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Asinara: la marea nera della Sardegna

gennaio 31, 2011 Rassegna Stampa

MARINA DI SORSO, Courtesy of Francesca FradelloniCatrame raggrumato, moria di pesci, spiagge off limits. Non siamo a 70 chilometri al largo delle coste della Louisiana, nel Golfo del Messico, ma sul Golfo dell’Asinara, in Sardegna. Il silenzio sta cancellando lentamente uno dei peggiori disastri ambientali che l’isola abbia mai vissuto: 40mila litri di idrocarburi (ma le cifre sono ancora incerte) hanno colorato di nero le acque azzurre del Nord della regione.

Tutto ha avuto inizio martedì 11 gennaio. Una grossa quantità di olio combustibile destinata ai gruppi 1 e 2 della Termocentrale E.On. di Fiume Santo, nei pressi di Porto Torres, in provincia di Sassari,  è finita in mare durante le operazioni di scarico di una nave cisterna ormeggiata a una banchina. Probabilmente causa della rottura di una pompa che riceve l’olio dalla nave e lo porta direttamente alla centrale. Un tubo da 24 pollici corroso, dicono, con una lacerazione da 19 millimetri.

Da Capo Testa a Castelsardo, da Stintino alla Pelosa, nero e ancora nero. Il vento è padrone, da queste parti. Il maestrale comanda e sparpaglia palle di catrame sulle spiagge del litorale. L’inchiesta diretta dal sostituto procuratore della Repubblica Paolo Piras è entrata nel vivo. Da sabato sono sotto sequestro l’oleodotto e la porzione di banchina. Il magistrato ha anche iscritto nel registro degli indagati il primo nome. Si tratterebbe del responsabile dell’impianto E.On di Fiume Santo. Il reato ipotizzato, al momento, è quello di disastro ambientale.

Disastro ambientale, appunto. Ma le forze messe in campo per ripulire sono quasi tutti volontarie. Badile e rastrello i mezzi. Quattordici gli operai della E.On, inesperti, in quanto sono stati assunti a tempo, per l’occasione, da un’agenzia interinale. Poi c’è la Protezione civile “Bediagra”, il Wwf Gallura, i ragazzi di Sea Shepherd.

A Stintino l’Amministrazione comunale ha attivato, tra squadre di barracelli e operai comunali, circa 20 persone che stanno battendo palmo a palmo tutta la costa. La pulizia è difficile: il catrame si nasconde sotto la sabbia, gli scogli si possono raggiungere solo in gommone. Nelle spiagge del litorale di Stintino tra Ezzi Mannu e le Saline, a Lu Chisginagghiu, a La Niculina, al confine tra Santa Teresa e Vignola, a La Bruttea, a poche centinaia di metri più a est, le bonifiche continuano.

A Porto Torres, sabato, si è costituito il Comitato per la Tutela del Golfo dell’Asinara. Iniziativa analoga anche in Gallura, dove cittadini, commercianti e albergatori si sono riuniti in un comitato e, qualora si arrivi al processo, hanno tutta l’intenzione di costituirsi parte civile contro E.On per chiedere i danni.Courtesy of Fradelloni

Il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, nella relazione in Commissione Ambiente della Camera ha parlato di “un’attenzione speciale non tanto per le quantità ma per il particolarissimo e sensibilissimo contesto ambientale. Attenzione proporzionata all’incomparabile valore naturalistico dell’area”. “Abbiamo richiesto alla Presidenza del Consiglio di avviare un tavolo di confronto per una valutazione tecnica rigorosa circa la richiesta avanzata di dichiarazione di emergenza nazionale”, ha aggiunto il ministro.

LA TESTIMONIANZA DEL VOLONTARIO PIER MAURO MARRAS

“Mercoledì 26 gennaio. Vado a monitorare la spiaggia di Platamona. Ore 11 e 30, settima discesa a mare, la zona più colpita del litorale. Nel piazzale antistante, riservato al parcheggio delle auto, due rimorchi senza motrice pieni zeppi di materiale cancerogeno, lasciati incustoditi. In spiaggia, le buste con i residui d’olio combustibile non ci sono più, ma una lunga striscia di sabbia nera, maledettamente maleodorante, taglia orizzontalmente l’arenile. Il moto ondoso ha “ripulito” il bagnasciuga ma non la parte alta della spiaggia. Gli operai sono spariti e la spiaggia deserta fa ancora più tristezza. Proseguo in direzione Porto Torres e mi fermo nella successiva discesa a mare, meglio nota come Marina di Sorso. Qui la situazione sembra apparentemente migliore, la sabbia sembra quasi tutta bianca, qui la striscia nera è larga appena cinquanta centimetri ma prosegue per tutta la lunghezza della spiaggia. Il piazzale antistante a differenza del precedente è pieno di persone, il che fa solo piacere. Nella successiva discesa a mare pare essere tutto pulito, ma a conferma del passaggio della marea nera, nel piazzale del parcheggio sono presenti altri 2 carrelli rimorchio pieni zeppi di quella robaccia. Pochi minuti prima di uscire di casa arriva la notizia, o meglio la pugnalata alle spalle del ministro dell’ambiente, che dichiara che i sardi dovrebbero essere “contenti” in quanto non esiste nessuna emergenza ambientale…”.

Francesca Fradelloni

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