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Verde urbano: i Comuni aprono alla sponsorizzazione privata

Cemento contro aree verdi? È una vecchia, ma irrisolta, questione urbana. Le città che stanno lentamente reagendo sono però sempre di più e puntano su parchi e verde urbano per restituitr vivibilità ai cittadini e compensare le emissioni inquinanti, secondo la semplice formula: più alberi uguale meno inquinamento.

Il primo esempio di forestazione urbana in Italia risale, in realtà, già al 1974, quando la sezione milanese di Italia Nostra firma una convenzione con il Comune per trasformare un terreno agricolo abbandonato in un parco pubblico: nasce così il Boscoincittà. Dai 35 ettari iniziali, in cui sono stati piantati 30.000 alberi donati dal Corpo Forestale dello Stato, nel corso degli anni il parco si è progressivamente ampliato fino ai 110 ettari attuali: boschi, radure, sentieri, corsi d’acqua, e anche orti urbani, nati negli anni Ottanta come “orti del tempo libero”.

Quell’esperienza ha ispirato tanti altri tentativi di riportare un po’ di verde nelle aree urbane: le piante abbelliscono le città e rendono l’aria più respirabile, visto che un solo albero, nel suo intero ciclo di vita, assorbe ben 700 chili di CO2. A Modena, per esempio, nei primi anni Novanta è stato messo a punto un piano di forestazione urbana, che ad oggi ha interessato una superficie di 435.000 metri quadrati. Le zone scelte sono aree da riqualificare: i terreni intorno alla tangenziale o alla ferrovia dell’alta velocità e i siti delle ex discariche. Solo con Bimbalbero, l’iniziativa con cui il Comune pianta un albero per ogni bambino nato o adottato in città, dal 1992 ad oggi il patrimonio verde è aumentato di oltre 30.000 esemplari. Con l’adesione, nel 2010, al Patto dei Sindaci, Modena si è data poi un obiettivo ambizioso: ridurre le emissioni di CO2 di 220.349 tonnellate rispetto alle previsioni, che parlano di oltre 1,1 milioni di tonnellate. Un aiuto fondamentale, spiega l’assessore all’Ambiente Simona Arletti, verrà dalle aree verdi: «Il nostro obiettivo è di passare entro il 2020 da 285,5 a 413 ettari di bosco urbano. La riduzione stimata di CO2 sarebbe di 1.240 tonnellate all’anno».

Se gran parte di questi interventi vengono finanziati totalmente dai Comuni è anche vero che, in generale, gli enti locali hanno sempre meno soldi da destinare al verde pubblico, pur riconoscendone il ruolo fondamentale. In questo quadro, diventano sempre più importanti i contributi dell’Unione Europea e le partnership con i privati. Ne è un esempio il Progetto Gaia (Green Areas Inner-City Agreement), lanciato a ottobre 2010 dal Comune di Bologna e finanziato per il 50% dal Programma Life+ dell’Unione Europea (il costo totale è di 1,2 milioni di euro), che unisce la necessità di creare nuove aree verdi all’interesse crescente, delle imprese, per la compensazione delle proprie emissioni. Tra i partner del progetto, insieme al Cnr, Unindustria Bologna, e all’Associazione Impronta Etica, spiccano grandi gruppi come Hera, Enel, La Perla e Coop Adriatica. «Le aziende – spiega Roberto Diolaiti, direttore del settore Ambiente & Energia del Comune di Bologna – sottoscrivono un protocollo con noi, comunicando la quantità di alberi che intendono piantare entro tre mesi dalla firma dell’accordo. Il Comune coordina gli interventi, individua le aree e cura per tre anni le piante in modo da farle attecchire bene». Questo mese partirà la piantumazione dei primi alberi, che da qui ad aprile 2013, quando si concluderà il progetto, saranno circa 3.000, per un abbattimento di Co2 pari a 2.400 tonnellate.

Simile la logica del progetto Regala un Albero alla Tua Città, avviato nel 2008 dal Comune di Torino. Privati cittadini, associazioni e aziende possono chiedere di donare una pianta per contribuire alla «ripiantumazione di alberi che hanno avuto la necessità di essere abbattuti negli anni passati»: insieme ai tecnici comunali potranno scegliere l’albero e l’area dove collocarlo. L’elenco delle località preferenziali per il 2012 sarà pubblicato, on line, entro il 15 maggio 2012: «Luoghi che la città ha individuato come carenti, dove dunque c’è più necessità di effettuare le piantumazioni». Ma la novità 2012 è che, ora, il Verde Urbano apre a vere e proprie sponsorizzazioni di imprese e privati che intendano affiancare il proprio marchio, secondo una logica di green marketing, a interventi di miglioramento e manutenzione delle aree urbane. Attraverso il progetto, saranno ad esempio compensate, parzialmente, anche le emissioni di Fiori-TO, la nuova manifestazione della Città dedicata all’agricoltura e al verde urbano, che dal 23 al 27 maggio aprirà a Torino lo Smart City Festival.

Sempre nel 2008, anche Federparchi, Kyoto Club e Legambiente hanno lanciato un progetto per promuovere la  «forestazione come misura fondamentale per il raggiungimento  degli obiettivi del Protocollo di Kyoto». All’interno di parchi e di aree urbane vengono individuate zone da forestare e gli alberi vengono acquistati con i fondi donati da aziende e privati. In quattro anni di attività, nei primi Parchi per Kyoto sono stati piantati più di 64.000 alberi, con interventi importanti anche nelle aree metropolitane. Nel Parco Nord Milano, per esempio, la compagnia telefonica Tre ha piantato 26.750 alberi, in grado di neutralizzare le emissioni di CO2 prodotte dalla realizzazione di 5.000 videofonini rigenerati. A Roma, Kuwait Petroleum Italia Spa, Leaseplan e Telecom hanno invece donato rispettivamente 408, 344 e 1.063 alberi ai parchi di Aguzzano, Pratolungo e Albuceto. In questo modo, il gruppo petrolifero ha compensato le emissioni delle stazioni di servizio, mentre la compagnia di noleggio auto ha neutralizzato quelle della flotta aziendale e Telecom le emissioni legate a una manifestazione sull’innovazione.

Tanti anche i Comuni e le Province, da Taviano a Capannori, da Gorizia a Siracusa, che dal 2010 hanno aderito al progetto Tagliacarta di Unipol. Per un particolare tipo di polizza assicurativa, Unipol si impegna a destinare un euro alle amministrazioni locali «per la realizzazione di interventi di riforestazione, piantumazione e gestione sostenibile di aree verdi urbane». I primi progetti sono già diventati realtà, con nuovi alberi piantati ad Aosta, Bra e Ancona.

Veronica Ulivieri

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