Home » Progetti » Progetto Vagal, recuperare la biodiversità fa bene anche all’alimentazione:

Progetto Vagal, recuperare la biodiversità fa bene anche all’alimentazione

novembre 21, 2012 Progetti

Il senso del progetto Vagal (Valorizzazione dei Genotipi Animali Autoctoni) lo riassume in poche parole il professor Pietrino Deiana, docente al dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari: “Lo sviluppo sostenibile è fortemente legato al recupero della biodiversità. Quando produciamo natura, creiamo anche lavoro”. Sotto la sua guida, il team di ricercatori sardi ha recuperato la razza della pecora nera di Arbus, portandola da 30 a qualche centinaio di capi. E come lei, nell’ambito del progetto di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia avviato nel 2010 e vicino alla conclusione, almeno per quanto riguarda la prima fase, sono state salvate dall’estinzione diverse altre razze della Corsica e soprattutto della Toscana: il suino macchiaiolo maremmano, le pecore Amiatina e Garfagnina bianca, il bovino Pontremolese, il cavallo di Monterufoli, l’asina dell’Amiata.

In tutti i casi, spiega Valter Nunziatini della Provincia di Grosseto, capofila del progetto, “l’obiettivo è stato il recupero delle razze autoctone, viste come un valore aggiunto sia dal punto di vista nutrizionale dei prodotti, come salumi e formaggi, sia nell’ottica della promozione turistica dei territori, ridando così anche dignità al comparto zootecnico, di solito considerato un’attività minore”. In Vagal, finanziato dall’Unione Europea per circa 1 milione di euro, collaborano enti pubblici (Province, Comunità montana della Garfagnana) , imprese (soprattutto aziende agricole), università e centri di ricerca, tra cui le Università di Firenze e Sassari, l’Istituto Nazionale Francese di Ricerca Agronomica, l’Agenzia Regionale Sarda per la Ricerca in Agricoltura. Per ogni razza, è stato individuata un’azienda che potesse funzionare da centro dimostrativo, dove è stato avviato l’allevamento degli animali recuperati: una sorta di modello per tutte le altre imprese agricole interessate al progetto.

Ma recuperare razze animali, soprattutto quando vengono considerate al limite dell’estinzione, non è affatto semplice. Il caso emblematico è quello del suino macchiaiolo maremmano: “Il recupero è durato cinque-sei anni ed è tutt’ora in corso. Quando il suino macchiaiolo è stato riscoperto, nel 2004, ce n’erano solo 15 capi. Nella prima fase, abbiamo cercato di capire se questi animali rispondessero veramente agli standard della razza, anche attraverso lo studio di foto d’epoca e misurazioni. Alla fine, la conferma è arrivata dalle analisi genetiche. Oggi, dopo la riproduzione, siamo arrivati a circa 100 esemplari, ma è un numero che non ci fa ancora stare tranquilli”, spiega Alessandro Giorgetti, presidente del Corso di Laurea in Scienze Faunistiche dell’Università di Firenze, che insieme ad altri colleghi si è occupato del recupero di alcune razze toscane.

La salvaguardia della biodiversità, però, non è una cosa fine a se stessa. Dalle razze recuperate, infatti, si ottengono prodotti di qualità eccellente, con caratteristiche nutrizionali migliori di quelli derivati dalle razze classiche dell’industria agroalimentare. “Non sono più buoni solo dal punto di vista sensoriale, ma contengono sostanze nutraceutiche, che fanno bene alla salute”, continua Giorgetti. Prendiamo il latte della pecora nera di Arbus: “E’ adatto a produrre tutti i tipi di formaggi, e anche lo yogurt, che risulta più ricco di proteine e di acidi grassi polinsaturi, come omega-3 e omega-6, benefici per l’organismo, rispetto a quello da latte vaccino”, sottolinea Deiana. Anche nel caso del maiale macchiaiolo, “i primi risultati delle analisi chimiche – racconta Giorgetti – sono estremamente positivi, in particolare sul rapporto tra acidi grassi saturi e insaturi. In sostanza, il grasso della carne è più simile all’olio dell’oliva che a un grasso animale”. Il risultato, dice Deiana, “sono alimenti che consentono un’alimentazione più diversificata”, contro l’omologazione che spesso deriva da una dieta a base di cibi prodotti industrialmente.

Il concetto dei “bioterritori”, introdotto con Vagal, vuole proprio raccontare questo rapporto di interscambio tra animali e loro terra d’origine: “Si tratta – chiarisce Nunziatini – di territori vocati naturalmente all’allevamento di queste razze, allevamento che a sua volta caratterizza il territorio”. E contribuisce all’economia locale, sia promuovendo il turismo gastronomico, sia sostenendo direttamente le aziende agricole. Gli allevatori toscani, per esempio, “si stanno associando a laboratori tessili per proporre filati di lana di pecora dell’Amiata agli stilisti. Alcune grandi griffe sono interessate. Il business stimato è di alcuni milioni di euro”. Il latte d’asina dell’Amiata viene fornito all’ospedale pediatrico Meyer per i bambini allergici al latte artificiale e, ancora, il cavallino di Monterufoli viene usato con i bambini disabili per l’ippoterapia.

Finita la prima fase di sperimentazione, l’auspicio è che per Vagal se ne apra un’altra per diffondere l’allevamento delle razze recuperate in altre aziende. “Abbiamo fatto richiesta all’Unione europea, stiamo aspettando un riscontro. Ci auguriamo di poter partire a febbraio 2013”, spiega Nunziatini. I salumi di macchiaiolo, i formaggi di pecora e la tartare di pontremolese sono arrivati, in collaborazione con Slow Food Toscana, anche all’ultima edizione del Salone del Gusto, e si organizzano workshop con i ristoratori locali delle diverse aree perché nei menù entrino nuovi cibi da animali antichi.

Veroinca Ulivieri

 

 

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Fotovoltaico: Italia Solare propone al GSE la “risoluzione anticipata degli incentivi”. Liquidità ai proprietari

settembre 29, 2016

Fotovoltaico: Italia Solare propone al GSE la “risoluzione anticipata degli incentivi”. Liquidità ai proprietari

L’Associazione Italia Solare di Monza vuole proporre al GSE un modello di risoluzione anticipata degli incentivi per impianti fino a 3 kWp, quindi residenziali, così che i proprietari degli impianti possano avere immediata liquidità. In Sicilia, ad esempio, ci sono oggi circa 11.000 impianti fotovoltaici incentivati con i vari “Conto Energia” (dal 1° al 5°) [...]

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

settembre 27, 2016

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

La metà della popolazione dell’Unione Europea, circa 264 milioni di persone, potrebbe produrre la propria elettricità autonomamente e da fonti rinnovabili entro il 2050, soddisfacendo così il 45% della domanda comunitaria di energia. È quanto dimostra il report scientifico “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft [...]

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende