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Progetto MEIGLASS: il riciclo del vetro senza rifiuti

novembre 2, 2011 Campioni d'Italia, Progetti, Rubriche

Sembra una contraddizione, ma i produttori di vetro riciclato, generano una significativa quantità di rifiuti. In percentuale, il 23-25% del vetro proveniente dai contenitori della raccolta differenziata, non può essere utilizzato dai produttori, in quanto si tratta di rottami di vetro che contengono delle impurità non compatibili con il processo di riciclo. Questa percentuale, non indifferente, di rottami di vetro viene quindi direttamente rigettata nelle discariche. Così come accade, abitualmente, nel processo di smaltimento dei rifiuti in vetro.

La situazione potrebbe ora cambiare grazie ad un progetto, conclusosi con ottimi risultati, della Sasil, società italiana che opera nel settore minerario e nella produzione di vetro. Il Progetto MEIGLASS ha sviluppato una tecnologia che consente, appunto, di riutilizzare lo scarto di rottame di vetro proveniente dalla raccolta differenziata.

La Sasil è riuscita finora a trattare circa 200.000 tonnellate annue di scarto, ottenendo un duplice vantaggio: uno ambientale diretto e uno secondario, in quanto l’utilizzo in  vetreria del 70% di rottame ha consentito – per effetto della riduzione del consumo di energia per la fusione del vetro e grazie alla minore perdita al fuoco della miscela infornata - una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera pari a circa 54.000 tonnellate all’anno. Inoltre l’utilizzo di circa 190.000 tonnellate di vetro trattato, in sostituzione di altrettante tonnellate di materia prima nelle industrie vetrarie, ceramiche e dei laterizi, ha permesso la riduzione dell’impatto causato dal processo di estrazione.

Il progetto si è sviluppato attraverso la realizzazione di tre azioni principali, per una durata complessiva di quattro anni, dal 2006 al 2009. La prima fase è stata caratterizzata dallo studio e realizzazione di un sistema di trattamento delle acque, che ha consentito di operare un lavaggio del vetro in circuito chiuso e di portare il contenuto di sostanze organiche del vetro a livelli moto bassi, tali da evitare qualsiasi problema nelle applicazioni delle nuove materie prime. Il secondo step ha visto la realizzazione di un sistema di arricchimento delle materie plastiche ottenute nel trattamento di lavaggio del vetro, che ha permesso di mettere a punto un  impianto pilota capace di trasformare in combustibile la maggior parte delle materie plastiche recuperate. La terza azione ha comportato infine prove di utilizzo del vetro trattato presso le industrie vetrarie, ceramiche e dei laterizi, per ottimizzare la qualità dei vari prodotti, fino ad un utilizzo complessivo di 190.000 tonnellate all’anno.

I risultati ottenuti hanno confermato le aspettative, e si tratta di importanti passi in avanti nell’ottimizzazione del processo di smaltimento del vetro riciclato. Basti pensare che il 99% del rottame di vetro finora destinato in discarica, con questo sistema può essere completamente riciclato, con la conseguente riduzione dal 50 al 30% dell’utilizzo di materia prima per la produzione di vetro.

Dal punto di vista della sostenibilità ambientale il processo MEIGLASS ha dunque una grande potenzialità: sono in gioco non solo la riduzione dei rifiuti e l’efficienza nell’utilizzo delle materie prime, ma anche l’efficienza energetica e la diminuzione di inquinamento atmosferico dell’intero processo. La riduzione del consumo di energia dell’industria del vetro e la sostituzione della energia termica, utilizzata dalla Sasil nei processi secondari di essiccazione, con l’energia prodotta dalla pirolisi, rappresentano anch’essi un risultato positivo del progetto. Ma non bisogna dimenticare la riduzione di emissioni di CO2 conseguente sia alla riduzione dell’utilizzo di carbonati nell’industria vetraria, che al risparmio energetico dovuto alla sostituzione parziale di minerali cristallini.

La Sasil ha potuto sviluppare il progetto grazie ad un finanziamento dall’Unione Europea, nell’ambito del Programma LIFE. Sull’intero costo del progetto, stimato in sei milioni di euro, l’UE ha contribuito con circa un sesto dell’ammontare, confermando la priorità, tra gli obiettivi europei, dell’efficienza nell’utilizzo di risorse e materie prime e la riduzione dei rifiuti. Ora che la tecnologia è sviluppata serve però diffonderne i benefici e creare le condizioni economiche e finanziarie affinché il processo possa essere attuato dalle imprese che producono vetro.

Donatella Scatamacchia

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