Home » Pratiche »Progetti »Pubblica Amministrazione » Milano, i referendum cittadini e una difficile scommessa chiamata Expo:

Milano, i referendum cittadini e una difficile scommessa chiamata Expo

Qualche segnale positivo c’è ma il rischio bocciatura incombe: Milano sta perdendo l’occasione d’impostare con l’Expo un modello di città più sostenibile e vivibile, indicato dai cittadini con i referendum ambientali del 2011. Secondo la Consulta per l’attuazione dei referendum consultivi, Palazzo Marino è molto indietro nell’attuare i quesiti, promossi da Milanosimuove, e approvati a larghissima maggioranza tre anni fa. La Giunta Pisapia si fermerebbe a meno del 30% degli obiettivi.

“Le proposte emerse dai referendum sono state condivise da Consiglio e Giunta – spiega Edoardo Croci, ex-Assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente sotto la Madonnina, ora alla guida della Consulta – Diamo atto che qualcosa è stato fatto, soprattutto sulla riduzione del traffico e su bike e car sharing, oggi molto apprezzati. Ma su altri aspetti, come l’orario notturno della metro o la pedonalizzazione del centro storico, siamo in alto mare. Rischiamo di perdere una straordinaria occasione di trasformazione complessiva della città, che avrebbe potuto coincidere con Expo” avverte Croci.

Dalla relazione presentata dalla Consulta (formata da 15 membri designati da Università e associazioni ambientaliste e nominati dal Sindaco) emerge che il primo referendum sulla mobilità risulterebbe attuato al 40%. Il quesito chiedeva al Comune di ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’ecopass e la pedonalizzazione del centro. “Il trasporto pubblico è stato potenziato ed effettivamente il traffico a Milano è diminuito – riferisce Croci – Come pure significativo è stato il passaggio dalla formula ecopass a quella dell’Area C, quindi da un modello di pollution charge (in cui paga di più il veicolo dalle maggiori emissioni, ndr) a un modello di congestion charge, in cui tutti pagano lo stesso pedaggio, che ha ridotto la circolazione dei mezzi privati in quell’area”. Dal 2010, infatti, sono state registrate nella Cerchia dei Bastioni, il centro di Milano, circa 38mila auto in meno ogni giorno, per un totale di 25 milioni di accessi in meno in tre anni nella ZTL, secondo quanto dichiarato dall’Amministrazione a metà gennaio.

Rivendica un “vero cambio di passo in termini di mobilità” l’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran: “Se diminuiscono le auto in circolazione è anche grazie al fatto che i milanesi stanno cambiando le proprie abitudini, preferendo i mezzi in condivisione e i mezzi pubblici per i propri spostamenti”. Non solo divieti e restrizioni, suggerisce l’assessore, ma l’offerta di valide alternative all’auto privata ha finalmente permesso miglioramenti notevoli della qualità dell’aria: in area C, le emissioni di Pm10 sono diminuite del 38% in 4 anni. Positivi anche i dati sul black carbon, il micidiale carbonio elementare contenuto nel Pm10, diminuito del 59%. Si registra infine un netto calo, sempre rispetto al 2010, anche delle emissioni di gas climalteranti dovute al traffico stradale: -28% per l’anidride carbonica, -16% per il metano, -28% per il protossido d’azoto.

Ma la lunga gestazione del Piano per la Mobilità Sostenibile (Pums), fa notare Croci, sta rinviando scelte strategiche importanti come la pedonalizzazione o l’ampliamento dell’area C.

Colpa dei tagli di risorse, che negli ultimi anni mettono in non poche difficoltà i bilanci degli Enti locali? “Nelle proposte dei referendari era chiaramente indicato dove reperire le risorse – afferma Croci. – L’allargamento dell’area C avrebbe avrebbe prodotto circa 200 milioni di euro di introiti da pedaggi. Li si poteva investire in trasporto pubblico, per allungare l’orario notturno dei servizi”.

Sugli altri referendum (verde pubblico, opere dell’Expo da mantenere, efficienza energetica degli edifici, risistemazione della Darsena e dei Navigli) il giudizio della Consulta è variegato. “Sono stati compiuti disegni frammentari, ma è mancata una vera cabina di regia che ne pianificasse unitariamente la realizzazione”.

Ma rispetto alla conservazione delle opere nate con l’Expo, la Consulta registra una situazione preoccupante. “Le risorse più importanti, circa 1 miliardo di euro, erano state assegnate dal Governo per le linee della metro, definite essenziali – racconta Croci. – Ma entro l’Expo forse sarà finita solo la M5. La M4 arriverà ma in ritardo”. Croci punta il dito soprattutto sulla mancata pianificazione dell’eredità dell’Expo: “Non si sa cosa resterà dell’area. Il progetto originario prevedeva un grande parco con 5 cupole trasparenti, quante le aree della Terra. Ma è stato abbandonato. E’ lecito pensare che quasi tutto sarà abbattuto”. Nessuna delle varie ipotesi sul futuro dell’area, che pure è ben collegata con la città – la linea 1 della metro porta fino a Rho, e l’Expo è subito dopo la fiera -, sembrano realizzabili a breve. Si è parlato di uno stadio, di un centro ricerche, di sedi distaccate dell’ateneo milanese. “Rischiamo diventi, per anni, un’area degradata” denuncia Croci. “Quando invece il Comune, azionista della società Arexpo proprietaria del terreno, avrebbe potuto giocare un forte ruolo di regia, di regolazione urbanistica”.

Tra i fenomeni di corruzione scoperti, il rischio di danni ambientali legati alla canalizzazione delle vie d’acqua e la partita incerta dell’area, con una gara andata deserta, “il modello milanese di Expo è un modello con molte colpe”, conclude Croci.

Delle valutazioni della Consulta si farà ora carico la Commissione consiliare sui referendum, presieduta da Marco Cappato. La presentazione della relazione, la scorsa settimana, ha registrato apprezzamenti bipartisan dai consiglieri comunali, che l’hanno vista come uno stimolo a fare il più possibile in quest’ultimo scorcio di mandato. Un po’ meno entusiasta la Vicesindaco, pare. Ada Lucia De Cesaris è infatti titolare proprio delle deleghe su Urbanistica ed Edilizia nonché esperta di diritto ambientale. Proprio gli ambiti in cui la relazione tra Milano e l’Expo rischia il cortocircuito…

Cristina Gentile

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Heritage & Sustainability”: a Ferrara tre giorni sulla riqualificazione del patrimonio architettonico

dicembre 11, 2018

“Heritage & Sustainability”: a Ferrara tre giorni sulla riqualificazione del patrimonio architettonico

GBC Italia con UNESCO e il Comune di Ferrara organizzano dall’11 al 13 dicembre 2018 “Heritage & Sustainability“, un workshop internazionale incentrato sugli strumenti energetico-ambientali per la governance sostenibile del patrimonio architettonico esistente. L’evento, in collaborazione con la fiera RemTech Expo, si svolgerà tra due dei più prestigiosi edifici storici della città di Ferrara, il Castello Estense e il Palazzo Ducale. [...]

Bando “Distruzione”. La Fondazione CRC aiuta a demolire le brutture

dicembre 7, 2018

Bando “Distruzione”. La Fondazione CRC aiuta a demolire le brutture

Dopo la positiva esperienza del 2017, anche nel 2018, la Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo) prosegue e rafforza il suo impegno a favore del contesto ambientale e paesaggistico della provincia di Cuneo promuovendo il “Bando Distruzione“, con il duplice obiettivo di distruggere le brutture e ripristinare la bellezza di un contesto paesaggistico e [...]

I muretti a secco Patrimonio UNESCO. Italia Nostra: “Una rivincita della pietra sul cemento. Tramandiamo questa tecnica”

dicembre 6, 2018

I muretti a secco Patrimonio UNESCO. Italia Nostra: “Una rivincita della pietra sul cemento. Tramandiamo questa tecnica”

I “muretti a secco” sono  stati inseriti, nei giorni scorsi, nel Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, confermando le motivazioni dei Paesi europei che congiuntamente ne avevano presentato la candidatura - Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera – facendo leva sulla “relazione armoniosa tra l’uomo e la natura”. L’arte dei muretti a secco, come si [...]

Ecoforum Piemonte: Legambiente fotografa gli sviluppi dell’economia circolare 4.0

dicembre 3, 2018

Ecoforum Piemonte: Legambiente fotografa gli sviluppi dell’economia circolare 4.0

Dopo il successo della prima edizione torna mercoledì 5 dicembre 2018, all’Environment Park di Torino, l’EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte, un momento di confronto e dibattito sulla gestione virtuosa dei rifiuti con i principali operatori locali del settore (aziende, pubblica amministrazione, consorzi), per concentrarsi sulle criticità del ciclo dei rifiuti e sulle soluzioni per minimizzare lo smaltimento [...]

MOTUS-E bacchetta il Governo sulla Finanziaria: “non contiene misure per la mobilità elettrica”

novembre 30, 2018

MOTUS-E bacchetta il Governo sulla Finanziaria: “non contiene misure per la mobilità elettrica”

MOTUS-E, l’associazione costituita da operatori industriali, mondo accademico e associazionismo ambientale e consumeristico con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia attraverso il dialogo con le Istituzioni, il coinvolgimento del pubblico e programmi di formazione e informazione, ha rilasciato un comunicato stampa in cui rileva che la manovra finanziaria arrivata in Parlamento [...]

Origine del cibo: Coldiretti chiede all’UE l’etichettatura obbligatoria e lancia la petizione

novembre 30, 2018

Origine del cibo: Coldiretti chiede all’UE l’etichettatura obbligatoria e lancia la petizione

Ieri a Bruxelles è stata ufficialmente lanciata l’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) EAToriginal, la campagna di Coldiretti e altre associazioni europee per chiedere alla Commissione Europea di introdurre un’etichettatura obbligatoria sull’origine del cibo. La contraffazione e l’adulterazione di prodotti alimentari rappresentano infatti un grave rischio per la salute dei consumatori, soprattutto quando vengono utilizzati ingredienti di bassa [...]

Dissalatori, soluzione alla carenza d’acqua? Ma serve una normativa sugli scarichi

novembre 28, 2018

Dissalatori, soluzione alla carenza d’acqua? Ma serve una normativa sugli scarichi

Con la siccità che, ogni anno, coinvolge anche il nostro Paese, a causa dei cambiamenti climatici, il mare potrebbe diventare la principale risorsa idrica disponibile. La dissalazione dell’acqua marina può dunque rappresentare una valida soluzione alla crisi idrica che quasi sicuramente ci troveremo ad affrontare. Serve però una normativa specifica sul funzionamento degli impianti e [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende