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CO2morrow, tra arte e tecnologia

gennaio 15, 2010 Idee, Progetti

CO2morrow, Courtesy of FlickrIl progetto CO2morrow, visibile sulla facciata della Royal Academy of Arts di Londra fino al 31 gennaio, è un’installazione che fa parte della mostra Earth: Art of A Changing World, partner culturale del summit COP15 di Copenhagen, tenutosi a dicembre. 

Alta nove metri, la scultura visualizza i livelli di anidride carbonica presenti nell’atmosfera del Regno Unito. “Questo progetto”, racconta l’artista Marcos Lutyens, di Los Angeles, ”e’ piu’ di un intreccio intelligente di scienza, arte e patrimonio: questo progetto sta tutto nel modo in cui oggi l’artista deve reinventarsi e lavorare con una tavolozza che include tecnologia, dati, flussi sociali e con una tela fatta d’aria, dell’aria che respiriamo”.


Commissionata dalla National Trust, CO2morrow e’ costruita in fibra di carbonio, alluminio e 1400 LED. La scultura e’ la combinazione di materie prime, energia e scarti di lavorazione prodotti durante ciascuna delle fasi del suo ciclo vitale: design, produzione, uso e ricicloha aggiunto Lutyens.
Nella forma il pezzo e’ ispirato ai cristalli-spugna, molecole in grado di catturare l’anidride carbonica presente nell’aria, inventate da Omar Yaghi, professore alla Universita’ della California di Los Angeles (UCLA). CO2morrow e’ un’idea complessa che racchiude molti aspetti”, sostiene Alessandro Marianantoni, ricercatore-artista dell’UCLA, che ha partecipato alla realizzazione dell’opera. “Quello che tuttavia piu’ mi appassiona e’ l’idea di raccogliere informazioni, solitamente invisibili alla societa’, tradurle in un linguaggio, nella fattispece visivo, ed inserirli in uno spazio pubblico“.

 
Gli appassionati di arte che non potranno ammirare l’installazione alla Royal Academy of Arts di Londra, potranno rifarsi visitando le numerose proprieta’ del National Trust che, in una mostra itinerante, ospiteranno l’opera, del peso di 500 chili, a partire dal mese di febbraio. Giunta alla fine del suo ciclo vitale, la scultura sara’ affidata a Karborek, azienda italiana leader nel processo di riciclo dei materiali compositi, con sede a Martignano in Puglia, che si e’ offerta di recuperare le fibre di carbonio che la compongono per utilizzarle in altri lavori.

Come sottolineato da Marianantoni infatti: “I nostri obiettivi sono di considerare non solo le proprieta’ meccaniche, la funzionalita’ e l’estetica, ma anche l’impatto sociale e ambientale. Quello che mi affascina e’ questa idea della riusabilità, in cui la fine coincide con un nuovo inzio.

Veronica Caciagli

Climate Change Officer, British Consulate General in Milan

 

 

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