Home » Progetti » Wolfnet: come difendere il lupo dall’uomo e le pecore dal lupo:

Wolfnet: come difendere il lupo dall’uomo e le pecore dal lupo

febbraio 21, 2013 Progetti

Per secoli è stato l’emblema dell’animale cattivo, del pericolo in agguato. Oggi i rapporti di forza sono cambiati: il lupo, nonostante ne siano presenti in Italia almeno mille esemplari, è una specie a rischio, minacciato soprattutto dagli uomini. Da bracconieri e allevatori predati delle greggi, in primo luogo, ma anche da lobby senza scrupoli. “Il lupo ha raggiunto l’ultimo picco negativo più o meno a metà degli anni Settanta, quando non aveva più risorse alimentari. In quel periodo l’allevamento allo stato brado di pecore e capre ha subito una forte contrazione, mentre i grandi erbivori selvatici erano già stati sterminati tra 1500 e 1600 e il bosco era arretrato per far spazio ai pascoli”, spiega Bernardino Ragni, zoologo dell’Università di Perugia. La situazione è però cambiata nel corso di un decennio: “Negli anni Ottanta la reintroduzione di cinghiali, cervi, camosci, il ritorno dell’allevamento brado e l’avanzamento del bosco hanno creato le condizioni per una nuova diffusione del lupo sulla dorsale Appenninica e in gran parte delle Alpi, tuttora in fase di ricolonizzazione”.

Con il lupo, però, sono tornate anche le razzie dei greggi e la paura delle comunità locali. “Dal 1977, anno della nuova legge sulla caccia, il mammifero non è più perseguitato ufficialmente dallo Stato, ma cacciatori, allevatori, bracconieri continuano a minacciarlo”. Conflitti a cui il progetto europeo Wolfnet, che coinvolge i Parchi nazionali della Majella (capofila), del Pollino e delle Foreste Casentinesi, la Provincia dell’Aquila, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana e Legambiente, cerca di dare risposte. Co-finanziato al 65% dall’Ue con un contributo di 1 milione di euro nell’ambito del programma Life, è partito a gennaio 2010 e finirà il prossimo dicembre.

Le soluzioni che si stanno sperimentando riguardano soprattutto gli attacchi a pecore e capre, un fenomeno di dimensioni non proprio trascurabili: “Nell’agosto 2002, per esempio, nella zona dei monti Sibillini dove mi trovavo insieme a dei colleghi per una ricerca, in una notte un branco di lupi uccise 280 capi”, continua Ragni. In questi casi, il pastore riceve dalle Province –  o, se si trova in un’area protetta, dall’ente Parco – un indennizzo che va dai 100 ai 150 euro, in tempi spesso lunghi: “Il parco della Majella spende ogni anno dai 20 ai 25.000 euro per il risarcimento di circa 200 capi abbattuti dai lupi, su un patrimonio complessivo nella zona di 10.000 ovini. Abbiamo creato un sistema che permette di liquidare le aziende in 30-60 giorni, a fronte dei 18 mesi impiegati dalle Province”, spiega Simone Angelucci, veterinario del Parco.

Spesso, però, a colpire i pastori è proprio la perdita del patrimonio produttivo rappresentato dall’animale, soprattutto quando si tratta di specie autoctone che hanno richiesto anche una selezione genetica: “Per questo abbiamo creato un gregge del parco: l’idea è quella di offrire una pecora al posto del risarcimento in denaro”. Una soluzione in sperimentazione da qualche mese e che potrebbe rivelarsi virtuosa anche dal punto di vista economico: “Due allevatori della zona si occupano dei nostri capi e trattengono il 75% dei nuovi nati per coprire le spese. L’altro 25% va ad alimentare il gregge del parco. Se tutti optassero per la restituzione del capo, a quel punto il sistema di indennizzo  per il parco sarebbe a costo zero”.

Ad aumentare l’esasperazione dei pastori sono anche le difficoltà economiche: “La presenza del lupo incide in un quadro di grande difficoltà per le aziende: molte chiuderanno alla fine dell’anno, con la conclusione del Piano di sviluppo rurale 2007-2013.Vediamo che quelle più prospere dal punto di vista economico, magari grazie a un agriturismo, un caseificio, o un passaggio generazionale, riescono ad accettare meglio anche dal punto di vista psicologico le perdite causate dai lupi”. In quest’ottica, nel parco delle Foreste Casentinesi si sta pensando di dare un sostegno più ampio degli allevatori: “Li aiuteremo a valorizzare i loro prodotti, o a smaltire le carcasse degli animali morti, organizzando un sistema meno costoso. Se infatti le aziende vivono in una condizione economica migliore, sono portate ad accettare meglio anche gli attacchi del lupo”, conferma Andrea Gennai, responsabile Pianificazione del parco toscano, dove è nato anche un forum per far dialogare sul tema enti pubblici e allevatori, ma anche operatori turistici, che dalla presenza di branchi sul territorio potrebbero trarre invece benefici.

“A causa del bracconaggio, dei fucili, delle trappole, dei lacci, dei bocconi avvelenati o degli incidenti stradali, ne vengono uccisi oltre 100 ogni anno. Anche se le stime recenti indicano che in Italia sono presenti 800-1000 lupi, si tratta di un livello che determina ancora uno status precario delle popolazioni, la cui sopravvivenza non è garantita nel lungo periodo, rendendo ancora oggi il lupo un’entità faunistica minacciata”, spiega il Wwf. Una specie ancora molto fragile, tanto che, precisa Ragni, “potrebbe essere sterminata dall’uomo in un solo decennio”. Per difendere i lupi da cacciatori e bracconieri e per raccogliere informazioni sul loro comportamento, nel Parco della Majella si stanno sperimentano radio collari con Gps: “Ci permettono di localizzare gli animali, capire quanto frequentano zone caratterizzate da attività umane e proteggerli dai pericoli. Una lupa, per esempio, era stata presa a un laccio per i cinghiali: grazie al segnale Gps l’abbiamo trovata e liberata”, continua Angelucci.

Oggi il lupo è riconosciuto come specie protetta dalle leggi italiane e dai trattati europei, e la direttiva Habitat lo inserisce tra quelle di interesse prioritario. Ma le minacce arrivano anche dalle istituzioni, in certi casi sottoposte alle pressioni di lobby che non hanno interessi a proteggere le popolazioni di lupi. “In Svizzera, qualche anno fa, il parlamento ha proposto di riaprire la caccia ai lupi per uccidere quegli esemplari che avevano causato perdite agli allevamenti”, racconta Ragni. A luglio 2011, la commissione Agricoltura della Camera ha approvato un documento sulla possibilità di abbattere i lupi se minacciano le attività agricole. Una mossa a cui non sono seguiti, per fortuna, interventi legislativi. “Dietro allo spauracchio del ‘lupo cattivo’ – scriveva l’allora presidente del Wwf Stefano Leoni in una lettera di protesta – si nascondono una maldestra politica agricola e le difficoltà di una attività agrosilvopastorale poco competitiva. È veramente colpa del lupo se la pastorizia è in crisi o se l’allevamento non è più redditizio? È colpa del lupo la crisi profonda della montagna?”.

Veronica Ulivieri

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

novembre 29, 2016

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

Treedom, la piattaforma web nata nel 2010 a Firenze, che permette a persone e aziende di finanziare la piantumazione di alberi a livello globale, ha lanciato la campagna 2016 per un regalo di Natale insolito quanto utile: da oggi è on-line “We make it real”, un servizio che permetterà agli utenti di regalare a parenti e [...]

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

novembre 29, 2016

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

Lunedi 5 dicembre 2016 presso la Sede romana di Intesa Sanpaolo, in via Del Corso, verrà firmata la Convenzione tra Federparchi, FITS! (Fondazione per l’Innovazione del Terzo Settore) e Rinnovabili.it. I tre partner si faranno promotori di un nuovo progetto dedicato al supporto di iniziative di conservazione, sviluppo e tutela del patrimonio ambientale e territoriale. L’obiettivo della Convenzione [...]

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

novembre 28, 2016

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

In occasione della ricorrenza dei 30 anni dalla Carta di Ottawa, ISDE Italia, l’Associazione Medici per l’Ambiente, ASL Sud Est Toscana e Regione Toscana organizzano il 29 novembre, nel contesto del 11° Forum Risk Management alla Fortezza da Basso di Firenze, la 6° Conferenza Nazionale sulla Salute Globale, dal titolo “Costruire una politica pubblica per la [...]

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

novembre 25, 2016

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

“Il cerchio del compost: riciclare per la Terra”. Si terrà sabato 26 novembre dalle 9 alle 12 a Villa Argentina a Viareggio il convegno di approfondimento di RicicLAB, il ciclo di laboratori creativi sul riuso a ingresso libero realizzato da Sea Risorse e Sea Ambiente e organizzato dallo spazio smartCO2 COworking+Community insieme ad una rete di associazioni [...]

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

novembre 25, 2016

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

Una nuova ricerca pubblicata ieri da Greenpeace Germania, alla vigilia del “Black Friday”, la giornata che negli Stati Uniti segna l’inizio dello shopping natalizio e che sta diventando popolare anche in Italia – con sconti selvaggi e istigazione all’acquisto compulsivo – evidenzia le gravi conseguenze sull’ambiente dell’eccessivo consumo, in particolare di capi d’abbigliamento. “Difficile resistere [...]

Storica vittoria di Greenpeace e PAN Europe alla Corte di Giustizia UE: il segreto industriale non potrà più coprire i danni all’ambiente

novembre 24, 2016

Storica vittoria di Greenpeace e PAN Europe alla Corte di Giustizia UE: il segreto industriale non potrà più coprire i danni all’ambiente

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ieri mattina ha accolto la richiesta di Greenpeace e del Pesticide Action Network (PAN) Europe stabilendo che i test di sicurezza condotti dalle aziende chimiche per valutare i pericoli dei pesticidi devono essere resi pubblici. Per la Corte di Giustizia questi studi rientrano infatti nell’ambito delle “informazioni sulle emissioni nell’ambiente“, [...]

Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione: Guido Barilla presenta la 7° edizione sui paradossi del cibo

novembre 24, 2016

Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione: Guido Barilla presenta la 7° edizione sui paradossi del cibo

Guido Barilla, Presidente della Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, ha incontrato ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per presentare il 7° Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione dal titolo “Mangiare Meglio, Mangiare Meno, Mangiare Tutti” che si terrà il 1° dicembre 2016, all’Università Bocconi di Milano. Un grande evento interdisciplinare per creare un [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende