Home » Progetti »Smart City » XAM: l’ibrida di domani targata Politecnico di Torino:

XAM: l’ibrida di domani targata Politecnico di Torino

maggio 25, 2012 Progetti, Smart City

La chiamano “macchinina” e la coccolano come fosse un giocattolo nuovo. Leggera e compatta com’è, in effetti sembra quasi finta, ma in realtà è una cosa molto seria: è l’automobile del futuro.

Si chiama XAM e l’hanno ideata, progettata, disegnata e realizzata 53 studenti del Politecnico di Torino, il team H2politO. Nato nel 2007 per partecipare alla sezione europea della Shell Eco Marathon (competizione internazionale che premia i migliori veicoli a basso consumo), il team, sotto la supervisione dell’Ingegner Massimiliana Carello, è aperto a studenti di ogni corso di laurea di Ingegneria e Architettura, che hanno modo così di confrontarsi con i problemi concreti del lavoro di squadra e della realizzazione effettiva di prototipi che, in ambito accademico, potrebbero solo immaginare a livello teorico.

L’ultima creatura è appunto XAM – eXtreme Automotive Mobility, che si è aggiudicata nell’edizione 2011 dell’Eco Marathon il primo premio per il design nella categoria Urban Vehicle. In piazza Carlo Alberto, tra gli stand della Settimana della Scienza, fa bella mostra di sé e attira gli sguardi e le domande dei curiosi. «Più che l’auto del futuro, è l’auto di domani – spiega Eros Saretti, studente di Ingegneria Meccanica e Team leader del progetto – Con il picco del petrolio imminente, tutti si chiedono come sarà la macchina ideale per la mobilità sostenibile. Siamo alle porte di una rivoluzione dei trasporti e anche noi vogliamo dare il nostro contributo».

Leggerissima (200 chili contro gli oltre 500 di una city car delle stesse dimensioni), con carrozzeria in fibra vegetale, powertrain ibrido parallelo (va ad elettricità, ma anche a bio-etanolo) e un sistema ultra cap che funziona a pacchi di condensatori al posto delle batterie, la XAM ha poi alcune caratteristiche che la rendono unica. Innanzitutto il “social” design, progettato a partire dai suggerimenti raccolti attraverso il web: «Abbiamo lanciato una campagna sui social network – racconta Saretti – rivolta agli oltre 30mila studenti del Poli, chiedendo loro cosa avrebbero voluto dall’auto del futuro. E poi abbiamo trasformato tutto in realtà».

Ma la trovata più innovativa è forse l’interfaccia uomo-macchina studiata in collaborazione con l’Istituto “Mario Boella”. Perché costruire un computer di bordo – si sono chiesti i ragazzi – quando ormai quasi tutti hanno in tasca uno smartphone? Detto, fatto. Saliti a bordo della XAM, è sufficiente collegare il proprio telefono al cruscotto per avere tutte le informazioni su consumo, velocità, percorrenza, navigazione. Nell’ottica della semplificazione e del risparmio di risorse, un’idea praticamente geniale.

Ora non rimane che portarla su strada. «Siamo ottimisti, speriamo di farcela entro novembre – confessa Saretti – e poi vorremmo metterla in produzione». Non costerebbe neanche tanto: il prezzo stimato si aggirerebbe sui 10.000 euro. Il problema, che è di tutto il settore dei veicoli elettrici, è semmai l’approvvigionamento. Se le colonnine per la ricarica elettrica scarseggiano, anche sul versante bio-etanolo non va meglio: il distributore più vicino è a La Spezia… Insomma, la XAM corre veloce, il sistema non altrettanto.

Giorgia Marino

La chiamano “macchinina” e la coccolano come fosse un giocattolo nuovo. Leggera e compatta com’è, in effetti sembra quasi finta, ma in realtà è una cosa molto seria: è l’automobile del futuro.
Si chiama XAM e l’hanno ideata, progettata, disegnata e realizzata 53 studenti del Politecnico di Torino, il team H2politO. Nato nel 2007 per partecipare alla sezione europea della Shell Eco Marathon (competizione internazionale che premia i migliori veicoli a basso consumo), il team, sotto la supervisione dell’Ingegner Massimiliana Carello, è aperto a studenti di ogni corso di laurea di Ingegneria e Architettura, che hanno modo così di confrontarsi con i problemi concreti del lavoro di squadra e della realizzazione effettiva di prototipi che, in ambito accademico, potrebbero solo immaginare a livello teorico.

L’ultima creatura è appunto XAM – eXtreme Automotive Mobility, che si è aggiudicata nell’edizione 2011 dell’Eco Marathon il primo premio per il design nella categoria Urban Vehicle. In piazza Carlo Alberto, tra gli stand della Settimana della Scienza, fa bella mostra di sé e attira gli sguardi e le domande dei curiosi. «Più che l’auto del futuro, è l’auto di domani – spiega Eros Saretti, studente di Ingegneria Meccanica e Team leader del progetto – Con il picco del petrolio imminente, tutti si chiedono come sarà la macchina ideale per la mobilità sostenibile. Siamo alle porte di una rivoluzione dei trasporti e anche noi vogliamo dare il nostro contributo».

Leggerissima (200 chili contro gli oltre 500 di una city car delle stesse dimensioni), con carrozzeria in fibra vegetale, powertrain ibrido parallelo (va ad elettricità, ma anche a bio-etanolo) e un sistema ultra cap che funziona a pacchi di condensatori al posto delle batterie, la XAM ha poi alcune caratteristiche che la rendono unica. Innanzitutto il “social” design, progettato a partire dai suggerimenti raccolti attraverso il web: «Abbiamo lanciato una campagna sui social network – racconta Saretti – rivolta agli oltre 30mila studenti del Poli, chiedendo loro cosa avrebbero voluto dall’auto del futuro. E poi abbiamo trasformato tutto in realtà».
Ma la trovata più innovativa è forse l’interfaccia uomo-macchina studiata in collaborazione con l’Istituto “Mario Boella”. Perché costruire un computer di bordo – si sono chiesti i ragazzi – quando ormai quasi tutti hanno in tasca uno smartphone? Detto, fatto. Saliti a bordo della XAM, è sufficiente collegare il proprio telefono al cruscotto per avere tutte le informazioni su consumo, velocità, percorrenza, navigazione. Nell’ottica della semplificazione e del risparmio di risorse, un’idea praticamente geniale.

Ora non rimane che portarla su strada. «Siamo ottimisti, speriamo di farcela entro novembre – confessa Saretti – e poi vorremmo metterla in produzione». Non costerebbe neanche tanto: il prezzo stimato si aggirerebbe sui 10mila euro. Il problema, che è di tutto il settore dei veicoli elettrici, è semmai l’approvvigionamento. Se le colonnine per la ricarica elettrica scarseggiano, anche sul versante bio-etanolo non va meglio: il distributore più vicino è a La Spezia… Insomma, la XAM corre veloce, il sistema non altrettanto.

Giorgia Marino

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Greening the Islands Net: il nuovo laboratorio online di buone pratiche per le isole del mondo

dicembre 5, 2016

Greening the Islands Net: il nuovo laboratorio online di buone pratiche per le isole del mondo

Il tempo è scaduto, le isole rischiano di sparire a causa degli effetti dei cambiamenti climatici. Le istituzioni a livello internazionale dovrebbero prenderne atto e agire velocemente per contrastare il fenomeno e supportare l’innovazione tecnologica nelle isole. È l’appello che arriva dalle istituzioni e popolazioni delle isole che oggi sono in prima linea ad affrontare, [...]

Giornata Mondiale del Suolo: People4Soil chiede principi e regole vincolanti

dicembre 5, 2016

Giornata Mondiale del Suolo: People4Soil chiede principi e regole vincolanti

Immaginate una nazione di medie dimensioni, come l’Ungheria, il Portogallo o la Repubblica Ceca. Ora immaginate l’intera area di quella nazione ricoperta da cemento e asfalto: è grossomodo la superficie di suoli agricoli che negli ultimi 50 anni è stata “consumata” da insediamenti e infrastrutture nei 28 paesi dell’Unione Europea. Il suolo continua ad essere [...]

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

novembre 29, 2016

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

Treedom, la piattaforma web nata nel 2010 a Firenze, che permette a persone e aziende di finanziare la piantumazione di alberi a livello globale, ha lanciato la campagna 2016 per un regalo di Natale insolito quanto utile: da oggi è on-line “We make it real”, un servizio che permetterà agli utenti di regalare a parenti e [...]

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

novembre 29, 2016

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

Lunedi 5 dicembre 2016 presso la Sede romana di Intesa Sanpaolo, in via Del Corso, verrà firmata la Convenzione tra Federparchi, FITS! (Fondazione per l’Innovazione del Terzo Settore) e Rinnovabili.it. I tre partner si faranno promotori di un nuovo progetto dedicato al supporto di iniziative di conservazione, sviluppo e tutela del patrimonio ambientale e territoriale. L’obiettivo della Convenzione [...]

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

novembre 28, 2016

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

In occasione della ricorrenza dei 30 anni dalla Carta di Ottawa, ISDE Italia, l’Associazione Medici per l’Ambiente, ASL Sud Est Toscana e Regione Toscana organizzano il 29 novembre, nel contesto del 11° Forum Risk Management alla Fortezza da Basso di Firenze, la 6° Conferenza Nazionale sulla Salute Globale, dal titolo “Costruire una politica pubblica per la [...]

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

novembre 25, 2016

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

“Il cerchio del compost: riciclare per la Terra”. Si terrà sabato 26 novembre dalle 9 alle 12 a Villa Argentina a Viareggio il convegno di approfondimento di RicicLAB, il ciclo di laboratori creativi sul riuso a ingresso libero realizzato da Sea Risorse e Sea Ambiente e organizzato dallo spazio smartCO2 COworking+Community insieme ad una rete di associazioni [...]

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

novembre 25, 2016

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

Una nuova ricerca pubblicata ieri da Greenpeace Germania, alla vigilia del “Black Friday”, la giornata che negli Stati Uniti segna l’inizio dello shopping natalizio e che sta diventando popolare anche in Italia – con sconti selvaggi e istigazione all’acquisto compulsivo – evidenzia le gravi conseguenze sull’ambiente dell’eccessivo consumo, in particolare di capi d’abbigliamento. “Difficile resistere [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende