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Progetto Sunflower: le rinnovabili ruotano intorno all’Environment Park

febbraio 17, 2011 Progetti

sunflower, courtesy of wallpapers.free-review.netCome nella geografia, anche le politiche Comunitarie sono caratterizzate da differenti “scale” per la loro attuazione. L’Unione Europea formula le politiche energetiche ed ambientali, con target da raggiungere, scadenze da rispettare, e finanziamenti a disposizione degli Stati membri. L’implementazione di tali politiche avviene però ad un livello più operativo, ovvero su scala regionale e locale.

Qui è possibile operare ulteriori differenziazioni ed entrare nello specifico dei progetti che l’UE mette a disposizione dei Paesi membri, come linee guida per l’attuazione delle direttive comunitarie.

Il programma Sunflower rientra in questo ambito, con riferimento alla strategia europea per le energie rinnovabili. Il claim del progetto, “Verso comunità energeticamente sostenibili”, racchiude la sua essenza: l’obiettivo di Sunflower, infatti, è quello di promuovere, diffondere e implementare esempi di buone pratiche in materia di energie rinnovabili, a favore degli attori dello sviluppo locale.

E’ un progetto, dunque, indirizzato agli enti locali, che vede coinvolte le pubbliche amministrazioni, gli enti di ricerca e i parchi tecnologici di otto aree europee - essenzialmente quelle regioni caratterizzate da un elevato potenziale energetico, ma carenti dal punto di vista infrastrutturale.

Per superare queste barriere allo sviluppo del mercato dell’energia rinnovabile, Sunflower si propone di stimolare gli stakeholders a condividere esperienze e aspettative attorno a tre assi: impegno politico, sensibilizzazione ambientale e stimolo del mercato. Su queste tre fondamenta si sviluppano i quattro obiettivi principali del progetto: l’aumento dell’interesse delle autorità locali nel creare piani e progetti che abbiano come obiettivo le energie rinnovabili; l’attrazione di industrie che operano nell’ambito delle energie rinnovabili e l’accrescimento del numero di partnership economiche tra gli investitori e le autorità regionali e locali; la formazione di giovani imprenditori nei mercati locali; l’aumento del coinvolgimento dei cittadini nel progetto, che incentivi una lunga e durevole “community energy vision”.

In pratica, tramite la condivisione e lo scambio di esperienze e buone pratiche tra le comunità locali e i parchi tecnologici delle otto aree europee coinvolte, il progetto mira ad aumentare la consapevolezza sulle tecnologie oggi disponibili, superare le barriere alla loro diffusione, e a favorire la creazione di nuove imprese e partnership tra il settore pubblico e quello privato.

I partner protagonisti del programma sono la Municipalità di Moura e l’Idmec, un’organizzazione no-profit di Porto, entrambe in Portogallo; la città di Silven in Bulgaria; la Healty Cities, un’associazione della Repubblica Ceca impegnata sul fronte della sostenibilità ambientale; l’Eigsi, scuola politecnica di La Rochelle in Francia; il Parco Tecnologico di Bilbao in Spagna; il North York Moors, ossia la prima comunità energetica dell’Inghilterra; e, in Italia, l’Environment Park di Torino.

Quello dell’Environment Park è uno dei casi di eccellenza italiana. Nell’ambito del progetto Sunflower, il partner torinese metterà infatti a disposizione degli altri partner europei tecnologicamente svantaggiati, la sua esperienza nel campo dell’innovazione tecnologica sulle rinnovabili. “La diffusione delle energie rinnovabili può rappresentare un’importante leva di sviluppo nelle regioni economicamente sfavorite“, ci spiega Luca Galeasso, Responsabile del Sistema Qualità e Ambiente del Parco. “Environment Park, che rappresenta un caso di successo nell’ambito del trasferimento tecnologico, porta dunque nel progetto Sunflower la sua esperienza, mettendola al servizio dei partner interessati a fare della sostenibilità energetica la chiave per lo sviluppo delle loro comunità”.

Nello specifico, il Parco torinese farà da guida principalmente alle autorità locali di Portogallo, Bulgaria e Repubblica Ceca. “Tramite la presentazione e il trasferimento del proprio modello, – continua Galeasso – Environment Park intende favorire la nascita di infrastrutture e l’adozione di strumenti che consentano agli attori dello sviluppo locale di elaborare prodotti e servizi connessi alle fonti rinnovabili e che facciano da catalizzatori per la nascita di imprese e lavoro qualificato”. In questo modo “le regioni tecnologicamente sfavorite potrebbero superare il proprio isolamento e proiettarsi verso i mercati europei”.

Donatella Scatamacchia

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