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La Provincia di Trento spinge la distribuzione verso gli Ecoacquisti

riduzione imballaggi, Courtesy of mbeo, Flickr.comUn accordo per ridurre gli imballaggi e quindi i rifiuti. È questo l’obiettivo di un’intesa siglata tra la Provincia Autonoma di Trento e le catene della grande distribuzione Sait, Poli, Conad-Dao, Orvea e NaturaSi, che coprono circa l’80% della distribuzione locale.

Il progetto, dal nome «Ecoacquisti Trentino», impegna le aziende su due fronti; da un lato richiede di sviluppare all’interno dei punti vendita azioni e iniziative per ridurre i rifiuti, sia nei processi di lavorazione interna, sia nei confronti dei consumatori. Dall’altra impone di svolgere attività di sensibilizzazione e di informazione per incentivare la scelta di prodotti a minore impatto ambientale. Da parte sua, l’amministrazione collaborerà sviluppando campagne pubblicitarie e di comunicazione per valorizzare il progetto e i soggetti che vi partecipano e, soprattutto, proponendo al Consiglio delle Autonomie soluzioni incentivanti sulla tariffazione dei rifiuti per i gruppi della distribuzione.

Nello specifico, per ottenere il marchio «Ecoacquisti Trentino», le catene di supermercati dovranno mettere in pratica sei tipi di azioni obbligatorie e alcune facoltative (per un totale di 6 punti). Quelle obbligatorie sono la disponibilità di sacchetti in tela o altro materiale riutilizzabile, la possibilità di utilizzare cartoni vuoti per portare a casa la merce, la vendita di “ricariche”, la vendita di acqua, vino o latte in bottiglie con vuoto a rendere, la vendita di pile ricaricabili, la cessione di alimenti prossimi alla scadenza ad associazioni benefiche e/o sconti al pubblico “last minute market”, e l’adeguata formazione ai dipendenti sulla gestione dei rifiuti. Le azioni facoltative sono invece la vendita di detersivi sfusi (vale 2 punti), la vendita di almeno due prodotti alimentari sfusi diversi da frutta e verdura (2 punti), la vendita di vino sfuso (2 punti), la vendita di prodotti con marchio Ecolabel (2 punti), la vendita di pannolini lavabili (2 punti), la disponibilità di sacchetti per la spesa compostabili (1 punto), imballaggi poco impattanti per i prodotti gastronomici (1 punto), la vendita di frutta e verdura in sacchetti compostabili (1 punto), contenitori per i detersivi sfusi realizzati per il 60% almeno in plastica riciclata (1 punto), la possibilità di scartare i prodotti acquistati e lasciare gli imballaggi inutili alle casse (1 punto)  la vendita di almeno un tipo di piatti o bicchieri o posate in materiale compostabile (1 punto), la vendita di gasatori per l’acqua (2 punti), la vendita di pane e altri prodotti da forno in contenitori compostabili (1 punto), l’utilizzo di carta ecologica per i propri materiali informativi (1 punto).

L’accordo prevede poi un tavolo di concertazione che coordinerà le iniziative operative e valuterà i risultati: i primi marchi «Ecoacquisti Trentino» verranno rilasciati a partire dall’11 gennaio 2011, dopo una verifica delle azioni messe in campo dalle catene che aderiscono all’iniziativa. Un’analisi complessiva del progetto verrà invece effettuata nel 2012.

Quest’intesa porta avanti un percorso iniziato nel 2003 e va incontro alle aspettative della popolazione trentina la quale, come rilevato da un’indagine condotta all’interno del progetto Promise nell’agosto di quest’anno, ha una consapevolezza ambientale buona nel 47% dei casi e ottima nel 26%: in provincia di Trento ad esempio la raccolta differenziata copre il 61,5% del volume totale e dal 2001 è in atto una riduzione dei volumi di rifiuti urbani pro-capite pari a oltre 1 chilogrammo all’anno.

Marco Bobbio

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