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Pre-Eartquakes: un progetto europeo per la previsione dei terremoti

marzo 18, 2011 Eventi, Progetti

Courtesy of membri.miglioriamo.itMagnitudo 9,024,9 centimetri di spostamento dell’asse della Terra. 2,4 i metri di cui il Giappone si è spostato rispetto alla sua normale posizione.

Sono questi i numeri impressionanti del devastante terremoto che lo scorso 11 marzo ha colpito il Giappone.

Quello giapponese è stato uno dei 5 terremoti più potenti degli ultimi 100 anniUn evento straordinario, ma comunque legato alla natura, alla vita e al ciclo di attività della Terra. L’uomo, nel corso della sua esistenza, ha sviluppato una scienza e una tecnologia che fanno da supporto all’atavico istinto di sopravvivenza. Grazie a questi progressi in un’area come il Giappone, altamente sismica, la popolazione può vivere “quasi” normalmente – senza per questo poter fermare eventi come quelli che hanno devastato in questi giorni il territorio nipponico. Il punto è che la natura non può (e forse non deve) essere domata. Ma semplicemente esplorata.

Cosa fare dunque per conoscere e prevenire eventi naturali potenzialmente catastrofici?

Lo scorso primo marzo, con un tempismo quasi premonitorio, è partito il progetto, finanziato nell’ambito del 7th Programma Quadro dell’Unione Europea, dal nome PRE-EARTHQUAKES “Processing Russian and European EARTH observations for earthQUAKE precursors Studies”. Un programma cioé finalizzato a migliorare le attuali conoscenze sui fenomeni preparatori dei terremoti e a consolidare l’eccellenza europea e russa nell’osservazione e nella ricerca in questo campo.

PRE-EARTHQUAKES è condotto da un consorzio di ricerca, guidato dal Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente (DIFA) dell’Università della Basilicata, che comprende prestigiosi centri di ricerca europei, russi e turchi. Il kick-off meeting del progetto si è svolto a Potenza dal 14 al 16 marzo, durante tre giorni di lavoro fortemente influenzati, anche emotivamente, dalle notizie sulla situazione giapponese.

Ciò che emerso è che, attualmente, è disponibile un’ampia documentazione scientifica riguardante la comparsa di anomalie nell’ambito dei parametri geofisici, misurati in un lasso di tempo che va da alcuni giorni fino a una settimana prima del verificarsi dei terremoti. Tuttavia, fino ad ora, nessun parametro misurabile e nessuna metodologia di osservazione si è dimostrata sufficientemente affidabile ed efficace, da sola, nell’implementazione di un sistema operativo di previsione dei terremoti.

L’obiettivo di PRE-EARTHQUAKES è dunque di integrare gli studi dei ricercatori UE e russi riguardanti dati e osservazioni eterogenee, rilevati da terra e da satellite, per migliorare le rispettive metodologie. Questo studio integrato dovrebbe infatti consentire di incrementare significativamente l’attuale conoscenza delle fasi preparatorie dei terremoti e dei loro possibili precursori, nonché sviluppare e offrire alla comunità scientifica internazionale una piattaforma dove osservazioni indipendenti e nuove metodologie di analisi dei dati, possano essere raccolte, condivise e validate.

Validare e diffondere metodi e strumenti di analisi dei dati significa, per intenderci, che questi saranno disponibili ed aperti al contributo della comunità scientifica mondialeal fine di estendere ulteriormente il numero di parametri monitorati contemporaneamente e di migliorare la qualità delle metodologie di analisi.

A questo scopo le osservazioni fatte da 18 diversi sistemi satellitari, in particolare da quelli dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e di quella russa ROSKOSMOS), verranno utilizzate per studiare quelle variazioni anomale di parametri superficiali e atmosferici (fino in ionosfera) , da tempo proposte come possibili precursori di forti terremoti. Tra le aree test scelte, oltre alla penisola di Sakhalin situata nella Russia orientale e alla Turchia, ci sarà naturalmente l’Italia ed in particolare la Basilicata, una regione che da sempre convive con il rischio sismico.

Donatella Scatamacchia

 

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