Home » Nazionali »Politiche »Progetti » “Fiumi e natura”: come gestire correttamente i corsi d’acqua, custodi di biodiversità:

“Fiumi e natura”: come gestire correttamente i corsi d’acqua, custodi di biodiversità

maggio 3, 2019 Nazionali, Politiche, Progetti

Pubblichiamo, in versione integrale, il testo della risoluzione finale del convegno “Fiumi & Natura“, organizzato a Firenze, il 18 aprile scorso, dal Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze in collaborazione con Lipu – BirdLife Italia.

I fiumi e gli altri corsi d’acqua sono componenti essenziali del paesaggio: modellano il territorio, regolano i flussi idrici, trasportano sedimenti, nutrono, mitigano e compensano i cambiamenti climatici e permettono la vita degli esseri umani come elemento di un ecosistema.

Nonostante il loro assetto sia stato determinato dall’azione antropica nel corso dei secoli, nelle loro acque, lungo le loro rive e nelle pianure alluvionali si ritrovano elevati livelli di biodiversità per la presenza di una vegetazione complessa e strutturata e di numerose specie animali acquatiche e terricole, spesso di elevato valore conservazionistico.

Una vegetazione ricca e diversificata in questi ambienti svolge importanti e specifiche funzioni, come la protezione dall’erosione di sponda, l’ombreggiamento delle acque per il mantenimento dei naturali livelli di temperatura e ossigenazione, l’abbattimento degli inquinanti, l’apporto di nutrienti e l’offerta di rifugio per la fauna. Un paesaggio con fiumi vegetati ed ombreggiati porta conseguenze sociali ed economiche importanti legate alla salute della popolazione, alla fruizione turistica e ricreativa. Ma non solo. Una delle più importanti funzioni dei corsi d’acqua è quella di indispensabile “corridoio ecologico” per i movimenti delle specie, permettendo un collegamento fra aree a diversa funzionalità ecologica (ad esempio aree di rifugio e aree di alimentazione), ma anche uno scambio genetico fra le popolazioni più lontane di una specie, la colonizzazione di nuovi territori e il ripopolamento di quelli dove la fauna è scomparsa per un eccessivo disturbo antropico. Per questi motivi l’attenta gestione dei corsi d’acqua, che siano piccoli torrenti o grandi fiumi, è una condizione irrinunciabile se vogliamo conservare la bellezza della natura e la sua biodiversità, specialmente in aree antropizzate (agricole o urbane) dove i fiumi sono spesso l’unica componente in grado di connettere gli elementi del paesaggio di maggior naturalità e di garantire servizi ecosistemici di valore economico, sanitario e per il benessere umano.

Per tutelare la risorsa acqua, che è di importanza primaria per l’esistenza di tutti gli esseri viventi, uomo incluso, l’Europa si è dotata della Direttiva quadro Acque 2000/60/CE in cui la tutela dei corpi idrici assume primaria importanza. Purtroppo negli ultimi anni nuovi fattori concorrono a mettere in pericolo la biodiversità. Oltre alla minaccia delle modificazioni ambientali dovute all’azione antropica, all’introduzione di specie aliene, all’inquinamento e al progressivo consumo di suolo, si aggiungono oggi gli effetti dei cambiamenti climatici. Questi ultimi possono determinare una maggiore frequenza di eventi estremi, aumentando la probabilità che si verifichino fenomeni di esondazione nelle aree a maggior criticità idraulica, procurando, in alcune circostanze, problemi e danni anche consistenti ai terreni agricoli ed agli insediamenti industriali e urbani, e comportando anche un rischio per la stessa incolumità delle persone.

Per la gestione di questi aspetti è stata più recentemente emanata la Direttiva Alluvioni (2007/60/CE) in cui si specifica comunque che è necessario attuare un approccio integrato al fine di perseguire contemporaneamente obiettivi di miglioramento ambientale e di gestione del rischio idraulico. Trovare una sintesi tra i due aspetti potenzialmente conflittuali, qualità e sicurezza, con gli opportuni approcci gestionali che risultino in linea con i principi dello sviluppo sostenibile, è una sfida complessa che deve coinvolgere gli esperti, i politici, i portatori di interesse, e infine l’intera società civile. L’obiettivo principale è garantire la massima sicurezza dal rischio idrogeologico, favorire la qualità dell’acqua anche come risorsa, e insieme tutelare il paesaggio, gli ecosistemi e la biodiversità.

Negli ultimi anni, anche sull’onda emotiva di alcuni disastri (alluvioni, esondazioni, frane) che sono purtroppo avvenuti in diverse località, sia in Toscana che in altre Regioni, gli enti gestori tendono ad attuare modalità gestionali dei corsi fluviali molto drastiche, che si risolvono con l‘artificializzazione degli alvei e con la rimozione spesso totale di tutta la vegetazione ripariale. Sovente queste operazioni, che condannano l’ecosistema fiume alla sua definitiva banalizzazione, sono condotte con macchinari altamente invasivi quali gli escavatori pesanti equipaggiati con trinciastocchi, e vengono condotte in maniera ripetuta e generalizzata anche in primavera, ovvero nel pieno della stagione riproduttiva che è sicuramente la più critica per la fauna selvatica. Oltre al taglio della vegetazione, l’utilizzo di questi macchinari comporta l’amminutamento dei rifiuti e dei materiali plastici spesso abbandonati lungo le rive anche in notevoli quantità, amplificando il loro impatto negativo sulla qualità ambientale degli ecosistemi. Alcuni esempi di tali impattanti operazioni sono documentati nel dossier “Fiumi distrutti” citato in questo convegno. Ciò ha indotto le associazioni ambientaliste, alcuni atenei, gruppi di cittadini ed altre organizzazioni a organizzare campagne di sensibilizzazione ed altre azioni per chiedere agli enti gestori l’applicazione di un modello gestionale sostenibile e rispettoso per l’ambiente.

Questo convegno nasce da una collaborazione tra la Lipu e il Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze (Sistema Museale di Ateneo), con il coinvolgimento degli accademici e degli esperti del settore, per ribadire una serie di acquisizioni tecniche e scientifiche già disponibili, e che erano già state promosse e recepite anche dalla stessa Regione Toscana. Tali presupposti mettono chiaramente in evidenza l’importante ruolo della vegetazione nel mantenimento della qualità dei corsi d’acqua, in tutti gli aspetti. La presenza di alberi, arbusti, siepi, canneti ed altre forme vegetali deve essere in linea di principio tutelata e garantita, pur con una gestione attenta e circostanziata alle singole esigenze e ai diversi corsi d’acqua e loro porzioni. In altre parole, e così come giustamente proposto da alcuni enti più sensibili, si deve produrre una sorta di “carta d’identità” per ciascun tratto fluviale, allo scopo di caratterizzarlo sotto i diversi punti di vista (beni a rischio, paesaggio, aspetti idraulici e ingegneristici, geomorfologici, botanici, faunistici, ecc.), per poi decidere le migliori forme gestionali che si adattano a ciascun contesto.

Si individuano perciò, come strumento per una gestione sostenibile dei corsi d’acqua, quegli interventi che prevedono l’integrazione degli obiettivi delle varie direttive europee (Direttiva quadro Acque, Direttiva Alluvioni, Direttiva Habitat, Marine Strategy, Strategia Nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici) declinati anche all’interno di una governance collaborativa in grado di coniugare processi decisionali multi-obiettivo, multi-livello, multi-stakeholders (il Contratto di fiume). Alcune esperienze in merito sono state presentate a questo convegno.

Di seguito sono formulate le richieste alla Regione Toscana, ai Consorzi di Bonifica ed agli altri Enti gestori, in tutti gli ambiti regionali:

  • riportare la gestione di tutti i corsi d’acqua su un corretto piano tecnico-scientifico per garantire la tutela degli ecosistemi fluviali e una corretta gestione del rischio di alluvioni;
  • realizzare studi sulla vulnerabilità ecologica e faunistica del reticolo;
  • pianificare tagli selettivi, circostanziati alle singole esigenze e situazioni;
  • coinvolgere in tutte le fasi le professionalità e le competenze in campo naturalistico ed ecologico, quali quelle geomorfologiche, botaniche, forestali, ecologiche, faunistiche, ornitologiche, oltre che ingegneristiche;
  • obbligare al rispetto della “finestra” temporale di stop agli sfalci, durante la nidificazione degli uccelli e la riproduzione della “fauna minore” (aprile-luglio);
  • organizzare corsi di formazione obbligatori per il personale tecnico e operativo, che prevedano anche materie naturalistiche ed ecologiche;
  • investire risorse per ripulire i corsi d’acqua dai suoi veri rifiuti, ovvero quelli di origine antropica con particolare riferimento alla plastica;
  • prevedere in via ordinaria l’allargamento dei corsi d’acqua per adeguarli ai mutamenti dei regimi di piovosità indotti dai cambiamenti climatici.

In altre parole, riteniamo che sia davvero giunto il momento per un compiere un passo decisivo, soprattutto sotto il profilo culturale, promuovendo e sostenendo un approccio davvero integrato, che tenga conto di tutte le esigenze dell’ecosistema fiume e delle comunità umane che da esso dipendono.

Firenze, 18 aprile 2019

Il gruppo di lavoro del Convegno “Fiumi e Natura”

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Ma quale “green diesel”! L’Authority multa Eni. Prima sanzione contro il “greenwashing”

gennaio 20, 2020

Ma quale “green diesel”! L’Authority multa Eni. Prima sanzione contro il “greenwashing”

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato, il 15 gennaio 2020, una sanzione di 5 milioni di euro all’Eni per la diffusione di messaggi pubblicitari ingannevoli utilizzati nella campagna promozionale che ha riguardato il carburante Eni Diesel+, sia relativamente all’affermazione del “positivo impatto ambientale” connesso al suo utilizzo, che alle asserite caratteristiche di quel carburante in [...]

Verso Davos con gli sci, per protestare contro la crisi climatica

gennaio 20, 2020

Verso Davos con gli sci, per protestare contro la crisi climatica

Partenza da Sondrio per attraversare le Alpi con gli sci e andare a protestare al World Economic Forum in apertura domani a Davos, contro chi pratica il greenwashing e parla di “sostenibilità” nel cuore di un ecosistema che viene distrutto a scopo di lucro. 80 km. nella neve e 3.500 metri di dislivello – fino a raggiungere i 3.000 [...]

Decreto Clima: approvazione definitiva alla Camera. Ecco cosa verrà incentivato

dicembre 13, 2019

Decreto Clima: approvazione definitiva alla Camera. Ecco cosa verrà incentivato

Con 261 voti a favore, 178 contrari e 5 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva, il 10 dicembre, il disegno di legge di conversione (A.C. 2267) del D.L. 111/2019 (cosiddetto “Decreto Clima“) nel testo già approvato, con modifiche, dal Senato (A.S. 1547). Il provvedimento, composto originariamente di 9 articoli, a seguito delle modifiche [...]

“Urban Forest”: il Museo della Montagna di Torino si prende cura del bosco urbano

dicembre 10, 2019

“Urban Forest”: il Museo della Montagna di Torino si prende cura del bosco urbano

Mercoledì 4 dicembre, al Museo Nazionale della Montagna ”Duca degli Abruzzi” di Torino, ha preso il via il progetto Urban Forest, un’iniziativa che costituisce il nucleo centrale della mostra “Tree Time”, a cura di Daniela Berta e Andrea Lerda. Il bosco che circonda il Museo è infatti un vero e proprio bosco urbano nel centro della [...]

Accordo Essity-Assocarta: i fanghi di cartiera diventano solette per le scarpe

dicembre 10, 2019

Accordo Essity-Assocarta: i fanghi di cartiera diventano solette per le scarpe

La multinazionale svedese Essity – leader mondiale nei settori dell’igiene e della salute con brand come TENA, Nuvenia e Tempo – ha annuncia ieri un nuovo progetto di economia circolare che vede coinvolto lo stabilimento produttivo di Porcari (LU), in Toscana. Grazie ad un processo di riutilizzo degli scarti di cartiera, originariamente destinati alla discarica, [...]

Ford e McDonald’s: componenti per le automobili dagli scarti dei chicchi di caffè

dicembre 9, 2019

Ford e McDonald’s: componenti per le automobili dagli scarti dei chicchi di caffè

Ford Motor Company e McDonald’s USA hanno annunciato che presto daranno avvio ad un processo di trasformazione degli scarti dei chicchi di caffè, in componenti per le automobili, come l’alloggiamento dei fari. Ogni anno, durante la lavorazione di milioni di chicchi di caffè, l’involucro si stacca naturalmente durante il processo di tostatura. Oggi è tecnologicamente [...]

“De Ruina Terrae”: in mostra a Bologna immagini di devastazione del Pianeta

dicembre 5, 2019

“De Ruina Terrae”: in mostra a Bologna immagini di devastazione del Pianeta

Un racconto per immagini su un mondo surriscaldato dalle emissioni nocive,  invaso dalla plastica e dalla sporcizia, dove l’habitat naturale di animali e piante viene bruciato ed annientato.  Una storia che prende il nome di “De Ruina Terrae. L’impatto dell’uomo sulla natura” e che sarà possibile ripercorrere dal 5 (inaugurazione alle ore 19,00) al 7 [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende