Home » Progetti »Top Contributors » La rivoluzione solare del mondo arabo:

La rivoluzione solare del mondo arabo Top Contributors

maggio 6, 2010 Progetti, Top Contributors

arabia saudita, Courtesy of Mat56, Flickr.comE se la rivoluzione solare partisse dal mondo arabo? Sono molti i segnali che lasciano intuire come in Arabia Saudita e in altri stati del Golfo Persico vi sia una reale volontà di scommettere su questo tipo di energia rinnovabile. Non sono solo le opportunità economico-ambientali a rendere interessanti investimenti a medio-lungo termine, ma anche le particolari realtà politico-istituzionali di alcuni Paesi della regione.

L’Oman, ad esempio, potrebbe diventare un interessante laboratorio in questo specifico settore. La solidità della sua struttura statale, la tolleranza sociale e religiosa, la volontà di liberare lo sviluppo economico da un’eccessiva dipendenza da petrolio e dal gas costituiscono infatti una sorta di garanzia agli investimenti esteri. Vi sono poi ragioni più specificatamente tecniche a favorire gli investimenti in tutta la Regione. Per Sander Trestain, vice presidente tecnico di Enviromena Power Systems (società dedicata alle fonti alternative con sede ad Abu Dhabi) nel Golfo gli impianti solari possono fornire ogni anno il “doppio dell’elettricità rispetto a quelli installabili in un paese nuvoloso come la Germania.

Scenari dunque interessanti. Ecco perché il recente annuncio dell’Arabia Saudita di volere esportare, entro il 2020, elettricità da centrali solari non dovrebbe essere interpretato come una semplice boutade propagandistica. Certo, più verosimilmente si dovrà attendere un po’ più a lungo, ma questo fatto non esclude la possibilità che Riad apra un nuovo interessante fronte politico-energetico. Una data credibile? Forse il 2025, dead line entro la quale per molti analisti il costo del chilowattora da centrali solari a concentrazione dovrebbe raggiungere il pareggio con i combustibili fossili. Resta comunque l’incognita degli incentivi statali, che per il momento latitano. Una contraddizione spiegabile con il fatto che il Golfo è fortemente dipendente dalle entrate petrolifere. Si tratta così di traguardare tempi sufficientemente “certi” in termini di costi- benefici e interpretare scenari e linee di tendenza.

L’Arabia Saudita da qualche tempo ha approntato un piano energetico nazionale che – nel prospettare un forte incremento degli investimenti – prevede anche una diversificazione attraverso il ricorso alle rinnovabili. Saranno ottanta i miliardi di dollari stanziati per questo giro virtuoso. E in dieci anni la capacità installata dovrebbe salire a 60 GW (contro i circa 46 GW attuali). Non male se si pensa che nel 2003 il Paese era ancorato a 35 GW di potenza installata e 153.000 GWh di energia elettrica prodotta. Anche se devono essere risolti diversi problemi tecnici, l’insolazione abbondante per molte ore al giorno durante tutto l’anno potrebbe davvero consentire a ovviare alla principale difficoltà prospettata da chi ancora resta scettico sull’energia fornita dal sole.

In Arabia Saudita le joint venture energetiche fra istituzioni locali e gruppi occidentali (o giapponesi) sono ormai una realtà consolidata. Come quella fra IBM e la locale King Abdulaziz City for Science and Technology, che si sono impegnate a esplorare tutte le possibilità per costruire nella città di Al Khafji (nord est del Paese) un impianto a energia solare per la desalinizzazione e capace di fornire 30.000 metri cubi di acqua il giorno a più di 100.000 persone.

D’altra parte una maggiore efficienza e una “ristrutturazione” della politica energetica del Regno si sono imposte perché elevati quantitativi di petrolio vengono sottratti all’esportazione per soddisfare le necessità del sistema industriale. Senza contare che, più in generale, nel Golfo lo stimolo decisivo a maggiori investimenti in ricerca e sviluppo ha avuto un’accelerazione in seguito alla recente crisi economico-finanziaria. E, particolare non irrilevante, molti progetti sono stati pensati in un periodo in cui il petrolio oscillava a livelli molto inferiori rispetto a quelli attuali.

Così, dal Qatar all’Egitto, le “scommesse verdi” si moltiplicano. Se Doha pensa infatti a ospitare i mondiali di calcio del 2022 con stadi “alimentati” a energia solare e in grado di mantenere una temperatura costante di 27 gradi Celsius, il governo del Cairo intende realizzare con Masdar, società di Abu Dhabi, un impianto lungo la costa orientale del Mar  Rosso. Sempre in Qatar si è poi costituita la “strana alleanza” fra la Chevron Qatar Energy Technology (gruppo Chevron Corporation) e la Green Gulf Inc, società locale dedicata alle energie rinnovabili. Una joint venture volta alla sperimentazione di nuove tecnologie solari.  Il progetto congiunto dovrebbe raccogliere e valutare dati forniti da attrezzature dislocate su 35.000 metri quadri del Qatar Science & Technology Park (QSTP). In Oman l’Autorità per la regolazione dell’elettricità ha studiato invece la possibilità di realizzare progetti pilota grazie anche alla collaborazione della società danese di consulenza COWI, specializzata in engineering e scienze ambientali. Gli obiettivi sono di misurare le prestazioni dell’energia solare nel territorio del sultanato e fornire alle imprese locali le relative conoscenze tecnologiche. Come gran parte dell’Asia, anche il Medio Oriente sembra dunque destinato a un aumento significativo dei consumi elettrici, un aumento che però metterà a dura prova l’inadeguata rete di distribuzione attuale. In base alle stime di alcuni operatori del settore, una domanda crescente del 5% dovrebbe, infatti, comportare incrementi negli investimenti infrastrutturali di circa il 15%.

Bruno Pampaloni

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Da Altromercato arriva la “Ri-capsula” per caffè, riutilizzabile 250 volte

novembre 20, 2017

Da Altromercato arriva la “Ri-capsula” per caffè, riutilizzabile 250 volte

Altromercato, la maggiore organizzazione del Commercio Equo e Solidale in Italia, lancia Ri-capsula, una capsula per caffè riutilizzabile, grazie ad una tecnologia innovativa, proposta in esclusiva da Altromercato sul mercato italiano, che accoppia alluminio e tappo in silicone alimentare. Ricaricabile fino a 250 volte e personalizzabile con il macinato Altromercato che si desidera, Ri-Capsula è compatibile con le macchine per [...]

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

novembre 17, 2017

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

Dalla naturale evoluzione del Forum Nazionale Rifiuti – promosso a livello italiano da Legambiente Onlus, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club – che negli ultimi tre anni è stato l’evento di riferimento sulla gestione sostenibile dei rifiuti in Italia, nasce l’”EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte”. L’EcoForum piemontese si svilupperà, il 22 novembre 2017, in occasione della Settimana Europea per [...]

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

novembre 16, 2017

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

Apre al pubblico nella mattinata di oggi, a Torino, la trentesima edizione di Restructura, uno dei punti di riferimento fieristici in Italia nel settore della riqualificazione, del recupero e della ristrutturazione in ambito edilizio. Un osservatorio privilegiato per professionisti e visitatori che dal 16 al 19 novembre 2017 all’Oval del Lingotto Fiere avranno l’opportunità di confrontarsi con i protagonisti del [...]

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

novembre 15, 2017

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

La fine di una triste era dell’energia in Italia ha bisogno anche di simboli. Sogin ha completato nei giorni scorsi lo smantellamento del camino della centrale nucleare del Garigliano (Caserta), una struttura tronco-conica in cemento armato alta 95 metri, con un diametro variabile dai 5 metri della base ai 2 metri della sommità. La struttura, [...]

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

novembre 15, 2017

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

“Dobbiamo diffondere le tecnologie rinnovabili e a basse emissioni” ha ribadito Kai Zosseder della Technical University of Munich, leader del progetto GRETA (near-surface Geothermal REsources in the Territory of the Alpine space), aprendo la mid-term conference del 7 novembre scorso, a Salisburgo. “Ma per ora – ha aggiunto – il potenziale della geotermia a bassa [...]

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

novembre 13, 2017

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

Si chiama DEMOSOFC il progetto europeo che sta per dare il via all’impianto con celle a combustibile alimentate a biogas più grande d’Europa. Si tratta di un impianto di energia co-generata recuperando i fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue di Torino, da cui, grazie alla digestione anaerobica e alle fuel cell, le [...]

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

novembre 10, 2017

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

Cotton fioc, frammenti, oggetti e imballaggi sanitari, tappi e cannucce sono i rifiuti più presenti sulle nostre spiagge. La causa è da attribuire principalmente ad abitudini errate da parte di consumatori e imprese. Quello che in molti però non sanno è che anche questo tipo di rifiuto potrebbe essere avviato a riciclo, con vantaggi sia [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende