Home » Progetti » “LEED for Historical Buildings”: anche il restauro diventa green:

“LEED for Historical Buildings”: anche il restauro diventa green

giugno 25, 2012 Progetti

Ville venete, antichi palazzi nelle città, borghi medioevali sugli Appennini, trulli nel Tavoliere delle Puglie. Un patrimonio architettonico, storico e artistico che il mondo ci invidia e che potrà, presto, essere conservato con maggiore sostenibilità ambientale. È stato infatti presentato, giovedì scorso a Venezia, alla presenza dei rappresentanti di organizzazioni internazionali come l’Unesco e il World Green Building Council, il progetto di stesura del protocollo “LEED® forHistorical building”, primo esempio di sistema di certificazione per la ristrutturazione e il monitoraggio di edifici storici a livello mondiale.

L’anteprima di quello che si potrebbe già chiamare “restauro green” è stata organizzata dal Green Building Council Italia (GBC Italia), associazione no profit nata da una costola dell’omonima organizzazione americana con l’obiettivo di favorire e accelerare la diffusione dell’edilizia sostenibile nel nostro Paese. Il Bel Paese, con le sue eccellenze storico-architettoniche universalmente conosciute e l’ampio bagaglio di esperienza nel restauro, farà quindi da incubatore e promotore del sistema di certificazione indipendente Leed® (Leadership in Energy and Environmental Design) per laprima volta applicabile alla conservazione, restauro e rifunzionalizzazione di edifici storici e con particolare valenza storica e architettonica. Una novità perché il sistema Leed, che stabilisce precisi criteri di progettazione e realizzazione di edifici salubri, energeticamente efficienti e a impatto ambientale contenuto, finora è stato introdotto solo nel sistema residenziale.

Al lavoro ci sono già un Comitato standard e uno tecnico scientifico per un totale di 300 volontari che operano per elaborare le linee guida del protocollo che verranno presentate a inizio del prossimo inverno a San Francisco – e per garantire trasparenza nei processi di analisi e stesura. Dei due gruppi di lavoro fanno parte esperti, tra cui il Dipartimento di Architettura di Ferrara, soggetti istituzionali, progettisti, imprese e proprietari immobiliari. Le linee di indirizzo di partenza fanno dialogare insieme due differenti culture, quella della conservazione e valorizzazione del patrimonioedilizio storico-architettonico tipicamente italiana, e quella della sostenibilità edilizia tipica del mondo anglosassone. Un insieme di strumenti tecnici e procedurali che possono contribuire allo sviluppo di regolamenti tecnici, codici di buona pratica e pratiche progettuali condivise in cui l’Italia giocherà un ruolo da protagonista nel contesto internazionale.

Non avendo un riferimento in alcuno dei sistemi di rating sviluppati attualmente, GBC Italia sta analizzando “casi studio” sperimentali, interventi in progetto o in fase di cantiere su cui verificare la corrispondenza con il protocollo in via di elaborazione. Progettisti o enti che si apprestano a restaurare edifici storici possono dunque aderire a questa fase, collaborando attraverso i propri progetti e facendoli analizzare.

«Edifici e città storiche italiane sono già in un certo senso “Leed” , basti pensare al sistema di canalette per la raccolta di acqua piovana sotto l’Arena di Verona, costruita 2000 anni fa, o le cisterne perl’acqua dolce sotto i palazzi veneziani – commenta Mario Zoccatelli, presidente GBC Italia – Il problema è che ci siamo dimenticati di come si costruiva. Con l’avvio di questo progetto di identificazione di un protocollo specifico per gli edifici storici faremo un’operazione che mette insieme il sistema di certificazione Leed, l’esperienza italiana nel restauro e conservazione dei beni culturali, la cultura Unesco, che predica il rispetto della tradizione storica e delle comunità locali. È una questione sia culturale, sia tecnica, sia di business perché la crescita, di cui si parla tanto, in questo settore può avere un grande sbocco».

Uno sbocco quasi obbligato, si potrebbe aggiungere, visto che la crescita del fabbisogno energetico, la scarsità di risorse tradizionali, la necessità di ridurre le emissioni di gas serra e, non ultimo, il consumo di territorio – basti pensare all’eccessiva cementificazione avvenuta nel nostro paese, con moltissimi edifici residenziali invenduti (specialmente in questo periodo) – impongono di ripensare al tema della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

A spiegare il contesto in cui si inserisce il nuovo protocollo “for Historic Buildings” in Italia è la giovane Paola Boarin, del Dipartimento di Architettura di Ferrara e coordinatrice del Comitato Standard. «Circa un terzo degli edifici esistenti nella nostra penisola – racconta - è costruito prima del 1945 e, a differenza di quanto edificato dopo, che fu di scarsa qualità, garantivano un benessere bioclimatico per chi vi abitava». Il comfort era dato da sistemi di mediazione bioclimatica, muri spessi, giardini interni nei cortili, controsoffitti in legno decorati che avevano una funzione di isolamento termico, sistemi di raccolta dell’acqua meteorica. I materiali erano reperiti in loco e si integravano con l’ambiente circostante, basti pensare alle case in pietra dei paesini collinari o al legno in quelle di montagna. Tutti elementi assolutamente sostenibili già insiti in molti edifici antichi da valorizzare, tenendo conto – cosa fondamentale – del contesto in cui il fabbricato è inserito.

«Il protocollo – continua l’architetto – valuterà se i progetti di restauro su edifici storici andranno nella direzione di mantenere queste caratteristiche di sostenibilità, anche perché, in caso contrario, l’edificio stesso non risponderà più correttamente alle sollecitazioni ambientali. Il fine del restauro secondo questo criterio non è arrivare a una casa passiva o in classe energetica A, ma a una sostenibilità storica, culturale, energetica nell’ambito di un intervento di conservazione». Un criterio di restauro che non esclude tecniche innovative o antisismiche. La sede del Dipartimento di Architettura di Ferrara, un palazzo cinquecentesco restaurato nel 2009 e consolidato sismicamente, ad esempio ha retto al terremoto che ha colpito il mese scorso l’Emilia Romagna. E ora i ricercatori sono impegnati, insieme alla Soprintendenza di Ferrara, nel dibattito su come ricostruire gli edifici storici crollati, come il Duomo di Mirandola, uno dei simboli della nostra storia decapitati dal sisma.

Alessandra Sgarbossa

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Greening the Islands Net: il nuovo laboratorio online di buone pratiche per le isole del mondo

dicembre 5, 2016

Greening the Islands Net: il nuovo laboratorio online di buone pratiche per le isole del mondo

Il tempo è scaduto, le isole rischiano di sparire a causa degli effetti dei cambiamenti climatici. Le istituzioni a livello internazionale dovrebbero prenderne atto e agire velocemente per contrastare il fenomeno e supportare l’innovazione tecnologica nelle isole. È l’appello che arriva dalle istituzioni e popolazioni delle isole che oggi sono in prima linea ad affrontare, [...]

Giornata Mondiale del Suolo: People4Soil chiede principi e regole vincolanti

dicembre 5, 2016

Giornata Mondiale del Suolo: People4Soil chiede principi e regole vincolanti

Immaginate una nazione di medie dimensioni, come l’Ungheria, il Portogallo o la Repubblica Ceca. Ora immaginate l’intera area di quella nazione ricoperta da cemento e asfalto: è grossomodo la superficie di suoli agricoli che negli ultimi 50 anni è stata “consumata” da insediamenti e infrastrutture nei 28 paesi dell’Unione Europea. Il suolo continua ad essere [...]

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

novembre 29, 2016

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

Treedom, la piattaforma web nata nel 2010 a Firenze, che permette a persone e aziende di finanziare la piantumazione di alberi a livello globale, ha lanciato la campagna 2016 per un regalo di Natale insolito quanto utile: da oggi è on-line “We make it real”, un servizio che permetterà agli utenti di regalare a parenti e [...]

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

novembre 29, 2016

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

Lunedi 5 dicembre 2016 presso la Sede romana di Intesa Sanpaolo, in via Del Corso, verrà firmata la Convenzione tra Federparchi, FITS! (Fondazione per l’Innovazione del Terzo Settore) e Rinnovabili.it. I tre partner si faranno promotori di un nuovo progetto dedicato al supporto di iniziative di conservazione, sviluppo e tutela del patrimonio ambientale e territoriale. L’obiettivo della Convenzione [...]

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

novembre 28, 2016

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

In occasione della ricorrenza dei 30 anni dalla Carta di Ottawa, ISDE Italia, l’Associazione Medici per l’Ambiente, ASL Sud Est Toscana e Regione Toscana organizzano il 29 novembre, nel contesto del 11° Forum Risk Management alla Fortezza da Basso di Firenze, la 6° Conferenza Nazionale sulla Salute Globale, dal titolo “Costruire una politica pubblica per la [...]

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

novembre 25, 2016

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

“Il cerchio del compost: riciclare per la Terra”. Si terrà sabato 26 novembre dalle 9 alle 12 a Villa Argentina a Viareggio il convegno di approfondimento di RicicLAB, il ciclo di laboratori creativi sul riuso a ingresso libero realizzato da Sea Risorse e Sea Ambiente e organizzato dallo spazio smartCO2 COworking+Community insieme ad una rete di associazioni [...]

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

novembre 25, 2016

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

Una nuova ricerca pubblicata ieri da Greenpeace Germania, alla vigilia del “Black Friday”, la giornata che negli Stati Uniti segna l’inizio dello shopping natalizio e che sta diventando popolare anche in Italia – con sconti selvaggi e istigazione all’acquisto compulsivo – evidenzia le gravi conseguenze sull’ambiente dell’eccessivo consumo, in particolare di capi d’abbigliamento. “Difficile resistere [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende