Home » Aziende »Pratiche »Progetti » Energia e vino: l’uva produce due volte:

Energia e vino: l’uva produce due volte

luglio 19, 2012 Aziende, Pratiche, Progetti

Usare gli scarti del settore vitivinicolo per produrre energia? Si può fare ed è un’opportunità per le aziende per dare vita a una filiera a impatto zero. La tecnologia è collaudata con successo in altri Paesi come la Germania, ma in Italia quel che manca è ancora la capacità di mettersi in gioco, specie da parte del legislatore. Eppure le buone pratiche non mancano, almeno in Veneto. È questo in estrema sintesi quanto emerso dal convegno intitolato “L’utilizzo degli scarti del settore vitivinicolo per la produzione di energia ed integrazione con altre sorgenti rinnovabili”, svoltosi ieri [Mercoledì 18 luglio ] a Verona. Promosso da Unioncamere Veneto nell’ambito del progetto europeo Green-Blue-Energy Factory (GBE Factory), co-finanziato dal programma europeo “Intelligent Energy for Europe”, l’appuntamento voleva appunto illustrare le potenzialità concrete di produrre energia pulita dagli scarti di lavorazione del vino, un comparto di grande rilevanza nell’economia di una regione come il Veneto. Un milione e 117mila tonnellate di uva raccolta nel 2011, quasi 71.800 ettari coltivati a vigneto, con una netta prevalenza nel Trevigiano, seguito di poco dal Veronese (il primo terra di produzione di prosecco e il secondo di amarone), che insieme detengono poco più di 52mila ettari. Ma se il core business del vino di qualità con le sue bottiglie e bollicine ha conquistato i mercati mondiali, anche i suoi residui sono una risorsa.

Federico Correale dell’agenzia regionale Venetoagricoltura ha illustrato come i sottoprodotti della vinificazione possono avere “interesse energetico”: «E’ possibile un utilizzo delle vinacce e, parzialmente, delle fecce come biomassa per alimentare i digestori di impianti di produzione di biogas, come biomassa combustibile per alimentare caldaie per la produzione di energia termica e per la co-generazione, e infine per produrre bioetanolo. I raspi possono essere inoltre miscelati al cippato di sarmenti, con tutte le considerazioni del caso, e utilizzati in combustione diretta». Da una stima dell’agenzia sui dati della vendemmia 2011 risulta che la disponibilità del Veneto è di 60mila tonnellate di vinaccioli, 60mila t. di raspi, 43mila t. di fecce e 129mila t. di sarmenti. Tradotto per i non addetti ai lavori: tanto carburante verde per produrre energia elettrica o calore.

I sottoprodotti del vino rappresentano quindi una risorsa non trascurabile per il Veneto. Il progetto GBE Factory, di cui Unioncamere è tra l’altro capofila, ha enfatizzato questi numeri illustrando il quadro tecnologico, normativo ed economico entro il quale sviluppare progetti aziendali per la loro valorizzazione in chiave energetica. «Le aziende interessate sono quelle vitivinicole, le cantine, le distillerie – spiega Ludovica Munari di Eurosportello di Unioncamere Veneto e referente di GBE Factory – Le tecnologie vanno dalla combustione con caldaia di ultima generazione, turboconvettori per la produzione di energia e sistemi di riscaldamento o raffrescamento nell’ambito della produzione di vino, fino alla co-generazione anaerobica per la produzione di biogas da usare a sua volta per produrre energia elettrica e calore. Trattando anche una sola parte di queste quantità di residui a fini energetici molte aziende del settore potrebbero diventare autosufficienti con vantaggi per l’ambiente, riducendo ad esempio la produzione di CO2». Nel corso del convegno sono stati raccontati anche dei casi studio aziendali, piccoli e grandi. L’agriturismo Calronche in provincia di Treviso usa il cippato di vite proveniente dalla potatura dei suoi 14 ettari di vigneti e i tralci raccolti da una macchina trincia-raccoglitrice per alimentare una caldaia dalla potenza nominale di 180 kW che eroga una potenza termica di 200 MWh l’anno. La distilleria del Gruppo Bonollo a Conselve, nel Padovano, produce energia elettrica anche dal ciclo di gestione delle borlande, i residui liquidi provenienti dal processo di distillazione, mentre il fabbisogno di calore è ottenuto dalla valorizzazione delle vinacce esauste. E poiché la quasi totalità delle vinacce usate proviene dal territorio limitrofo, consolidando il principio della filiera corta, anche la logistica aziendale e l’approvvigionamento della materia prima contribuisce a limitare le emissioni di gas serra.

Gli esempi di co-generazione anaerobica sono però pressoché nulli e si limitano a una manciata in tutto lo Stivale. La singola azienda vitivinicola, spesso almeno nel Veneto di medio-piccole dimensioni, di solito non ha i numeri per investire in un impianto simile e non sarebbe nemmeno “bancabile” come si suol dire, ossia le banche non concederebbero nessun fido per investimenti perché non offrirebbe sufficienti garanzie di solvibilità. «Un impianto di co-generazione richiede una spesa iniziale di 3-5 milioni di euro e, secondo gli standard del precedente Conto Energia, si rientrerebbe dall’investimento in un tempo breve di 3-4 anni, ma anche il nuovo Conto prevede incentivi. Per cimentarsi nella produzione di biogas non rimane quindi che unirsi in consorzi, cosa non difficile per territori come la Valpolicella o il Coneglianese», commenta David Bolzonella, docente al dipartimento di biotecnologie dell’Università di Verona che ha partecipato allo studio internazionale “Routes” sulla cogenerazione anaerobica da fanghi e vinacce. Il messaggio lanciato dal biologo è stato chiaro: co-trattare anaerobicamente fecce, vinacce, fanghi di depurazione, reflui del settore vitivinicolo è possibile, così come ripensare gli impianti di depurazione esistenti gestiti da multiutilities e municipalizzate per il trattamento di acque reflue civili. Di quest’ultimo esempio esiste un solo caso sperimentale in Italia, in provincia di Chieti. «In genere il legislatore tende a tenere separati la lavorazione di scarti civili da quelli agroalimentari, ma è una limitazione che non ha un fondamento tecnologico – chiosa – Anzi, gli impianti cittadini sono spesso sotto forniti e l’apporto di residui agroalimentari o vitivinicoli sarebbe auspicabile, purché nel limite di 30 km di distanza dal luogo di approvvigionamento, altrimenti non sarebbero sostenibili i costi di trasporto. Si tratta di processi già studiati e già messi in pratica da tempo in altri paesi, come la Germania. Quello che manca in Italia è l’ultimo passo, che come sempre è politico».

Alessandra Sgarbossa

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Air-gun, gli spari che danneggiano fauna marina, pesca e turismo. Consegnata la petizione per ricorso al TAR

gennaio 20, 2017

Air-gun, gli spari che danneggiano fauna marina, pesca e turismo. Consegnata la petizione per ricorso al TAR

Ieri a Roma, presso la sede di rappresentanza della Regione Puglia, la Presidente di Marevivo Rosalba Giugni e il Presidente della Fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio, hanno consegnato ufficialmente, al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il testo della petizione lanciata a dicembre da Marevivo e che ha già raccolto, sulla piattaforma Change.org, 45 mila firme nel [...]

P&G annuncia il primo flacone di shampoo con plastica riciclata raccolta sulle spiagge

gennaio 20, 2017

P&G annuncia il primo flacone di shampoo con plastica riciclata raccolta sulle spiagge

La multinazionale Procter & Gamble ha annunciato ieri che Head & Shoulders, il proprio brand n. 1 al mondo per lo shampoo, produrrà il primo flacone riciclabile al mondo, nel settore hair care, realizzato con una percentuale fino al 25& di plastica proveniente dalla raccolta sulle spiagge. In partnership con gli esperti di TerraCycle – [...]

A Rimini tornano i “Giardini d’Autore”

gennaio 17, 2017

A Rimini tornano i “Giardini d’Autore”

“Giardini d’Autore“, la mostra di giardinaggio che accoglie i migliori vivaisti italiani rinnova l’appuntamento a Rimini, presso il Parco Federico Fellini, location dal fascino intramontabile, per l’edizione di primavera 2017, in programma dal 17 al 19 marzo. La manifestazione giunge al suo ottavo anno aprendo la stagione delle mostre di giardinaggio in Italia. Un appuntamento [...]

Italia Nostra su Parco Alpi Apuane: “Bisogna tutelare un ecosistema unico al mondo”

gennaio 17, 2017

Italia Nostra su Parco Alpi Apuane: “Bisogna tutelare un ecosistema unico al mondo”

Il Parco Regionale delle Alpi Apuane, in Toscana, è nato nel 1985 in seguito a una proposta di legge di iniziativa popolare per tutelare dagli scempi estrattivi una catena montuosa unica al mondo, impervia e affacciata sul mare, con una biodiversità eccezionale (vede la presenza del 50% delle specie vegetali riconosciute in Italia, 28 habitat [...]

“Presidente Trump, ci sorprenda!”. La campagna ambientalista per sensibilizzare il nuovo inquilino della Casa Bianca

gennaio 16, 2017

“Presidente Trump, ci sorprenda!”. La campagna ambientalista per sensibilizzare il nuovo inquilino della Casa Bianca

Venerdì 20 gennaio, in concomitanza con l’insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, i presidenti di alcune associazioni ambientaliste italiane si ritroveranno in Piazza Barberini a Roma, per presentare la campagna “Surprise us, President Trump!”. La Campagna nasce, come azione “preventiva”, a seguito delle preoccupazioni destate, tra gli ambientalisti di [...]

AAA Provvedimenti Attuativi Cercasi. Il ritardometro di Assorinnovabili per pungolare la politica

gennaio 13, 2017

AAA Provvedimenti Attuativi Cercasi. Il ritardometro di Assorinnovabili per pungolare la politica

La normativa c’è ma non è applicabile. Questa è oggi la situazione nel settore delle energie rinnovabili in Italia. Risultato? Se ne parla tanto, i politici si riempono la bocca di “green”, ma lo stallo rischia di danneggiare gravemente l’intero comparto delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Le regole, spiega Assorinnovabili, dunque ci sono, ma mancano [...]

A Klimahouse 2017 tornano gli Enertour e arriva il modulo Biosphera 2.0

gennaio 12, 2017

A Klimahouse 2017 tornano gli Enertour e arriva il modulo Biosphera 2.0

Un’edizione “ad alto grado di innovazione” per Klimahouse 2017, fiera di riferimento internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia, in programma a Fiera Bolzano dal 26 al 29 gennaio. Formula vincente di Klimahouse è l’ormai calibrato mix tra uno spazio espositivo, dedicato alle novità di prodotto proposte da 450 selezionate aziende di settore [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende