ben 18 città su 22 agiscono sul tema della sostenibilità dei trasporti; 15 hanno un piano per rendere energicamente più efficienti gli edifici; 10 hanno introdotto standard di certificazione degli edifici. Un altro aspetto fondamentale che appare nel report, è la percezione dei rischi fisici connessi ai cambiamenti del clima: 18 città su 22 dichiarano di affrontare rischi significativi derivanti dal clima, che vanno dal rischio di piogge intense e onde di calore (73%), all’aumento del livello del mare (45%) e rischio di alluvioni (27%).

Ma le città europee mostrano anche una crescente consapevolezza delle opportunità che possono nascere da un modello che riesca a coniugare sostenibilità e competitività economica, per creare occasioni di sviluppo collegate alla green economy e alla necessità di innovazione tecnologica. Il 60% delle città intervistate pensano che la loro strategia in materia di clima porterà allo sviluppo di nuovi settori di business: a questo riguardo, le città che stanno avendo più successo nelle azioni di riduzione della CO2 sono proprio quelle che sono riuscite a coinvolgere il settore privato con accordi volontari, con forme di partnership; a volte le partnership partono dalla trasformazione di una piccola parte della città, con la creazione di eco-district.

L’importanza del reporting ambientale e del confronto tra le città appare chiara: “Abbiamo reso le informazioni disponibili per gli tutti gli stakeholders, dal governo ai cittadini, – ha spiegato Steven Tebbe, Europe Managing Director del Carbon Disclosure Project – “Pensiamo che la disponibilità dei dati sia essenziale per la regolamentazione, la definizione di incentivi economici e anche per la pressione sociale e morale. Il nostro scopo è quello di mettere in connessione investitori, città e cittadini.

Veronica Caciagli

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