Home » Idee »Progetti » “Il bello e il buono”, il libro dell’ecofashion alla moda:

“Il bello e il buono”, il libro dell’ecofashion alla moda

settembre 21, 2011 Idee, Progetti

La moda è il bello per definizione: vestiti, scarpe e accessori colpiscono prima di tutto perché pieni di glamour. Per questo, nella moda la sostenibilità non può mai slegarsi dalla bellezza: sarebbe l’inizio di un fallimento, un divorzio devastante. Il concetto sembra semplice e chiaro, eppure ancora oggi nell’alta moda c’è tanta bellezza,  ma ancora poca attenzione all’impatto ambientale. E si continua erroneamente a ritenere che chi compra abiti sostenibili non sia molto attento al valore estetico.

Il fenomeno è ben analizzato nel libro “Il Bello e il Buono. Le ragioni della moda sostenibile” (pag. 236, 35 euro, Marsilio Editore), curato da Maria Luisa Frisa e Marco Ricchetti per la collana del Centro di Firenze per la Moda Italiana, e presentato a Roma in occasione della Vogue Fashion’s Night Out.  Un volume che spiega, attraverso case history e saggi di diversi studiosi, come la sostenibilità sia una sfida obbligata a cui neanche l’alta moda, e in particolare quella italiana, si può sottrarre. Sì, perché, come spiega Alberto Scaccioni, segretario del Centro di Firenze e AD dell’Ente Moda Italiana, le grandi maison di casa nostra «hanno delle fortissime carte da giocare anche sul tema della sostenibilità, perché qui c’è tutta la filiera». E quindi diventa più facile controllarla e intervenire su di essa.

«Quando ho iniziato pensavo che tutti avrebbero perseguito questa strada più velocemente di quanto in realtà sta accadendo», racconta Ilaria Venturini Fendi, creatrice, nel 2006, di Carmina Campus, marchio di alta moda che utilizza materiali di riciclo e riuso. La sua storia è raccontata anche nel libro, è un caso di successo, un  modello che può fare scuola. E sentendo le parole della figlia di Anna Fendi, che per anni ha lavorato come creativa nell’azienda di famiglia, viene da chiedersi perché dietro i grandi marchi della moda italiana ci sia ancora poca sostenibilità.

La risposta, come spiega l’economista e co-curatore del volume Marco Ricchetti, è articolata: «Innanzi tutto c’è il fatto che la sostenibilità non è una nozione banale, che si vede o si tocca: va dichiarata, e non è facile far arrivare al consumatore informazioni che gli sembrino credibili. Insomma, fino a quando non ci sarà un sistema di informazione chiaro e corretto, non c’è motivo che un’azienda investa grandi risorse in sostenibilità». Quindi, spiega Ricchetti, docente allo IED-Moda Lab di Milano, anche nella moda serve un quadro di regole e un sistema di certificazione simile a quello che c’è per l’alimentazione. Bisogna poi aggiungere il fatto che «a differenza di altri valori, quello della sostenibilità è percepito spesso come ideologico, contrapposto al mercato, e per adesso non è spinto dalla domanda. L’azienda deve cioè investire prima che la domanda si sia sviluppata».

I due mondi, per adesso, sono ancora un po’ distanti. I marchi non conoscono i consumatori. «Secondo un’indagine che abbiamo fatto tra consumatrici italiane di moda – spiega Emanuela Mora,  docente di Sociologia dei Consumi alla Cattolica di Milano le donne che comprano abiti sostenibili vengono percepite come persone con un livello culturale e di informazione molto alto, che permette loro di fare scelte consapevoli, oppure radicali e con una visione sobria della vita quotidiana. In Canada, al contrario, chi acquista moda sostenibile viene considerato semplicemente molto cool». Due modi di vedere opposti , che però, continua Mora, «sono il segno che anche in Italia ci sono le potenzialità e gli spazi di mercato. Le consumatrici si aspettano dall’industria sistemi di informazione e di etichettatura per scegliere più consapevolmente, ma va privilegiata anche la dimensione estetica ed esperienziale della moda, perché non è vero che chi compra sostenibile non è attento alla bellezza di una borsa o di un abito».

Per adesso, i due mondi si toccano di tanto in tanto, in casi come quello di Carmina Campus, una sintesi tra design, alta qualità, eticità (alcune linee sono realizzate a mano in Africa), consapevolezza dei problemi ambientali e  sperimentazione di un nuovo approccio d’impresa. Ilaria Venturini Fendi, con un po’ di provocazione, dice che «la moda dovrebbe essere alla moda». Cioè aperta al nuovo, che oggi si chiama sostenibilità.

Veronica Ulivieri

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Muoversi a Torino”, il nuovo portale che integra open data e servizi al cittadino

febbraio 20, 2018

“Muoversi a Torino”, il nuovo portale che integra open data e servizi al cittadino

Il 13 febbraio la Città di Torino ha lanciato “Muoversi a Torino”, il nuovo servizio di infomobilità in linea con le principali città europee: un portale web istituzionale, interamente orientato a fornire indicazioni utili e informazioni sempre aggiornate per muoversi agevolmente in città e nell’area metropolitana. Il nuovo sito – realizzato e gestito dalla partecipata 5T - si [...]

Non beviamoci il mare con una cannuccia. Marevivo contro l’inquinamento da plastica

febbraio 19, 2018

Non beviamoci il mare con una cannuccia. Marevivo contro l’inquinamento da plastica

Quanto tempo si impiega a bere un cocktail con una cannuccia in plastica? Mediamente 20 minuti. Quanto tempo è necessario invece per smaltirla? 500 anni. In tutto il mondo si utilizzano quotidianamente più di un miliardo di cannucce, solo negli Stati Uniti ogni giorno se ne consumano 500 milioni, secondo i dati della Plastic Pollution [...]

Mais OGM? No, grazie. La risposta di Greenpeace allo studio dell’Università di Pisa

febbraio 16, 2018

Mais OGM? No, grazie. La risposta di Greenpeace allo studio dell’Università di Pisa

Commentando lo studio scientifico sul mais OGM reso noto ieri dalle Università di Pisa e Scuola Superiore Sant’Anna, l’associazione ambientalista Greenpeace sottolinea come le colture OGM, considerate “una panacea per la produzione di cibo”, costituiscano in realtà un freno per l’innovazione ecologica in agricoltura. Sottopongono l’agricoltura al controllo e ai brevetti di poche aziende agrochimiche e [...]

In diretta Facebook da un’auto elettrica: Margot Robbie online grazie alla batteria di una Nissan Leaf

febbraio 15, 2018

In diretta Facebook da un’auto elettrica: Margot Robbie online grazie alla batteria di una Nissan Leaf

Margot Robbie, attrice e produttrice australiana, di recente candidata al Premio Oscar 2018 come “Miglior attrice protagonista” per la sua interpretazione di Tonya Harding nel film “I, Tonya” (2017) è stata protagonista, in qualità di ambasciatrice dei veicoli elettrici Nissan, della sua prima diretta streaming su Facebook. Una diretta molto speciale perché alimentata per la prima [...]

“Sulle tracce dei ghiacciai”: stessa prospettiva ma cent’anni dopo. I cambiamenti climatici in due foto gemelle

febbraio 9, 2018

“Sulle tracce dei ghiacciai”: stessa prospettiva ma cent’anni dopo. I cambiamenti climatici in due foto gemelle

ll clima continua a cambiare e i ghiacciai proseguono nel loro inesorabile arretramento. Per aumentare la consapevolezza pubblica su questo devastante fenomeno il fotografo ambientalista Fabiano Ventura ha avviato, a partire dal 2009, un progetto internazionale fotografico-scientifico decennale, articolato su sei spedizioni, che documenta gli effetti dei cambiamenti climatici sulle più importanti catene montuose della Terra [...]

Guida ecologica: il Ministero dell’Ambiente propone una certificazione per le autoscuole

febbraio 5, 2018

Guida ecologica: il Ministero dell’Ambiente propone una certificazione per le autoscuole

Una certificazione per la guida ecologica. È quanto annunciato sabato 3 febbraio dal Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, per ridurre le emissioni di inquinanti nell’aria attraverso un nuovo approccio alla guida delle auto. Lo smog è infatti una vera e propria “spada di Damocle” che pende sulle grandi città italiane, in particolare del Nord Italia, [...]

Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare: ogni famiglia butta via 85 kg. di cibo all’anno

febbraio 5, 2018

Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare: ogni famiglia butta via 85 kg. di cibo all’anno

Il 2018 sarà l’anno zero per le rilevazioni sullo spreco del cibo in Italia: perché per la prima volta arrivano i dati reali sullo spreco alimentare nelle nostre case, integrati da rilevazioni nella grande distribuzione e nelle mense scolastiche. Gli innovativi monitoraggi, su campione statistico di 400 famiglie di tutta Italia e su campioni significativi [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende