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Pistoletto e il mito del riciclo

marzo 26, 2010 Idee, Progetti

pistoletto, Courtesy of ufficio stampa cittadellarte fondazione Pistoletto«Costruire bello, ecologico ed economico», parola di Michelangelo Pistoletto. Non è solo uno slogan, sarà sempre più una realtà. Come suggerisce l’artista biellese, uno dei protagonisti dell’arte povera e direttore della Fondazione Cittadellarte, che ha lanciato oggi il progetto N.o.v.a. Civitas: Nuovi Organismi di Vita Abitativa. Un invito a ripensare il concetto di ”abitare” secondo una priorità etica, per fronteggiare sempre più e sempre meglio le preoccupanti sfide che i cambiamenti climati ci impongono.

 ”Dobbiamo diventare – dice Pistoletto a Greenews.info – responsabili dell’habitat in cui viviamo, uno spazio inserito in uno spazio più ampio chiamato ambiente“.

Dalla filosofia alla realtà. Dal pensare al costruire. Un passaggio che l’artista ha realmente compiuto inaugurando una nuova ala della cittadella dell’arte dedicata ai temi dell’edilizia eco-compatibile, frutto del lavoro di recupero di una vecchia fabbrica dismessa.

“La struttura vuol essere un esempio concreto di come ci si debba muovere verso un’architettura verde. Un luogo d’ispirazione e anche un mega-store di prodotti di riciclo, provenienti dalle discariche o che erano destinati allo smaltimento e che ora tornano a nuova vita, riutilizzati nell’edilizia”. Dagli oggetti di design per gli interni, ai pannelli in sughero espanso, alle coperture isolanti con strati di fibra di legno per la coibentazione e il rivestimento dell’esterno.

Materiali vecchi che servono ancora. Proprio come facevamo in tempi antichi, quando vivevamo più vicini alla natura e riciclavamo tutto. Adesso dobbiamo riprendere questa abittudine per non essere invasi dai nostri rifiuti. I tempi stanno cambiando, siamo ad un passaggio epocale della nostra storia”, continua Pistoletto. “Se la crescita, fino a qualche anno fa era una corsa contro il tempo verso una direzione che non aveva meta, oggi il concetto è cambiato: la crescita sta andando di pari passo con la conservazione, con il recupero di materiali”. Esattamente come insegna, e fino ad ora non aveva insegnato abbastanza, il ciclo dell’energia, che né si crea né si distrugge, ma si trasforma. Vale a dire: svilupparsi non significa oggi “rinnovare”, ma “riciclare”. Il nuovo dal vecchio, secondo un processo circolare e conservativo.

L’urgenza è il parametro temporale di riferimento: “non si può attendere oltre, bisogna ricostruire l’ambiente a partire dalle fondamenta. E il costruire (spazi, case, ecc…) è per l’appunto un concetto di base”.

Per ingrandire gli spazi di Citttadellarte, la Fondazione Pistoletto ha recuperato i locali di un’ex fabbrica dell’800 dismessa, ex centrale idroelettrica per metà, per l’altra metà ex industria del tessile. “Chiaramente era in mattoni pieni, con un intervento conservativo li abbiamo lasciati. Con un intervento artistico, l’abbiamo rivestita però di una nuova “pelle naturale”, un cappotto interno fatto di materiali interamente vegetali: legno d’abete proveniente da foreste controllate per le parti portanti, calce naturale, argilla, vernici da chimica vegetale, come “colle” eco-compatibili. Nessun materiale tossico utilizzato”. Sostanze che invece pullulano, a ben vedere, nelle nostre case tradizionali. “Abbiamo poi applicato delle serpentine a muro per il riscaldamento ed una micro centrale idroelettrica per la sussistenza energetica”. In modo da essere completamente autosufficienti.

I tempi cambiano di pari passo con il modo di concepirli. Le case sono uno dei fattori di cambiamento dei “tempi”. Esattamente come i templi, che sono mutevoli come i loro miti, dice l’artista. In quest’ottica, seguendo la linea di una trasformazione responsabile dell’abitare, Pistoletto ha recentemente realizzato una scultura, presentata all’inaugurazione di Expocomfort, la più importante manifestazione dei settori idrotermosanitario e climatizzazione (Milano, 23-27 marzo). Un’opera simbolo del suo impegno nei confronti della salvaguardia ambientale: l’installazione raffigura infatti un Tempio posizionato su una base inclinata, realizzata con cestelli di lavatrici a mo’ di colonne doriche e con serpentine di frigoriferi per il fregio del timpano.

Oggi il nuovo mito è il riciclo, che ha preso il posto di quello del progresso”. Con un’inversione di sgurado, dunque, tempio, casa, riciclo, tempo, energia, conservazione e cambiamento sono le chiavi, tanto indispensabili quanto inevitabili, per leggere la contemporaneità.  A tutti i livelli: artistico, filosofico, etico, oggi anche e sempre di più architettonico.

Letizia Tortello

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