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Progetto CiELO: la Puglia è sempre più a misura di bici

La condivisione di strategie, soluzioni e opportunità tra realtà simili risulta, soprattutto in questi ultimi anni, una delle carte vincenti per la crescita collettiva e dei singoli e da sempre è una delle priorità dell’Unione Europea che con i suoi programmi promuove lo scambio sui diversi settori di intervento.

L’uso della bicicletta nelle città portuali di Puglia e Grecia è il tema affrontato dal progetto di cooperazione  CiELo – City-port Eco Logistics, finanziato con fondi del Programma di Cooperazione Territoriale Europea Grecia-Italia 2007-2013, e a cui aderiscono i comuni di Bari (capofila di progetto), Brindisi, Corfù (attraverso la Corfu Municipality Sole Shareholder co. S.A.) e Patrasso (attraverso la Patras Municipal Enterprise for Planning & Development S.A.), insieme all’Assessorato alle Infrastrutture, Mobilità e Lavori Pubblici della Regione Puglia.

Il progetto, che vede un investimento totale di quasi 1,9 milioni di eruo, di cui circa 756.000 euro impegnati dal Comune di Bari, ha lo scopo di mettere in rete le città portuali transfrontaliere coinvolte nel tentativo di accrescere l’accessibilità ai centri mediante l’introduzione di soluzioni innovative di mobilità sostenibile.

A seguito di una prima analisi di contesto e delle condizioni di mobilità e accessibilità urbana delle singole realtà, l’iniziativa ha previsto una fase di scambio delle esperienze, delle competenze e dei risultati ottenuti nel tempo dai partner, che ha portato alla definizione di linee guida per la mobilità sostenibile, capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini e di promuovere lo sviluppo di un turismo intelligente. Ma si è andati oltre la condivisione di una  strategia generale, per scendere più sul locale: e così sono state elaborate e implementate soluzioni innovative differenti e specifiche per le quattro città coinvolte.

Se Bari prevede di realizzare due nuove postazioni di bike sharing e di lanciare la nuova pista ciclabile diretta al porto, Brindisi ha approfondito uno studio sulla mobilità in base al quale verrà pensato un servizio di biciclette a noleggio capillare sul territorio. Anche a Patrasso si lavora e studia per facilitare l’accessibilità alla città e al porto sulle due ruote e per prevedere una buona rete di bike sharing, che verrà introdotta anche a Corfù, magari tenendo conto del territorio un po’ più difficile dell’isola.

I risultati raggiunti fino ad oggi (il progetto è partito nell’agosto 2011 e si concluderà nel novembre 2013 per una durata totale di 28 mesi) verranno presentati al convegno internazionale “Mobilità ciclistica: il progetto CIELO e le reti ciclabili euro-mediterranee”, che si terrà a Bari martedì 21 maggio a partire dalle 9 (per i partecipanti al convegno che arriveranno in bicicletta, cicloposteggio gratuito nel garage dell’hotel).

Il convegno si propone anche di proiettare le attività locali di progetto in un sistema euro-mediterraneo di mobilità sostenibile in cui gli spostamenti in bicicletta, integrati con il trasporto pubblico e collettivo, abbiano un ruolo sempre più centrale nelle politiche di governo del territorio.

“Questo convegno – spiega Raffaele Sforza della Regione Puglia, Ufficio Reti della Mobilità Sostenibile e referente dell’iniziativa – e il coinvolgimento dei Comuni di Bari e Brindisi nel progetto si inseriscono all’interno di una politica precisa che la Regione Puglia sta abbracciando con forza e determinazione”. È del 23 gennaio 2013 la Legge Regionale n. 1- Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica, in cui “la Regione Puglia individua il sostegno agli spostamenti in bicicletta, attraverso la realizzazione di interventi infrastrutturali per la mobilità quotidiana (per esempio casa- luoghi di studio/lavoro/servizi) e per il tempo libero e azioni di comunicazione, educazione e formazione, tra le strategie per combattere il traffico stradale, ridurre le emissioni di CO2, valorizzare il territorio e le economie locali dal punto di vista turistico”. La grande novità di questa legge è l’introduzione del Piano regionale della mobilità ciclistica, inserito come strumento di programmazione in coerenza con il Piano regionale dei trasporti, il Piano paesaggistico territoriale regionale e il Documento regionale di assetto generale. Il Piano – si legge sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia  n. 14 del 25/01/2013- ha lo “scopo di perseguire la migliore fruizione del territorio mediante la diffusione in sicurezza dell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto urbano ed extraurbano anche in combinazione con i mezzi pubblici e collettivi”.

Oltre ad un articolo dettagliato e preciso di Classificazione delle ciclovie (“vale a dire itinerari idonei al transito delle biciclette, dotati di diversi livelli di protezione determinati da provvedimenti e/o infrastrutture che rendono agevole la percorrenza ciclistica e le assicurano gradi di sicurezza variabili”), la legge indica gli interventi e le azioni per favorire la mobilità ciclistica, tra cui la posa in opera di idonea segnaletica; la realizzazione, il completamento e la messa in sicurezza di una rete ciclabile e ciclopedonale continua e interconnessa e la ricognizione in termini quantitativi e qualitativi delle infrastrutture per la mobilità ciclistica esistenti o in via di realizzazione, inclusi sottopassi e sovrappassi ciclabili; la predisposizione di aree attrezzate per la sosta di biciclette soprattutto in corrispondenza dei centri intermodali; la promozione di accordi con i gestori del trasporto pubblico e collettivo locale e regionale per migliorare l’intermodalità fra biciclette e altri mezzi di trasporto come bus e treno; la realizzazione di servizi di noleggio di biciclette; la messa in atto di politiche di moderazione del traffico attraverso interventi di modifica infrastrutturale della carreggiata, come isole ambientali e zone 30, finalizzati a favorire la coesistenza del traffico motorizzato con pedoni e ciclisti.

Nel tentativo di diffondere una nuova cultura della mobilità sostenibile, ma anche di promuovere e lanciare un territorio dalle grandi potenzialità turistiche, la Regione è impegnata per il riuso e la riconversione in percorsi ciclabili e ciclopedonali di tratte ferroviarie dismesse, degli argini e le alzaie di fiumi e torrenti, di ponti, condotte fognarie, cablaggi e tratturi. “In estate saranno aperti i primi dieci chilometri di pista ciclabile realizzata lungo l’acquedotto pugliese – continua Raffaele Sforza – un progetto ambizioso su cui lavoriamo da tempo” che permetterà di godere a piedi o su due ruote di uno dei patrimoni della regione ancora del tutte inesplorato esplorato e sconosciuto”.

La Regione ora “è impegnata a coinvolgere e sensibilizzare le amministrazioni locali, in quanto anche alle Province e ai Comuni spetta il compito di dotarsi di piani per la mobilità ciclistica e ciclopedonale per i territori di rispettiva competenza, in coerenza con le finalità del PRMC. La volontà è forte e diffusa; il problema in questo momento sono le risorse”. Allora se per alcuni  lavori infrastrutturali bisogna pazientare e aspettare tempi migliori, intanto si lavora sulla sensibilizzazione, l’educazione e la formazione a sostegno di un mezzo che consente e consentirà di raggiungere in modo intelligente e sostenibile la destinazione, che sia un viaggio di dovere o di piacere.

Alfonsa Sabatino

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